Secondo un nuovo recente studio, le ragazze adolescenti che assumono la pillola contraccettiva sono esposte all’alto rischio di manifestare sintomi legati alla depressione.

Se ne parla in questo articolo pubblicato su Indipendent, tradotto da Elisa Brighenti.

Pillola anticoncezionale, adolescente

Secondo un nuovo recente studio, le ragazze adolescenti che assumono la pillola contraccettiva sono esposte all’alto rischio di manifestare sintomi legati alla depressione.

Da quando la pillola è diventata disponibile nel Regno Unito, nel 1961, i ricercatori hanno cercato di capire il nesso tra il controllo delle nascite per via orale e l’umore. Mentre gli studi precedenti mettevano il contraccettivo in relazione a tutto, dal cancro al seno, a coaguli di sangue e all’aumento di peso, i ricercatori del Brigham e Women’s Hospital, University Medical Center Groningen (UMCG) e Leiden University Medical Center nei Paesi Bassi hanno aggiunto importanti e nuove informazioni per quanto riguarda la relazione con sintomi depressivi.

Nello studio, pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry, gli scienziati hanno riferito che nella maggior parte dei soggetti tra i 16 e i 25 anni presi in esame non esisteva alcuna ovvia associazione tra l’uso di contraccettivi orali e sintomi depressivi gravi. Tuttavia, hanno individuato un legame all’interno di un particolare gruppo di età, quello delle ragazze di 16 anni. I ricercatori affermano che le adolescenti che hanno assunto la pillola hanno poi riportato sintomi depressivi più gravi rispetto a quelli manifestati dalle coetanee che non usano contraccettivi orali.

“Una delle preoccupazioni più comuni tra le donne che iniziano l’assunzione , e tra adolescenti e i rispettivi genitori quando il figlio sta considerando di prendere la pillola, sono i rischi depressivi immediati”, ha espresso corrispondente autore Anouk de Wit.

“La maggior parte delle donne assume la prima pillola contraccettiva in età adolescenziale. Gli adolescenti hanno molti problemi di tipo emotivo da affrontare, quindi è particolarmente importante monitorare come stanno reagendo”.

Per condurre la ricerca, il team ha analizzato i dati delle partecipanti di sesso femminile, in un’indagine longitudinale su adolescenti e giovani adulti provenienti dai Paesi Bassi.

Ogni partecipante ha completato un sondaggio con domande sui sintomi depressivi, come per esempio piangere, mangiare, dormire, l’ideazione suicida, l’ autolesionismo, i sentimenti di inutilità e colpa, l’energia, la tristezza e la mancanza di piacere. Le loro risposte sono state poi analizzate per creare un punteggio di gravità del sintomo depressivo.

I dati hanno mostrato che, in media, i partecipanti di 16 anni che utilizzavano contraccettivi orali, hanno punteggi di gravità dei sintomi depressivi superiori del 21% rispetto a quelli che non assumono contraccettivi, segnalando problemi maggiori legati al pianto, al sonno e alla alimentazione.

“I sintomi depressivi sono prevalenti rispetto alla depressione clinica e possono avere un profondo impatto sulla qualità della vita”, ha detto il ricercatore Hadine Joffe.

“Il nostro è il primo studio di questo tipo che abbia permesso di andare in profondità nei sintomi dell’umore più nascosti, quelli che si manifestano molto più comunemente rispetto ad un episodio di depressione, ma hanno un impatto sulla qualità della vita preoccupante, sia per le ragazze, che per le donne e le loro famiglie”.

Nonostante i risultati, gli autori hanno notato che l’associazione tra uso contraccettivo orale e i sintomi depressivi può avere un carattere bidirezionale.

Questo significa che la pillola potrebbe contribuire alla gravità dei sintomi, oppure che i sintomi depressivi più gravi potrebbero essere in primo luogo la ragione per la quale gli adolescenti iniziano ad assumere contraccettivi.

Altre forme di controllo delle nascite, note come contraccettivi reversibili a lunga durata d’azione (LARC), come i dispositivi intrauterini (IUD), forniscono un’esposizione ormonale all’utero locale.

Ora, i ricercatori sono preoccupati di seguire questo studio allo scopo di scoprire se l’esposizione ormonale che non interessa tutto il corpo e il cervello abbia un peso minore sulla comparsa di sintomi depressivi .

De Wit sostiene che “chi fa uso di contraccettivi orali, cosi come i genitori e gli assistenti sanitari, dovrebbe essere consapevole che la pillola contraccettiva determina una maggiore probabilità di comparsa di sintomi depressivi e che questo fatto può influenzare negativamente la qualità della vita”

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