In questo corposo articolo Dreher, partendo da due fatti di “cronaca culturale”, ci porta a riflettere sul dilemma che attanaglia i Conservatori Nord Americani in questo periodo. Se, cioè, le basi culturali dell’Occidente liberale siano davvero in grado di resistere e contrastare il cambiamento della società o se non ne siano, in fondo, la causa. Una discussione interessante da continuare a seguire.

Di seguito un articolo di Rod Dreher nella traduzione di Annarosa Rossetto.

Evoluzione sinistra

 

Aborto, Pornografia e Civiltà Liberale

 

Questo è un fermo immagine da un breve video promozionale di Verso Books con l’autrice Sophie Lewis, il cui nuovo libro sostiene (questo è il sottotitolo) “Femminismo contro Famiglia”. Dice nella clip che l’aborto è un’uccisione, ma dovrebbe essere difeso come diritto di “smettere di fare il lavoro gestazionale”. In un’altra clip – puoi vederle tutte qui – sostiene anche, da un punto di vista marxista, che la famiglia dovrebbe essere abolita. Parole sue, non mie. E qui una pagina web che descrive il suo background e il suo lavoro. La sua biografia su Verso Books dice che è una “femminista impegnata nell’ecologia dei cyborg e nel comunismo queer”. Il nuovo libro, Full Surrogacy Now (un titolo che fa il verso alla campagna “Stop Surrogacy Now” per l’abolizione dell’utero in affitto, N.d.T.), fa rivivere, in un’epoca tardo liberale, la vecchia richiesta marxista di abolire la famiglia, dandole una nuova svolta grazie alla tecnologia riproduttiva. Sostiene che la riproduzione dovrebbe essere fatta solo attraverso la maternità surrogata. Leggete di più in questa recensione acritica in The New Republic. 

Questa idea è il male. Io sono rimasto colpito anche dalla recensione (di Nora Caplan-Bricker , una giovane giornalista femminista), che descrive a lungo la tesi della Lewis, ma non offre una sola parola di critica, tranne che un accenno di scetticismo sul fatto che qualcuno debba proprio avere figli in questo mondo in rapido surriscaldamento.

Non una sola sillaba di critiche per la tesi di base di questo libro. È come se il XX secolo non fosse mai esistito.

Ovviamente non penso che molte persone della Sinistra americana siano pronte ad abbracciare il “comunismo gestazionale” (la parola di Lewis) e l’aborto come una “uccisione che può essere difesa”. Ma quello che io davvero credo è che l’avanguardia della Sinistra – cioè, le élite che popolano redazioni, case editrici, facoltà universitarie, scuole di Diritto, e in ultima analisi, il Partito Democratico – favoriscono una visione del sesso, della famiglia, e della dignità umana che non può e non vuole difendere la famiglia dalle varie Sophie Lewis. Se un editore di Destra producesse un libro di un intelligente filosofo di estrema Destra che discettasse in chiave contemporanea per rilanciare idee e politiche dell’eugenetica tedesca, sarebbe (giustamente!) condannato universalmente, e non ci sarebbe verso che le riviste di opinione conservatrice recensirebbero la cosa, tanto meno per fargli una recensione rispettosa.

Non intendo dire questo in modo “benaltrista”. Intendo dire che, per ora, abbiamo in questa nostra cultura la capacità di riconoscere il male radicale quando nasce dalla Destra e resistergli. Ma se gli eugenisti riescono a trovare il modo di enunciare le loro argomentazioni in termini di Sinistra e hanno un pedigree di Sinistra certificato (la Lewis ha studiato a Oxford, alla New School, ecc.),  riescono a trovare molto più facile proporre l’idea che ci sono alcune vite che non meritano di vivere, e che la difesa del bene comune richiede di farle fuori.

Consentitemi di esprimere il punto in modo più diretto: credo che la Sinistra liberale abbia raggiunto un punto in cui la sua visione della libertà e della persona umana consente questo e, sulla questione dell’aborto, ne richiede l’accettazione anche se si tratta di annientare un essere umano.

Se non avete visto il potente articolo su Atlantic di Caitlin Flanagan su una giornalista del liceo e una sua compagna di scuola che guadagna soldi facendo film porno , leggetelo ora. Bailey Kirkeby è la giornalista; Caitlin Fink è la liceale porno star. Vivono a Stockton, in California, una zona depressa. Flanagan scrive:

Recentemente, Caitlin si è trovata in un impiccio che ha suscitato l’attenzione di Bailey e anche la sua simpatia. Avendo bisogno di soldi, Caitlin ha iniziato a lavorare nella pornografia, cosa che ha risolto i suoi problemi finanziari a breve termine, ma che ha anche portato le persone a “dire cose” su di lei a scuola. Allo staff del  Bruin Voice è venuta l’idea  che una storia che considerasse Caitlin come qualsiasi altro studente “esemplare” – per aver affrontato e superato ostacoli – un articolo che le permettesse di raccontare la sua versione della storia, sarebbe stato utile a Caitlin e sarebbe stato utile per il gionale.

Dato che Bailey aveva un corso scolastico in comune con Caitlin, le sembrava di essere la più adatta a scriverlo. Ha lanciato l’idea al consigliere di facoltà del giornale scolastico, Katherine Duffel, che l’ha approvata, e ben presto la ragazza si è messa al lavoro per  un articolo di 1.000 parole su Caitlin. Tuttavia, le cose hanno cominciato in poco tempo ad andare storte.

Il sovrintendente scolastico distrettuale ha sentito parlare della storia e ha richiesto il diritto di esaminarla prima della pubblicazione. Il giornale scolastico ha rifiutato. Flanagan riprende la storia qui:

A questo punto, una serie di adulti con ruoli di potere è entrata in azione per far sì che gli studenti della scuola di Caitlin potessero sapere tutto sul suo lavoro nel porno e su come trovarlo. Lo Student Press Law Center ha indirizzato la scuola a un avvocato di nome Matthew Cate, che ha assunto il caso pro bono. I maggiori organi di informazione, incluso il  Times , hanno trattato la storia con ricchi dettagli, trasmettendo un tono di neutralità morale nei confronti di una ragazza delle scuole superiori che fa porno e di una tacita ma evidente disapprovazione nei confronti della violazione dei diritti dei giornalisti studenteschi garantiti dal Primo Emendamento. Cate ha letto l’articolo, ha assicurato il Distretto che, nonostante le sue preoccupazioni (tra le quali il fatto che studenti sotto i 18 anni avevano visto  pornografia nella preparazione del pezzo) non violava il codice della Scuola statale, e l’articolo è stato pubblicato il 3 maggio.

“Durante gli anni del liceo, agli studenti viene spesso detto di seguire i loro sogni e perseguire ciò che amano”, inizia il pezzo, e presenta Caitlin come qualcuno che sta facendo proprio questo. Il tono è quello di un  articolo su Seventeen  (rivista per adolescenti, n.d.t.) del 1964, del tipo che spiegava alle ragazze cosa vuol dire essere una hostess o una modella – ecco qualcosa di divertente e persino affascinante, che qualsiasi ragazza carina, di qualsiasi piccola città, potrebbe fare se le passasse per la mente. “Vado spesso a San Francisco, e non devo pagare nulla, perché qualcuno paga le spese”, dice Caitlin. “Ho provato nuove cose, uscendo dalla mia comfort zone e incontrando nuove persone.”

Bisogna leggere il tutto per i dettagli e per l’analisi di Flanagan sul significato culturale di questa storia. Il giudizio di Flanagan sui fatti si basa su questa osservazione:

La cultura è progressista e cumulativa, così come il porno, che incessantemente cerca e attraversa il prossimo confine, e in tal modo fa sembrare tutto ciò che è venuto prima banale e ordinario. … Quello che è successo è che nel giro di pochi anni dall’arrivo del porno, il Paese ha imparato a capire rapidamente quello con cui aveva a che fare – qualcosa che non aveva il potere di controllare, qualcosa che non poteva nemmeno impedire a i bambini di imbattervisi – e la vita moderna si è semplicemente adattata attorno al nuovo Grande Leader.

Quello che scandalizza Flanagan è che la Sinistra sia così dedita all’autonomia personale e alla libertà sessuale che non sa più  reagire e proteggere una liceale che vende il suo corpo per soldi nei film porno. Questa non è la Sinistra radicale, quella di Sophie Lewis; questa è la Sinistra mainstream. Flanagan disapprova anche la Destra perché vede la pornografia come nient’altro che un business. Dice anche che l’unica forza in grado di fermare lo sfruttamento di Caitlin Fink, il conservatorismo sociale, ha perso ogni credibilità sostenendo Donald Trump.

Non sono per nulla d’accordo con Flanagan su quest’ultimo punto; penso che sia più complicato di come la metta giù lei. Ma sono d’accordo con la sua argomentazione generale: né la Sinistra mainstream (i liberali di Sinistra) né la Destra mainstream (i liberali di Destra) hanno la volontà o la capacità di fermare questo male. La pornografia ha conquistato la cultura e scommetterei che qualsiasi Repubblicano che tentasse seriamente di mettere in atto misure per fermarla finirebbe dentro una sega circolare.

Io leggo questi due elementi – il libro di Sophie Lewis e la storia della liceale pornostar – nel contesto dell’articolo di Ross Douthat di oggi (su Noa, la ragazza olandese suicidatasi con aiuto medico in Olanda qualche giorno fa, N.d.T.) che a sua volta offre una visione panoramica della querelle tra French e Ahmari. Molte persone nella Destra pensano che la discussione tra French e Ahmari non sia altro che una tempesta in un bicchier d’acqua, ma si sbagliano. Il conflitto tra David French e Sohrab Ahmari riflette una divisione seria e sostanziale di opinione sulla Destra, la cui gravità è in qualche modo oscurata dall’assurdità di Donald Trump.

Douthat afferma che il rinnovato interesse per un  “il liberalismo” sia nella Destra che nella Sinistra riflette una vera crisi all’interno del liberalismo (con cui intende l’ordine giuridico, politico ed economico dell’Occidente). Scrive:

Sia a Destra che a Sinistra, è diventato ormai facile immaginare modi in cui il sistema liberale potrebbe meritare di cadere, a causa dei mali generati al suo stesso interno.

A Destra, a partire da esempi come i fan dell’eutanasia dei Paesi Bassi si può immaginare di andare verso una società futura che rimane formalmente liberale ma assomiglia al “Brave New World” di Aldous Huxley – dominato da realtà virtuale, eugenetica e droghe stabilizzanti dell’umore, post-familiare e post-religioso e funzionalmente post-umano. Una tale società meriterebbe la lealtà politica di un cristiano o di un musulmano (diciamo) tradizionali, solo perché offre ancora alcune protezioni del Primo Emendamento (libertà di parola,di religione, di pensiero, ecc. n.d.t.)? È ragionevole dire che potrebbe non meritarlo.

A Sinistra l’immaginazione prende la forma di una grave  estrapolazione ecologica – la paura che la catastrofe climatica non sia inevitabile non nonostante il liberalismo ma a causa sua, che la combinazione di governi con poteri limitati, cittadini con conoscenze limitate e società con incentivi capitalisti possano essere responsabile di una  catastrofe della civiltà . Questo scenario (o altri equivalenti che coinvolgono l’intelligenza artificiale) mette in discussione il proceduralismo liberale? Per alcuni Carl Schmitts (o  Ted Kaczynskis ) di Sinistra, potrebbe farlo.

Inoltre:

Tutto ciò suggerisce che una politica autenticamente post-liberale potrebbe, tuttavia, un giorno essere necessaria – per salvare la civiltà liberale dalla distopia o dal disastro. I post-liberalismi attualmente offerti non sono così gravi come i loro sostenitori sperano o temono i loro critici. Ma se non si può immaginare   mai  di essere post-liberali, di Sinistra o di Destra, non si è nemmeno seri.

Davvero, è tutto da leggere. 

La storia della pornostar delle scuole superiori è più emblematica del nostro tempo della crociata utopica di Sophie Lewis (che menziono solo perché il ventesimo secolo le avrebbe dovute far considere oltre ogni limite di discussione; che non lo siano ci dice qualcosa di importante). La teenager porno star e la giornalista liceale che l’ha celebrata, sono la massima espressione del liberalismo contemporaneo (sia nel senso di Sinistra che in quello libertario), o qualche aberrazione? Cosa c’è nel liberalismo che possa fermarle? Come sostiene Flanagan, né la Sinistra contemporanea né la Destra contemporanea hanno in sé le risorse per prevenire questo genere di cose, o persino per riconoscerla come una cosa che debba essere prevenuta.

Flanagan incolpa il conservatorismo sociale (con cui intende i conservatori religiosi, immagino) di aver perso la propria influenza per via di Trump. Penso che non si renda conto che le mancano diversi dettagli. È indubbiamente  vero che conservatori religiosi hanno fatto esattamente questo, ma è assurdo credere che se solo la Destra Religiosa non fosse saltata sul Trump Train, sarebbe stata in grado di prendere una posizione significativa contro l’(auto) sfruttamento di Caitlin Fink.

Il conservatorismo sociale e religioso sta diminuendo. Vorrei che non fosse vero, ma lo è. Ho scritto The Benedict Option  nel 2016, prima dell’elezione di Trump; dopo la sua vittoria shock sono dovuto tornare al manoscritto già finito e rivedere alcune cose. Ho detto nel libro che nel migliore dei casi Trump avrebbe offerto ai Cristiani “tradizionali” un po’ di respiro prima che accadesse l’inevitabile. Continuo a crederlo, anche se gli eventi successivi alla pubblicazione mi hanno reso ben disposto, un po’ di più, almeno, verso la scelta di votare Trump puramente come autodifesa contro il progressismo ostile e militante. Non c’è bisogno che io ci torni su.

Il problema principale è che il conservatorismo sociale e religioso americano fino a questo momento consisteva principalmente nell’opporsi all’aborto e al matrimonio gay, ma per il resto nell’accettare l’ordine liberale, in particolare il sistema economico. Non abbiamo seriamente considerato come i meccanismi di questo sistema minano le istituzioni che dei seri conservatori sociali e religiosi devono conservare al di sopra di tutti gli altri: la famiglia naturale e la chiesa.(grassetto mio, ndr) Non dovremmo essere sorpresi dal fatto che il tasso di fertilità sia collassatoI leader politici e gli studiosi considerano la solitudine come un problema sociale critico e, come dice Kay Hymowitz, il nocciolo della questione è il crollo della famiglia:

Il naufragio della fiducia sociale, il crollo del cuore delle comunità, l’epidemia di oppioidi e il crescente numero di “morti per la disperazione” suggeriscono un profondo scontento collettivo. Vale la pena delineare una delle cause principali che è allo stesso tempo così ovvia e così scomoda che gli osservatori della solitudine tendono a menzionarla solo di sfuggita. Sto parlando, naturalmente, del crollo della famiglia. A questo punto, le conseguenze della instabilità familiare sono un argomento sempreverde quando si tratta di bambini; questo rimane oggetto di innumerevoli documenti e conferenze. Ora, dovremmo tenere conto di quanto profondamente i cambiamenti nella vita familiare degli ultimi 50 anni sono intrecciati con l’affievolirsi del benessere anche di tanti adulti e comunità.

Hymowitz parla di enormi cambiamenti sociali negli ultimi 60 anni circa e di come ci abbiano insegnato a disprezzare il metter su famiglia a favore della felicità individuale. Anche nella Destra relativamente pochi lo mettono in discussione, ma c’è un grave costo sociale. Ancora:

La sfida è trovare i modi per comunicare questo bisogno alle generazioni future prima che prendano decisioni che frammenteranno ulteriormente le loro vite e le comunità. Finora, non sta succedendo. I Millennial e i loro fratelli e sorelle più giovani affermano che vorrebbero sposarsi e avere figli, ma solo il 30 % considera un matrimonio di successo una delle cose più importanti della vita. Circa la metà si scrolla di dosso la genitorialità dei single come un non-problema; a loro avviso, la convivenza è fondamentalmente uguale al matrimonio.  Anche se la percentuale complessiva di bambini americani nati da madri non sposate è diminuita un po’ negli ultimi anni, la maggior parte delle nascite tra i Millennial sono dovute a donne non sposate. Finora, i ragazzini più piccoli, Gen Z, come vengono a volte chiamati, non sembrano pronti a ribellarsi alla noncuranza dei loro fratelli più grandi. In un sondaggio del 2018 sugli atteggiamenti dei giovanissimi di età compresa tra 10 e 19 anni da parte di PerryUndem Research and Communication, tre quarti hanno dichiarato di ritenere “molto importante” avere  una carriera di successo. Meno di un terzo ha affermato che sposarsi o avere figli importasse molto. In particolare, ragazzi e ragazze hanno avuto risposte quasi identiche.

Leggetelo tuttoQuesto non è solo un problema di Sinistra o di Destra. È una crisi per tutti noi – e una crisi per il liberalismo, le cui norme ci hanno spinto fino a questo punto. Qualunque sia la causa, la nostra non è una cultura pro-famiglia. Se perdiamo la famiglia, perdiamo la chiesa e perdiamo la civiltà.

L’Opzione Benedetto non prevede una soluzione politica a questa crisi, o una qualche soluzione programmatica. La politica può essere parte della soluzione, e in ultima istanza lo sarà, ma prima, dovremo passare attraverso una nuova era oscura. L’incapacità della comunità di proteggere Caitlin Fink da sé stessa e da coloro che la sfruttano sessualmente è un segno di questa nuova era oscura. Basta aspettare solo che i soldi finiscano e vedrete come andrà.

L’Opzione Benedetto consiglia un ritorno forte e contro-culturale in modo affermativo alle pratiche religiose “tradizionali”, compreso il mettere maggiore enfasi sulla costruzione di famiglie e comunità resilienti locali piuttosto che sul tentativo di salvare un sistema liberale morente. Vi esorto vivamente a leggere il libro The Final Pagan Generation dello storico Edward J. Watts  che racconta la storia delle élite romane nate all’inizio del IV secolo. Erano gli ultimi ad essere cresciuti con le antiche credenze romane come fondamento dell’ordine della loro civiltà. La loro vita comprendeva la trasformazione radicale della società Romana da pagana a Cristiana. La cosa da ricordare più forte del libro è che questi uomini non l’hanno vista arrivare . Anche fino alla fine della loro vita, è stato possibile vivere negando la realtà.

Così siamo noi Cristiani oggi. Così siamo tutti noi. Non credo nemmeno per un secondo che possiamo sostenere una civiltà sul tipo di visione del mondo liberal-libertaria abbracciata dalla maggior parte degli Americani – certamente dalle élite.

La disputa French-Ahmari si incardina su quale dovrebbe essere la reazione della Destra a questa crisi. In generale, French crede che l’ordine liberale sia difendibile e meritevole di difesa; Ahmari crede che sia necessaria un’azione più radicale. Come ho detto su queste pagine tutta la settimana , sto principalmente con Ahmari su questo, ma sto cercando di frenare il mio stesso pessimismo. Non penso che tutto sia perduto, almeno nel breve periodo, e potrebbe anche accadere che essere troppo rapidi a seguire il pessimismo verso le sue conclusioni naturali ci renderebbe incapaci di approfittare delle reali opportunità di difendere all’interno del sistema le nostre comunità e le libertà che rendono possibili queste comunità.

Ecco le domande correlate che, tra me e me, non riesco a risolvere: i Cristiani “tradizionali” possono permettersi di mantenere una profonda lealtà verso l’ordine liberale? I Cristiani “tradizionali” possono permettersi di non farlo?

Quello che mi piacerebbe sentire dal lato di French di questa disputa è un motivo per cui l’ordine liberale così com’è oggi – comprese una chiesa debole e una cultura pro-family flebile – sia in grado di fermare la crescente marea del disordine. Davvero, vorrei leggere un tale argomento. Viceversa, quello che mi piacerebbe sentire dal lato di Ahmari – e ciò di cui ho bisogno per lavorare su me stesso – è un argomento su come i Cristiani “tradizionali” possano formare un ordine post-liberale in una società in cui siamo una minoranza. Perdi il liberalismo, perdiamo il Primo Emendamento – e poi che cosa avremmo?

Una crisi futura può portare al potere un assolutista di Destra, ma la mia sensazione è che in termini di ripristino del Cristianesimo, sarebbe una figura alla Giuliano l’Apostata. Giuliano, che regnò dal 361 al 63, aveva creduto ardentemente che solo il ripristino del tradizionale politeismo e dei valori romani avrebbe salvato l’Impero dalla dissoluzione. E fallì. Il politeismo era ormai esaurito nella cultura popolare romana; il Cristianesimo stava crescendo e nessun editto governativo poteva respingerlo.

La mia opinione è che la dis-integrazione della civiltà occidentale non è qualcosa che può essere fermata di colpo. Può essere solo guidata. Ciò non significa rinunciare completamente alla politica, ma significa che il nucleo di ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere non si svolge nei tribunali di politici o giudici. Il disordine politico, sociale e culturale incombente deriva fondamentalmente dal disordine nei nostri stessi cuori e menti. Se il liberalismo ha finito per significare cose che vanno dall’incapacità di difendere Caitlin Fink da Caitlin Fink, all’incapacità di trasmettere le credenze e le pratiche necessarie alla formazione della famiglia fino all’incapacità di trasmettere la fede in una qualche forma ortodossa, allora qual è la necessità di mantenere la lealtà politica a un tale sistema?

 

Facebook Comments
image_print
1