Rilancio dal sito di Byoblu

 

 

Alla Cortese Attenzione di:
Formazioni Politiche
Trenitalia S.p.A.
Organizzazioni Sindacali
Per conoscenza di:
Giornalisti e Stampa

 

 

Gentili tutti,

La presente per esprimere innanzitutto solidarietà ai lavoratori e agli studenti colpiti dall’estensione dell’obbligatorietà di certificazione verde avvenuta col D.L. n°111 del 6 agosto 2021.

Vi scriviamo per diffidarVi sin da ora dall’estensione della suddetta certificazione al nostro ambito lavorativo, nonché dall’introduzione di qualsivoglia obbligo vaccinale, invitando le OO.SS. a difendere il lavoro quale valore fondante del nostro sistema giuridico e sociale e il nostro Datore di Lavoro a disapplicare quanto venisse eventualmente stabilito da qualunque norma discriminatoria e lesiva dei diritti naturali degli esseri umani; diritti che secondo una concezione giusnaturalistica del diritto sono da considerarsi pre-politici – ossia acquisiti alla nascita e non tali solo perché riconosciuti e accettati dalle Autorità – e prioritari rispetto alle codificazioni del diritto positivo. Tali principi permeano le Costituzioni nazionali, un documento sovranazionale di estrema importanza come La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che è a sua volta debitrice alle Dichiarazioni maturate in seno alle rivoluzioni borghesi, anch’esse esiti piuttosto recenti di una tradizione molto più antica, consolidatasi, attraverso l’età antica, medievale e moderna, come un cardine della cultura filosofica e giuridica dell’Occidente.

 

È con tale sensibilità che ci preme ricordarVi che la responsabilità di un ordine illegittimo – oltre, ovviamente, a chi lo emana – è in capo anche a chi lo esegue: «nessun uomo per Kant ha il diritto di obbedire» (1) affermò la filosofa Hannah Arendt, smontando l’uso sconsiderato dell’etica kantiana da parte del gerarca nazista Adolf Eichmann, il quale giustificò i suoi crimini affermando «[…] di aver sempre vissuto secondo i principî dell’etica kantiana, e in particolare conformemente a una definizione kantiana del dovere» (2). Alla massima giuspositivistica secondo cui «si deve ubbidire alle leggi in quanto tali», ne preferiamo un’altra incentrata sulla concezione dei diritti naturali: «si deve ubbidire alle leggi solo in quanto sono giuste» (3).

A tal proposito riteniamo il Green Pass – e la sua narrazione mediatica uno strumento biopolitico profondamente discriminatorio (e, potenzialmente, di controllo sociale panottico) che fa leva su istanze pseudo-collettivistiche e che si nutre di una propaganda divisiva e antiscientifica. Divisiva perché essa ha contribuito in modo decisivo a una polarizzazione della popolazione in due schieramenti opposti, di cui – di solito – solo la minoranza è ritenuta meritevole di un’etichettatura ideologica, dall’accento spesso dispregiativo e approssimativo (no-vax); antiscientifica perché riteniamo che in molti casi i media abbiano presentato la vaccinazione in toni così semplicistici, inaccurati e salvifici da aver spinto alcune persone a trascurare alcune cautele igienico-sanitarie in tal modo facilitando la circolazione del virus fra individui vaccinati. 

Una simile propaganda e lo stesso Certificato Verde ci sembrano dunque finalizzati a forzare in maniera surrettizia l’estensione della copertura vaccinale (un vero obbligo sarebbe controverso e difficile da giustificare dal punto di vista giurisprudenziale), piuttosto che a salvaguardare la salute della collettività e dei singoli individui. A dare credito ai nostri sospetti sulla reale finalità del Green Pass sono le dichiarazioni di un sostenitore della politica vaccinale, il microbiologo Andrea Crisanti: «Il Green Pass è un incentivo per la vaccinazione, non è uno strumento di sanità pubblica.

È una bufala pazzesca dire che col Green Pass creiamo ambienti sicuri, serve ad indurre le persone a vaccinarsi»(4)

Purtroppo il dibattito pubblico sulla questione è fortemente inquinato, e chiunque osi anche solo mettere in dubbio le linee guida o si azzardi a sollevare, pure pacatamente, qualche questione inerente all’argomento, subisce spiacevoli – e non di rado anche violente – etichettature, demonizzazioni e ghettizzazioni. Nei social tali sentimenti sono sfociati in manifestazioni parossistiche di rancorosa discriminazione; lo testimoniano le parole di alcuni personaggi pubblici che hanno invocato per i non vaccinati misure di segregazione forzata, augurandosi di vederli «ridursi a poltiglia verde», «fare una vita da sorci», «morire come mosche», invitando i riders a sputare nel cibo a loro destinato (5)

Qualunque tesi, anche quando ben argomentata e sensata, tende a essere ridotta, nelle sue caleidoscopiche sfaccettature, a una questione tecnico-scientifica, il cui dibattito è riservato alla comunità scientifica, spesso rappresentata dai media come un monolite di sapere univoco e inscalfibile. Ne deriva che il dibattito pubblico, che in una società civile e liberale dovrebbe essere auspicato e incentivato, viene invece soffocato e appianato sulle sole posizioni “consentite”. La furia denigratrice dei fautori più intransigenti del Certificato Verde non ha risparmiato neppure le voci contrarie di alcuni stimati esponenti della cultura italiana, come i filosofi Giorgio Agamben, Massimo Cacciari (6) e lo storico Alessandro Barbero (Barbero è pure uno dei firmatari di un appello anti-Green Pass sottoscritto da più di 600 docenti) (7), i quali sono stati bacchettati pubblicamente ed ex cathedra da colleghi e altri personaggi pubblici, che non gli hanno perdonato la mancata adesione alla vulgata governativa.

Da una prospettiva più strettamente medico-scientifica i dati sulla letalità della CoViD-19 indicano, al momento, che la mortalità e l’occupazione delle terapie intensive interessano con una grande prevalenza le fasce più anziane della popolazione, con il 98,5% dei ricoveri in terapia intensiva riguardante pazienti ultrasessantenni e un’età media dei decessi superiore agli 80 anni (8).

Ci sono fasce di popolazione per le quali la malattia è notevolmente meno rischiosa e l’estensione forzosa di una vaccinazione di massa ci sembra un letto di Procuste, se  teniamo conto dei possibili effetti collaterali dei vaccini a breve (vedi, fra i vari effetti collaterali riportati in letteratura, i casi di pericarditi e miocarditi) (9) ma anche a medio e lungo termine (non ancora noti) e del fatto che la popolazione a rischio risulta in gran parte già vaccinata con doppia dose.

Ad esempio per quanto riguarda la situazione italiana, i decessi degli under 40 senza patologie concomitanti accertate sono stati (dall’inizio dell’epidemia al 21-07-2021) 44 su circa 4,35 milioni di positivi (dato riferito a tutta la popolazione italiana)(10). Per quanto riguarda l’età pediatrica il rapporto rischi/benefici è ancora più contradditorio, poiché nel nostro Paese (al 01-09-2021) il tasso di ricoveri settimanale riguardante i ragazzi fino ai 17 anni è di 10-20 casi per milione11; inoltre la malattia per la maggior parte dei giovani consente lo sviluppo di un’immunità durevole (12) a fronte di una contagiosità che dura non oltre una settimana(13) e un’incidenza di Long-Covid in linea con altre viremie comuni (14).

Ricordiamo infine che la manipolazione della scienza per fini politici ed economici è tutt’altro che un’ipotesi folle o remota, com’è stato riportato dal sociologo Luciano Gallino (15). Per tali ragioni, pur confidando con fermezza nel metodo scientifico, ci preoccupa la deriva dogmatica di ciò che viene comunemente definita scienza; così come ci inquieta l’inesorabile degenerazione tecnocratica postdemocratica delle democrazie occidentali, soprattutto di alcune di esse (Italia in testa). Preferiamo pertanto credere nel metodo scientifico piuttosto che nella scienza.

“Credere nella scienza” ci sembra infatti un’espressione ossimorica, visto che di solito si crede nelle religioni, nei loro miti e riti, nei loro dogmi. Vorremmo non assistere a nuove Inquisizioni e professioni di fede estorte col ricatto.

Preferiamo invece intendere la scienza come la concepiva uno dei maggiori fisici della storia, Richard Feynman, il quale scrisse che «[…] la Scienza è credere nell’ignoranza degli esperti»16. Siamo convinti che la vera scienza si fondi sul dubbio e non sul dogma.

Per quanto riguarda il Decreto sul Certificato Verde, al di là delle appena accennate criticità inerenti all’ambito scientifico-sanitario ed epistemologico, ci preme in questa sede porre l’attenzione soprattutto sulle questioni di natura giuridica e politica, le quali sono state ben argomentate da un gruppo di giuristi in un documento di 30 pagine(17).

In questa sede ci accontentiamo ricordare alcuni articoli della Costituzione della Repubblica Italiana che ci paiono in contrasto con quanto stabilito dal suddetto Decreto. Per inciso ci preme ricordare che i Ferrovieri italiani contribuirono a contrastare il fascismo con dignità, orgoglio, coraggio, e la nostra Costituzione democratica nacque anche grazie a loro. Essa stabilisce principi di democrazia, diritto al lavoro, libertà, dignità, uguaglianza, pluralismo e pace. Da tempo i ripetuti attacchi al testo originale e la violazione dei suoi principi fondamentali, che la rendono più formale che sostanziale, ci preoccupano molto.

▪ L’Articolo 1 della nostra Carta fondamentale fonda la nostra Repubblica sul lavoro.

▪ Nell‘Articolo 2 «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità». Riconosce e garantisce appunto quei diritti di cui siamo portatori e non concede, poiché essi non sono a disposizione di alcun potere politico.

▪ L’Articolo 3 stabilisce la pari dignità di tutti i cittadini e la loro eguaglianza, senza distinzione alcuna.

▪ Nell’Articolo 4 «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto».

▪ L’Articolo 13 stabilisce che «la libertà personale è inviolabile» (se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria).

▪ Nell’Articolo 32 «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere

obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»

A proposito di quanto stabilito dall’ultimo periodo del secondo comma dell’Articolo 32, crediamo sia importante fare riferimento all’articolo 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, la quale subordina ogni trattamento sanitario al consenso libero e informato dell’interessato e alle leggi 145/2001 e 219/2017, nonché al fondamentale diritto di autodeterminazione in materia di salute stabilito dalla Convenzione di Oviedo.

Fondamentale è pure l’interpretazione della Corte Costituzionale che, con sentenza 308/1990, stabilisce che non è permesso il sacrificio della salute individuale – e i vaccini contro SARS-CoV-2 non sono esenti da rischi (vedere rapporti EudraVigilance e AIFA comunque viziati dalle sottostime della farmacoviglianza passiva) – a vantaggio di quella collettiva.

Oltre che dalla nostra Costituzione la discriminazione, in questo caso introdotta dalla certificazione verde, è condannata pure dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 2), dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (art. 21), dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (art. 14) e, nello specifico, del regolamento UE 953/2021 (combinato disposto di C. 36 e art. 17) che stabilisce che «è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate, o hanno scelto di non essere vaccinate».

Non entriamo nel merito della discutibile gestione dell’emergenza, ma, nel perdurare dello stato d’emergenza, ravvisiamo un profondo, pericoloso e preoccupante iato tra la gestione del potere da parte del Governo e quanto previsto dalla nostra democrazia costituzionale (i Padri Costituenti non costituzionalizzarono lo stato di emergenza memori dell’abuso strumentale dell’articolo 48 della Costituzione di Weimar).

Alla luce di tutto ciò, ci opponiamo fermamente a una norma che percepiamo come vessatoria e ricattatoria, così come ci opponiamo all’imposizione di qualunque trattamento sanitario per poter ottenere il pass. Siamo pertanto contrari alla imposizione – diretta oppure surrettizia – di un vaccino attualmente autorizzato in via condizionata (come da reg. CE 507/2006), che non ha ancora concluso il normale iter sperimentale, del quale non sono noti gli effetti a medio e lungo termine e che non impedisce infezioni e contagi. Anche la soluzione che consiste nel sottoporre i cittadini non vaccinati a ripetuti tamponi – invasivi, non sempre attendibili, quand’anche a pagamento – per poter esercitare quei diritti inviolabili fondamento dello Stato di diritto non è, secondo noi, una strada percorribile.

Pretendiamo, auspicando la Vostra comprensione e il Vostro sostegno, un rapido ritorno alle normali pratiche di amministrazione della cosa pubblica previste nella nostra Carta e un pieno ritorno nella disponibilità di tutti e di ciascuno dei propri sacrosanti diritti fondamentali. Qualora le nostre richieste venissero disattese non esiteremo a tutelare i nostri diritti in ogni sede legale competente e a intraprendere ogni azione mirata a scongiurare questa indegna discriminazione.

Venezia, 16 Settembre 2021.

 

FERROVIERI PER LA COSTITUZIONE




NOTE AL TESTO:

NOTE AL TESTO:

1 HANNAH ARENDT, JOACHIM FEST, a cura di URSULA LUDZ, THOMAS WILD, Eichmann o la banalità del male. Intervista, lettere, documenti, CORRADO BADOCCO (tradotto da), Firenze, Giuntina, 2013, p. 42

2 HANNAH ARENDT, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Milano, Feltrinelli, 1963, pp. 142–143.
3 Cfr. NORBERTO BOBBIO, Giusnaturalismo e positivismo giuridico, Roma-Bari, Laterza, 2014.
ANDREA CRISANTI, (9 agosto 2021) [].
5 MAX DEL PAPA, Tutti gli insulti dei vip del vaccino, (30 luglio 2021)

6 GIORGIO AGAMBEN, MASSIMO CACCIARI, A proposito del decreto sul green pass, (26 luglio 2021) .
7 AA. VV., Appello dei docenti universitari: «no al Green Pass».
8 ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ (ISS), Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, (21 luglio 2021).
9 AA. VV., Myocarditis following COVID-19 mRNA vaccination, in «ScienceDirect Elsevier».
10 ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ (ISS), Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, cit.
11 ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ (ISS), Epidemia Covid-19, (1 settembre 2021).
12 AA. VV., Comparing SARS-CoV-2 natural immunity to vaccine-induced immunity: reinfections versus breakthrough infections, in «medRxiv».
Lo studio è in fase di peer-review.
13 AA. VV., SARS-CoV-2, SARS-CoV, and MERS-CoV viral load dynamics, duration of viral shedding, and infectiousness: a systematic review and meta-analysis, in «The Lancet».
14 AA. VV., Illness duration and symptom profile in symptomatic UK school-aged children tested for SARS-CoV-2, in «Lancet Child Adolesc Health», 3 agosto 2021.

15 LUCIANO GALLINO, Tecnologia e democrazia. Conoscenze tecniche e scientifiche come beni pubblici, Torino, Einaudi, cap. IX.
16 RICHARD P. FEYNMAN, a cura di JEFFREY ROBBINS, Il piacere di scoprire, MARIA GRAZIA GIBERTI (tradotto da), Milano, Adelphi, 2002epub, cap. 8.
17 OSSERVATORIO PER LA LEGALITÀ COSTITUZIONALE, Sul dovere costituzionale e comunitario di disapplicazione del CD Decreto Green Pass, (31 luglio 2021).

 

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