Riceviamo, sottoscriviamo e diffondiamo la lettera che alcuni Parlamentari hanno destinato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, partecipata nella stesura dal presidente della cooperativa Rodotà, professor Ugo Mattei.

 

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

 

All’Illustrissimo Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

 

I sottoscritti Parlamentari della Repubblica Italiana invocano urgentemente il Suo intervento immediato per arginare la deriva gravemente incostituzionale impressa nella gestione della crisi pandemica dall’approvazione del c.d. Decreto c.d. Super Greenpass in data 24/11/2021 da parte del Governo.

Non sussiste, infatti, alcuna proporzionalità fra la condizione di emergenza attualmente sussistente e la durezza di restrizioni che infliggono in modo gravemente discriminatorio e senza alcuna base autenticamente condivisa dalla comunità scientifica, sacrifici a solo carico di quanti non hanno ritenuto o potuto vaccinarsi. Signor Presidente, le è ovviamente noto che il principio di eguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione ripreso dallo stesso articolo della Carta di Nizza, e fondamento dell’intera tradizione giuridica occidentale, non ammette trattamenti differenziati in situazioni analoghe in capo a diversi gruppi della popolazione. Tutta l’Italia è chiamata a sacrifici per superare la crisi. Questi non possono essere irrazionalmente inflitti ad un gruppo della popolazione, isolandolo, senza alcuna base scientifica, come più contagiosa rispetto alla parte della popolazione che si è vaccinata.

Si tratta infatti evidentemente di discriminazione di natura politica ed ideologica, frutto di una vera crociata mediatica degna forse di uno Stato etico ma certamente non di uno stato di diritto occidentale.

Il Decreto in questione. oltre a discriminare fra popolazione vaccinata e non vaccinata sulla base dell’esercizio di un diritto soggettivo (questa è la principale aberrazione), discrimina inoltre i più vulnerabili all’interno del gruppo dei non vaccinati imponendo restrizioni per l’accesso a servizi pubblici quali il TPL che certo non impattano il segmento più ricco della popolazione che si può comunque avvalere del trasporto privato. Le proteste emerse fin da subito da parte delle forze dell’ordine dovrebbero, ancor più di ogni altra considerazione, rendere l’ idea della pericolosità di questa deriva d’irrazionale autoritarismo per la tenuta politico-democratica del paese.

Signor Presidente, Lei è la massima autorità di garanzia costituzionale del paese, deputata al controllo ex ante della compatibilità formale e sostanziale degli atti aventi forza di legge con i principii della Costituzione. Un suo ulteriore silenzio nella gestione di quella che da più parti è denunciata come uno stato di emergenza divenuto permanente, non è più tollerabile anche perché inibisce evidentemente, per rispetto della Sua alta carica, l’ intervento ex post della Corte Costituzionale nonché della Magistratura ordinaria di cui Lei presiede il consiglio Superiore.

Per questo motivo la invitiamo a non controfirmare il Decreto, rimandandolo al Consiglio dei Ministri per un ripensamento critico. La invitiamo altresì a farne oggetto di un suo messaggio alle Camere, volto a raccomandare dubbio metodico e rispetto dei principii di precauzione nel governo in questo passaggio buio della nostra Repubblica in cui il Parlamento, di cui ci onoriamo di esser membri, è sistematicamente marginalizzato e umiliato dal Governo.

Roma, 26 novembre 2021

In fede

 

I parlamentari della Repubblica Italiana

Luisa Angrisani,

Massimo Enrico Baroni

Pino Cabras,

Emanuela Corda,

Jessica Costanzo,

Mattia Crucioli,

Yana Ehm,

Francesco Forciniti,

Paolo Giuliodori,

Virginia La Mura,

Alvise Maniero,

Matteo Mantero,

Paola Nugnes

Doriana Sarli,

Arianna Spessotto,

Simona Suriano,

Rosalba Testamento

LetteraPresidente1

 

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