veglia LGBT a Bergamo maggio 2023

 

 

di Autore Vario

 

Incuriosito dalla lettera aperta al Vescovo di Bergamo, rilanciata anche da Sabino Paciolla il giorno 27/5 nel suo blog, e da altri organi di informazione (qui), nell’intento di fornire qualche informazione in più al crescente numero di credenti e non credenti interessati all’argomento, ho raggiunto Roberto Allieri, portavoce degli aderenti a quel testo di rimostranze. Stava scappando su un sentiero di montagna per non essere intervistato ma poiché in salita è una schiappa, l’ho ripreso facilmente.

Se vi interessa saperlo, specifico che il nostro interlocutore era uno di quelli che passavano di lì a curiosare durante la veglia a Bergamo ed è altresì esponente di un gruppo che si batte contro la cattofamigliomaschiobifemmina+fobia, organizzando un diverso tipo di veglie soporifere e sane dormite nelle proprie case.

 

 

Dopo averlo ammansito con false rassicurazioni che non avrei mai e poi mai resa pubblica la nostra chiacchierata, ecco di seguito quanto sono riuscito a carpirgli con un microfono nascosto. 

Una volta rasserenato, Roberto Allieri ha infatti acconsentito ad una amichevole chiacchierata, facendo però una precisazione: quella di parlare a titolo personale, perché le sensibilità degli aderenti all’appello hanno sfumature diverse. Insomma, mi ha detto di voler esprimersi, anche se in via confidenziale, in qualità di portavoce del portavoce dell’iniziativa. Da parte mia non capisco tutte queste diffidenze verso chi sta semplicemente svolgendo il suo lavoro di infida spia.

Ma ne prendo atto, sebbene con un certo risentimento.

 

Nella foto: quello che passava di lì, con alcuni suoi amici (riproduzione riservata)

Nella foto: quello che passava di lì, con alcuni suoi amici (riproduzione riservata)

 

Domanda: cosa risponde a chi vi accusa di essere divisivi?

Purtroppo, siamo succubi di una retorica, anche ecclesiastica, che si arrocca continuamente dietro il paravento dell’inclusività e della necessità di non essere divisivi.

Personalmente trovo troppe volte pretestuoso che la Chiesa debba essere a tutti i costi inclusiva e non divisiva. Con certi peccati non si può essere inclusivi. Del resto, chi, più di Gesù Cristo, era divisivo nei suoi insegnamenti?  (Nota dell’Autore Vario: vedi Luca 12, 49-53)

Questa retorica sta diventando, francamente, stucchevole. Per spiegarmi meglio, provo a proporre alcune situazioni paradossali, eppure analoghe.

Immaginiamo la scena di uno che entri in un ristorante vegano e, dopo aver gustato un tipico piatto vegetariano, si impunti chiedendo l’approvazione per la sua passione verso le succulente costate fiorentine. Sollecitando inoltre una variazione del menu per essere più inclusivi con i consumatori di carne, considerati vittime di campagne di odio perché non rispettano gli animali e anche l’ambiente in quanto favoriscono emissioni dannose di CO2. Diciamo che questa povera vittima, senza voler frequentare a tutti i costi quel locale vegano, potrebbe anche provare ad entrare in qualche altro ristorante…

Oppure immaginate un giocatore di dama che entri in un circolo di scacchisti e pretenda di cambiare le regole al gioco degli scacchi; volendo persuadere, ad esempio, che tutte le pedine vanno mosse come a dama e non in maniera diversificata. Oppure che i pedoni possono mangiare i re e se arrivano all’altro capo della scacchiera diventano re o regine o altri ‘aggiornamenti’ del genere… I giocatori iscritti da una vita a quel circolo scacchistico scapperebbero via a gambe levate.

E cosa penserebbe poi un attivista o un fedele votante del Partito Democratico se i suoi dirigenti, per non essere divisivi con i nostalgici del Duce che vorrebbero entrare nel partito e per non lasciar fuori nessuno, promuovessero manifestazioni di sostegno al fascismo? Magari dove tutti partecipano orgogliosi in camicia nera, manganello e olio di ricino…

Lasciar stravolgere o calpestare la liturgia, il catechismo, il Magistero bimillenario per seguire il mainstream produce alla fine demolizione e macerie.

 

Domanda: c’è qualche aspetto della lettera che vuole porre in rilievo?

Come è stato già detto nella lettera aperta, faccio notare la dicitura che campeggia sulla locandina ‘Chi accoglie Voi accoglie me’. Dove il Voi in maiuscolo allude neanche tanto velatamente a chi si riconosce nella galassia LGBT e il me in minuscolo a Gesù Cristo, che sembrerebbe sminuito per fare posto a chi merita di più. Intendiamoci: è una mia interpretazione, magari ci sono giustificazioni di opportunità pastorali che mi sfuggono. Sarei curioso di vedere come ce le spiegheranno.

Inoltre, se guardiamo bene la locandina scopriamo che l’immagine è inquietante. Abbiamo l’interno di una chiesa parato dei colori dell’arcobaleno con tutte le persone che danno le spalle all’altare e al tabernacolo e sono rivolte verso l’uscita. Che significato ha? È vero che Papa Francesco parla di ‘Chiesa in uscita’ ma questa ci sembra un’interpretazione abusiva. Si vuole promuovere chi scappa dagli altari per andare fuori dalle chiese?

 

Domanda: come vi ponete di fronte ad una persona con orientamento omosessuale che prega e cerca Gesù Cristo?

Gesù ama tutti. Però non ama tutto. Esiste qualcosa che va riconosciuto come peccato, al di là di tutto l’armamentario della comprensione, misericordia, attenzione, etc. Certo, il peccato è una categoria che appartiene alla Chiesa e non può essere imposta ad un non credente o a chi non riconosce il Magistero cattolico. Ma vale anche il contrario: così come non si può obbligare un musulmano a mangiare carne di maiale o un ateo a recitare il rosario, non si può obbligare un cattolico a riconoscere che gli atti omosessuali siano intrinsecamente ordinati, che non costituiscano peccato o che da un punto di vista morale siano oggettivamente buoni.

Diceva Peguy che il modernismo, con la sua ossessione per il dialogo, pretende che noi rinunciamo a credere per non offendere l’interlocutore che non crede. Ecco non vorrei che si arrivasse a questo punto…

 

Cosa vorreste chiedere al Vescovo e agli organizzatori cattolici di questa veglia?

Quando e se ne avremo l’occasione, cercheremo di rivolgerci a loro dialogando con un linguaggio fraterno e per loro pienamente comprensibile. Chiederemo loro di interrogarsi. Li inviteremo ad usare il dono del discernimento e ad approfondire quanto viene espresso con dolore nella lettera aperta, per arrivare ad apprezzare anche quelli che hanno un punto di vista diverso da chi ha organizzato l’evento. Chiederemo anche di aprire il cuore alla misericordia e cercare di valorizzare in quel testo tutto ciò che è buono. Senza voler stigmatizzare o giudicare sulla base di pregiudizi, perché il male è negli occhi di chi lo vuol vedere. Infine, inviteremo fraternamente a cercare in quelle parole sofferte ciò che unisce, senza fomentare quello che divide.

 

Domanda: Lei dunque parla di inclusione, approfondimenti, pensoso interrogarsi, dialogo… Auspica dunque un fruttuoso confronto, che coinvolga anche i fratelli protestanti, attorno ad un tavolo?

Guardi, i fratelli di altre confessioni che magari si arroccano sul dogma ‘sola scriptura’ non so quale Bibbia leggano. Tutti quei termini nella Bibbia non si trovano, neanche a cercarli con il lanternino. L’unica eccezione è il termine ‘dialogo’ che compare ben… 13 volte in tutti i 73 libri del canone; ma non come sostantivo, bensì come forma del verbo dialegomai, utilizzato con diversi valori.

In compenso, cercate la parola ‘peccato’, oggi epurata da qualsiasi tavolo, dibattito, confronto ecumenico. Provate a contare le occasioni in cui viene utilizzata…

Per rifarmi ad un pensiero del caro Vittorio Messori, Gesù ai suoi lasciò detto: ‘Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura’. Non ha detto ‘andrà tutto bene, dialogate, interrogatevi, siate inclusivi’, etc. Né ha mai invitato a forme di approfondimenti di dottrina che si concludono ribaltando un senso originario.

Mi raccomando, Autore Vario, queste cose rimangano tra me e lei. Sono cose che penso io, mica che poi le riferisce ai quattro venti…

Domanda (anzi risposta): Ma come le viene in mente una cosa simile? Per chi mi ha preso?

Ah beh, allora posso stare tranquillo…

 

Molliamo qui il nostro pidocchioso bellimbusto. Ce n’è abbastanza per lucrare qualcosa dalla sua intervista. Lo lasciamo al destino che merita, confidando che il suo vescovo lo metterà in riga, lasciandolo a cuccia per qualche giorno sotto qualche tavolo ecumenico diocesano.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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