Un articolo di Dan Hitchens pubblicato su The Catholic Herald, nella mia traduzione.

 

 

In un nuovo documentario, Papa Francesco dice delle coppie gay: “Quello che dobbiamo creare è una legge delle unioni civili. In questo modo loro sono legalmente coperti”. Come per tante dichiarazioni papali, porterà a infinite speculazioni sulle intenzioni di Francesco. Ci sarà anche un dibattito su come questo si adatti alle precedenti dichiarazioni del Vaticano, come una dichiarazione del 2003 della Congregazione per la Dottrina della Fede [in cui si dice] che “tutti i cattolici sono obbligati ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali”. Francesco sta attaccando gli insegnamenti della Chiesa? O c’è qualche lettura ingegnosa che salverebbe le osservazioni del Papa? Per esempio, egli potrebbe aver fatto riferimento solo ad alcuni vantaggi legali – il diritto di ereditare la proprietà o di visitare una persona cara in ospedale – che potrebbero essere offerti a tutti gli adulti, compresi i familiari e gli amici di tutta la vita.

Eppure questi chiarimenti avrebbero dovuto essere fatti dal Papa stesso, nei dettagli, se avesse voluto sollevare la questione. Il fatto che non abbia spiegato il suo punto è di per sé un colpo alla coerenza della testimonianza cattolica.

Per ora, il semplice fatto è che i suoi commenti renderanno la vita più difficile ai fedeli. Per la scuola cattolica che non vuole insegnare la nuova ortodossia sessuale; per il proprietario di una pasticceria cattolica cui hanno chiesto di fare una torta con la bandiera dell’arcobaleno; per l’impiegato cattolico chiamato ad una formazione sulla diversità; per il giovane cattolico gay il cui circolo sociale non capisce perché non riesce a superare le sue fissazioni religiose e a cominciare a porle in disuso; per i genitori cattolici che cercano di educare i loro figli a credere ai duri insegnamenti della Chiesa. Tutti loro dovranno affrontare la domanda sconcertante o gioiosa: “Ma il Papa non ha detto…?”.

In effetti, questo sta già accadendo. Nelle Filippine, dove si discute di unioni tra persone dello stesso sesso, un portavoce del Presidente ha appena dichiarato: “Se persino il Papa le sostiene, penso che anche il più conservatore di tutti i cattolici al Congresso non dovrebbe più avere una base per obiettare”.

Alcuni dei difensori del Papa sostengono che, parlando in maniera franca, egli aiuterà gli omosessuali che sono rinnegati dalle loro famiglie e comunità, o presi di mira da leggi crudeli. Ma Francesco avrebbe potuto sostenere la loro causa senza invocare le unioni civili. Ci sono società tradizionali in cui gli omosessuali sono considerati il capro espiatorio; il Papa avrebbe potuto esortare queste società a rispettare la dignità umana, rassicurandoli che questo non avrebbe significato che avrebbero dovuto dare un riconoscimento legale speciale alle relazioni omosessuali. Il suo messaggio sarà invece accomunato al “colonialismo ideologico” con cui l’Occidente cerca di ridefinire il matrimonio e la famiglia in tutto il mondo.

Il Papa ha un’enorme influenza. I cattolici hanno il diritto di allarmarsi quando la usa in modo così sconsiderata.

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