Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Andrea Gagliarducci, pubblicato sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.
A poco più di cento giorni dall’inizio del suo pontificato, Leone XIV ha incontrato più volte tutti i capi dei dicasteri. Ha approvato nomine già in atto, messaggi già in fase di elaborazione e iniziative ormai giunte alla fase finale. Per ora, tuttavia, non ci sono state decisioni chiave riguardo ai capi dei dicasteri – cinque hanno più di 75 anni e manca ancora il successore di Prevost al Dicastero per i Vescovi – né sono stati pubblicati documenti cruciali. Leone XIV non ha preso alcuna decisione di governo davvero sostanziale. Ma presto arriverà un momento critico in cui sarà chiaro come Leone XIV intende davvero governare.
E quel momento riguarderà il Dicastero per la Dottrina della Fede.
Il 3 luglio, il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, ha annunciato che il Dicastero da lui guidato pubblicherà presto un documento su «vari temi mariani». Questo documento dovrebbe essere considerato una sorta di seguito alle nuove norme sui fenomeni soprannaturali pubblicate nel maggio 2024. Il documento sarà probabilmente in linea con quello che ha portato alla pubblicazione, nel settembre 2024, di una nota sulle presunte apparizioni a Medjugorje (e sull’intera esperienza di Medjugorje).
Con le nuove norme sui fenomeni soprannaturali (pubblicate nel maggio 2024), il Dicastero ha spostato la sua attenzione dalla valutazione della natura soprannaturale di particolari fenomeni a una valutazione pastorale del loro impatto. Per questo motivo sono stati definiti sei livelli di approvazione, che vanno dalla dichiarazione di natura non soprannaturale (ma mai il contrario) al nihil obstat, ovvero la dichiarazione che nulla osta al proseguimento di tale venerazione.
Fernandez ha spiegato che il nihil obstat è una cosa molto positiva, ma «non significa che tutto ciò che viene detto sia privo di rischi. Quando guardiamo questi fenomeni nel loro insieme, vediamo problemi ricorrenti».
Secondo Fernandez, il testo che dovrebbe chiarire e bilanciare le questioni emerse dalle indagini è quasi pronto, ma ci vorranno ancora diversi mesi prima che venga pubblicato. Queste parole devono essere valutate alla luce di una voce insistente secondo cui Leone XIV avrebbe visto il documento e si sarebbe rifiutato di approvarlo, chiedendo alcune modifiche sostanziali.
Si tratta solo di una voce, alimentata tra gli altri da coloro che cercano segni di una discontinuità aperta tra Papa Francesco e Papa Leone XIV. La voce rimane plausibile per due ragioni. In primo luogo, un documento sui fenomeni mariani concepito sotto Papa Francesco potrebbe non essere – nel tono, ancor più che nelle conclusioni – completamente in sintonia con Leone XIV.
Papa Francesco apprezzava molto la pietà popolare. Anche Leone XIV apprezzava la pietà popolare. Ma è difficile immaginare Leone XIV contraddire apertamente le tradizioni della Chiesa, o addirittura avere un documento della Dottrina della Fede che censurasse apertamente, in modo quasi pregiudizievole, specifiche manifestazioni di fede.
Il documento sulle questioni mariologiche sarà quindi un banco di prova. Si vedrà se il cardinale Fernandez, fedele sostenitore e fidato «ideologo» di Papa Francesco, sarà indotto a modificare il tono e la portata delle sue dichiarazioni. Papa Francesco ha approvato un tipo di linguaggio che segnava una rottura con il passato, anche se questa rottura era forse esagerata o principalmente ideologica. Leone XIV non sta andando in quella direzione.
Ma Fernandez sembra voler fare pressione su Leone XIV per garantire che tutto ciò che è stato preparato sotto Papa Francesco venga pubblicato.
Nel gennaio 2025, Fernandez ha annunciato che il Dicastero stava preparando documenti sul valore della monogamia, sulla schiavitù nel corso della storia e sulle varie forme di schiavitù oggi, sul ruolo delle donne nella Chiesa e, infine, su alcune questioni mariologiche.
Non è stato detto altro su questi altri documenti. In alcuni casi, sappiamo quale sarebbe stata la linea. Sulla schiavitù, Fernandez è tra coloro che sottolineano che la Chiesa ha approvato la schiavitù e solo in seguito ha cambiato la sua dottrina. Questa affermazione contraddice i dati storici, l’esistenza di ordini religiosi come i Mercedari, fondati proprio per liberare gli schiavi, e il fatto che le decisioni politiche dello Stato Pontificio non possono essere confuse con posizioni teologiche. Fernandez, tuttavia, ha sostenuto con ostinazione questa idea, esprimendola anche in una conferenza stampa durante il Sinodo sulla Famiglia nel 2014.
Per quanto riguarda il ruolo delle donne nella Chiesa, ci si potrebbe aspettare un ritorno alla questione delle diaconesse, argomento su cui Papa Francesco aveva istituito due commissioni inconcludenti. Si ritiene che un documento sul valore della monogamia fosse, tra tutti i documenti, quello meno esposto a possibili interpretazioni errate.
La possibile pubblicazione di tutti questi documenti, e il modo in cui sono cambiati il linguaggio e i temi, potrebbe rappresentare una chiave essenziale per capire come Leone XIV vuole portare avanti il pontificato.
In effetti, c’è una certa pressione su Leone XIV affinché mostri le sue carte e dimostri se vuole o meno essere in continuità con Francesco.
Padre Santiago Martin, in un post sul sito web di Aldo Maria Valli, ha osservato che durante la vacanza della sede, il vescovado tedesco aveva approvato un rito per la benedizione delle unioni irregolari. La diocesi di Colonia ha preso le distanze dal documento perché il cardinale Woelki, arcivescovo della città, ha osservato che il rito contraddice la dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, Fiducia Supplicans, che autorizza la benedizione degli omosessuali, ma non delle unioni omosessuali in quanto tali.
Parlando di Fiducia Supplicans, lo stesso Fernandez ha affermato che Leone XIV non l’avrebbe cambiata. Anche questa è una forma di pressione, considerando, tra l’altro, che Fernandez attualmente ricopre una carica provvisoria, come tutti i capi di dipartimento.
Ci sono state pressioni anche sulla questione dell’aborto. Un vescovo tedesco ha chiesto che l’aborto non sia usato come arma ideologica. Poiché Leone XIV non si è ancora espresso sulla questione, la dichiarazione suona come una pressione indebita sul Papa. Leone XIV dovrà trovare un equilibrio, ma non potrà farlo sulla base di pressioni.
E poi c’è il caso di padre Michael Weninger, ex ambasciatore austriaco che, dopo essere rimasto vedovo, è diventato sacerdote e ha prestato servizio per qualche tempo presso il Dicastero per il Dialogo Interreligioso. Vicino o addirittura coinvolto nella massoneria – sui siti ufficiali è descritto come cappellano di una loggia – ha chiarito in una conferenza che essere cattolici e massoni non è più incompatibile. Questa affermazione è contraddetta, tra l’altro, da diverse recenti dichiarazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede. Anche qui, però, si sta facendo pressione sul Papa. Si sta fomentando un dibattito pubblico per spingere Leone XIV a parlare o, con il suo silenzio, a permettere che la posizione della Chiesa venga manipolata.
Questi documenti “sospesi”, queste dichiarazioni ancora non pronunciate, sono attualmente una spada di Damocle sul pontificato.
Leone XIV non sembra essere un uomo che cerca di seminare divisione. Ma cosa può fare di fronte agli agenti della divisione? Come può contrastare la narrazione su di sé? Avrà il coraggio di fermare alcune delle eredità più controverse del pontificato precedente?
Queste sono domande ancora aperte per ora.
Rispondere a queste domande ci permetterà di comprendere meglio la direzione del pontificato.
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Sorvolo sull’articolo ma una cosa ritengo vada detta:
Occorre iniziare a ripulire nostra Santa Madre Chiesa da tutte le azioni e le voci non cattoliche di quei cardinali, vescovi o sacerdoti che dimostrano inequivocabilmente avversione alla vera dottrina insegnataci da Gesù, nostro unico Salvatore.
Nessun Papa, Cardinale, Vescovo, Sacerdote o Religioso/a può cambiare la dottrina con la scusa della prassi/pastorale.
Chi sovverte il Vangelo, la Sacra Bibbia o gli insegnamenti di tutti i Santi della Chiesa Cattolica non può continuare impunemente a insegnare o a occupare ruoli di spicco e di guida nella Chiesa.
Le anime si perdono e ne siamo responsabili davanti a Dio.