ex. card. Theodore McCarrick

ex. card. Theodore McCarrick

 

di Sabino Paciolla

 

Due fonti vaticane, sotto la condizione dell’anonimato, hanno detto che l’ex cardinale statunitense Theodore McCarrick è quasi certo che venga ridotto allo stato laicale nelle prossime settimane, come conseguenza del processo basato sulle accuse contro di lui, compresi gli abusi sessuali sui minori. E’ quanto riferisce Philip Pullella nel suo articolo sulla Reuters.

Lo scorso luglio, McCarrick è diventato il primo prelato cattolico in quasi 100 anni a perdere il titolo di cardinale. Le accuse contro di lui risalgono a decenni fa, quando McCarrick era ancora ai vertici della gerarchia della Chiesa statunitense.

McCarrick, 88 anni, ha risposto pubblicamente a una sola delle accuse, dicendo che non ha “assolutamente nessun ricordo” di un presunto caso di abuso sessuale di un ragazzo di 16 anni più di 50 anni fa.

L’avvocato canonico di McCarrick, J. Michael Ritty, e il suo avvocato civile, Barry Coburn, entrambi hanno rifiutato di essere intervistati per l’articolo che Pullella ha pubblicato. Il Vaticano, a sua volta, ha detto che è in corso di svolgimento un “processo canonico” e che non si esprimerà fino a quando lo stesso non sarà terminato.

Tre fonti, riferisce Pullella, hanno detto che papa Francesco, che ha l’ultima parola sul caso, vuole che il processo abbia termine prima dell’inizio dell’incontro mondiale da lui convocato in Vaticano. In tale incontro, che si svolgerà dal 21 al 24 febbraio prossimo, e che vedrà riuniti tutti i presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo, comprese altre personalità, si discuterà di quella che ora è una crisi globale degli abusi sessuali.

“Sarebbe come un trofeo (la riduzione allo stato laicale di McCarrick) per dimostrare che il Papa è davvero serio nell’affrontare questo problema. Questo è il processo che sembra dipanarsi”, ha detto Kurt Martens, professore di diritto canonico presso la Catholic University of America di Washington.

Un’altra fonte vaticana a conoscenza dei fatti ha riferito a Pullella che sarebbe stato sorprendente se il papa non avesse allontanato McCarrick dal clero, un processo noto come “laicizzazione”.

“Non so quale sarebbe l’alternativa“, ha detto un’altra fonte.

Tali fonti vaticane hanno parlato sotto la condizione di anonimato perché non sono autorizzate a discutere del caso. Una delle fonti ha detto che se venisse laicizzato, McCarrick sarebbe la figura cattolica romana di più alto profilo ad essere allontanato dal sacerdozio in tempi moderni.

La riduzione allo stato laicale significherebbe che McCarrick non potrebbe più chiamarsi sacerdote, e dunque non potrebbe più celebrare i sacramenti, anche se gli sarebbe permesso di somministrarli solo a una persona in punto di morte e in caso di emergenza.

Il processo attualmente in corso è di tipo  “amministrativo”. La ragione dell’adozione di un processo amministrativo è che esso è molto più snello di uno canonico completo. È la strada che viene intrapresa quando si ha a disposizione un’abbondanza di prove chiare, ha detto a Pullella una delle fonti vaticane.

Le procedure possono sfociare in un decreto di riduzione allo stato laicale da parte della Congregazione della Dottrina della Fede (CDF), firmato dal prefetto cardinale Luis Francisco Ladaria e approvato dal papa. Il papa, che è il legislatore supremo della Chiesa, può anche decidere di avocare a sé il dossier e di decidere in prima persona su di esso.

Una decisione papale non può essere impugnata. Un decreto della CDF può essere impugnato entro 60 giorni. Una terza possibilità è che il papa possa approvare un decreto della CDF, ma ridurre i tempi di ricorso, in modo che il caso sia chiuso prima dell’assemblea episcopale di febbraio.

Se le fonti dovessero rivelarsi corrette e tenuto conto della vicinanza della data del 21 febbraio prossimo, data di inizio dell’incontro mondiale in Vaticano, allora è probabile che l’ex Card. McCarrick venga ridotto allo stato laicale già a partire dalla settimana prossima.

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