Papa Francesco e l’arciv. Carlo Maria Viganó

Papa Francesco e l’arciv. Carlo Maria Viganó

 

 

di Sabino Paciolla

 

Il portale dei media del Vaticano ha riportato ieri una intervista concessa da Papa Francesco a Valentina Alazraki, trasmessa ieri dall’emittente messicana Televisa. In questa intervista, molto lunga, si parla anche della spinosa questione dell’ex card. Theodore McCarrick. Per la prima volta dall’agosto scorso, quando il caso scoppiò, Papa Francesco ha rotto il silenzio e ha parlato oltre che di McCarrick anche di mons. Carlo Maria Viganó, l’allora Nunzio apostolico negli USA, che ad agosto pubblicò una Lettera in cui affermava che Papa Francesco sapeva degli abusi sessuali di McCarrick .

 

Dall’intervista riprendo il seguente stralcio:

 

Alazraki: – La questione di McCarrick mi porta a un’altra questione che volevo affrontare con lei. Lei mi ha consigliato in uno dei suoi ultimi viaggi di leggere “Lettere della tribolazione”: io le ho lette, ho fatto i compiti. Ho incontrato molto spesso la parola silenzio e la spiegazione di come a volte il silenzio sia necessario. Secondo lei, è quasi come un momento di grazia. Ma dire a un giornalista che il silenzio è necessario… Non rida Papa Francesco, è così. Si ricorda quando le hanno detto, 8 mesi fa: c’è una dichiarazione dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò che dice che lui stesso le ha detto in un’udienza all’inizio del suo pontificato chi era McCarrick, e lei non ha fatto nulla, ha solo detto: “non risponderò, giudicate voi, risponderò a tempo debito”. Quel silenzio ha pesato molto, perché per la stampa e per molta gente, quando uno tace, è come tra marito e moglie, no? Becchi tuo marito e non ti risponde e dici “qui qualcosa non va”. Allora perché quel silenzio? È giunto il momento di rispondere a quella domanda che le abbiamo fatto in aereo, sono passati più di otto mesi, Papa Francesco.

 

Papa Francesco: – Sì, quelli che hanno fatto il diritto romano dicono che il silenzio è un modo di parlare. In quel caso ho visto che Viganò non aveva letto tutta la lettera, allora ho pensato che confidavo nell’onestà dei giornalisti e vi ho detto: “Guardate, qui avete tutto, studiate e traete voi le conclusioni”. E questo avete fatto, perché il lavoro l’avete fatto voi, e in questo caso è stato fantastico. Ho fatto molta attenzione a non dire cose che non erano lì ma poi le ha dette, tre o quattro mesi dopo, un giudice di Milano quando lo ha condannato.

 

Domanda: La questione della sua famiglia, intende?

 

Papa Francesco: Certo. Ho taciuto, perché avrei dovuto gettare fango. Che siano i giornalisti a scoprirlo. E voi l’avete scoperto, avete trovato tutto quel mondo. È stato un silenzio basato sulla fiducia in voi. Non solo, ma vi ho anche detto: “tenete, studiatelo, è tutto”. E il risultato è stato buono, meglio che se mi fossi messo a spiegare, a difendermi. Voi giudicate prove alla mano. C’è un’altra cosa che mi ha sempre colpito: i silenzi di Gesù. Gesù rispondeva sempre, anche ai nemici quando lo provocavano, “si può fare questo, quello”, per vedere se cadeva nella provocazione. E lui in quel caso rispondeva. Ma quando divenne accanimento il Venerdì santo, l’accanimento della gente, tacque. Al punto che lo stesso Pilato disse: “Perché non mi rispondi?”. Ossia, di fronte a un clima di accanimento non si può rispondere. E quella lettera era un accanimento, come voi stessi vi siete resi conti dai risultati. Alcuni di voi hanno persino scritto che era pagata, non so, non mi risulta però.

 

Ci sono alcuni che continuano a pensare che è vera e che continuano a chiedersi il perché, se lei sapeva o no di McCarrick. Nella stampa c’è di tutto ovviamente.

 

Papa Francesco:Di McCarrick non sapevo nulla, naturalmente, nulla. L’ho detto diverse volte, non sapevo nulla. Voi sapete che io di McCarrick non sapevo nulla, altrimenti non avrei taciuto. Il motivo del mio silenzio è stato prima di tutto che le prove erano lì, vi ho detto: “giudicate voi”. È stato davvero un atto di fiducia. E poi, per quello che vi ho detto di Gesù, che nei momenti di accanimento non si può parlare, perché è peggio. Tutto va a sfavore. Il Signore ci ha indicato questo cammino e io lo seguo.

 

Da quello che Papa Francesco dice a Alazraki si capisce che nella sua intervista in volo di agosto scorso, di ritorno dall’Irlanda per l’Incontro Mondiale delle Famiglie, lui si fosse rivolto ai giornalisti sull’aereo invitandoli ad indagare sul personaggio Carlo Maria Viganó e le sue vicende personali per meglio comprendere la credibilità delle accuse contenute nella sua lettera.

In verità, in quella intervista il Papa aveva invitato i giornalisti ad approfondire il testo della lettera di Viganó, non l’autore, ed a trarre le conclusioni.

 

Ecco le sue precise parole:

 

«Risponderò alla sua domanda, ma preferirei l’ultima prima parliamo del viaggio, e poi di altri argomenti.    Sono stato distratto da Stefania, ma risponderò.

Ho letto la dichiarazione stamattina e devo dirvi sinceramente che, devo dirlo, lo dico a voi e a tutti coloro che sono interessati. Leggete attentamente la dichiarazione e formulate il vostro giudizio. Non dirò una singola parola al riguardo. Credo che la dichiarazione parli da sola. E voi avete la capacità giornalistica di trarre le vostre conclusioni. È un atto di fede. Quando passerà un po’ di tempo e voi avrete tratto le vostre conclusioni, io forse parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale facesse il suo lavoro per voi.  Sarà un bene per voi. Questo è un bene. (Impercettibile)».

 

Qui il video a cominciare dal minuto 22.10:

 

Come sapete, dall’articolo pubblicato ieri su questo blog, per una strana coincidenza, proprio ieri l’ex segretario di McCarrick, mons. Figueiredo, ha pubblicato stralci di corrispondenza relativa all’attività di McCarrick che confermano che egli, a causa degli abusi sessuali, fu sottoposto a restrizioni da parte del Vaticano sotto il pontificato di Benedetto XVI. Inoltre, sempre dalla corrispondenza, viene confermato che il card. Wuerl sapeva di tali restrizioni. Infine, che l’ex card. McCarrick si è interessato attivamente per conto del Vaticano anche delle relazioni con la Cina.

Per questo, e per l’intervista del papa ad Alazraki, Mons. Carlo Maria Viganó è stato da più parti interpellato per un commento.

Prendo alcuni stralci dall’articolo fatto da Diane Montagna su LifeSiteNews. Eccoli nella mia traduzione:

Nei commenti a LifeSite, l’Arcivescovo Viganò ha respinto il tentativo del Papa di mettere in dubbio la sua affidabilità su una disputa con suo fratello riguardo alla gestione della loro eredità – una domanda che egli ha sottolineato non aveva “nessuna rilevanza per le accuse riguardanti il Cardinale McCarrick”.

Quello che papa Francesco ha detto a proposito della sentenza di Milano e della mia famiglia non ha nulla a che fare con la questione, perché [quella] è stata completamente chiarita. Era solo una divisione della proprietà tra fratelli. L’ho accettata per fare la pace. Né io né mio fratello abbiamo fatto appello alla sentenza, così la storia è finita lì. E non ha nulla a che fare con McCarrick. È una delle tante storie che hanno sollevato per distruggere la mia credibilità”.

 

Nell’ottobre 2018, il Vaticano ha annunciato che sarebbe stata condotta una “indagine approfondita” di tutti i documenti rilevanti conservati negli uffici vaticani. Non è chiaro però perché Papa Francesco avrebbe richiesto un’indagine di archivio per dire se fosse a conoscenza dei misfatti del cardinale McCarrick.

Nei suoi commenti a LifeSite, l’Arcivescovo Viganò ha detto: “Al ritorno da Dublino, il Papa ha detto ai giornalisti: ‘Confido nella vostra professionalità’. Ha promesso di fornire i documenti e non li fornisce. Dimmi come si suppone che i giornalisti sappiano la verità se non si forniscono i documenti”.

“Quanto tempo è passato da quando il Vaticano ha promesso un’indagine? È tutta una contraddizione. Si contraddice completamente”, ha detto.

“Il Papa finge di non ricordare quello che gli ho detto di McCarrick”, ha aggiunto l’arcivescovo Vigano. “Finge di non essere stato lui a chiedermi di McCarrick. E finge di non ricordare quello che gli ho detto”.

Papa Francesco (nell’intervista di ieri a Alazraki): continua dicendo “Quando [l’arcivescovo Viganò] dice di avermi parlato quel giorno [il 23 giugno 2013], che è venuto…. Non ricordo se mi ha detto questo, che sia vero o no, non importa! Ma sai che non sapevo nulla di McCarrick; altrimenti non avrei taciuto, vero?”

[NOTA DELL’AUTORE DI QUESTO BLOG: questo passaggio, in cui il papa dice che “Quando [l’arcivescovo Viganò] dice di avermi parlato quel giorno [il 23 giugno 2013], che è venuto…. Non ricordo se mi ha detto questo, che sia vero o no, non importa!“, riportato da Viganó, non è presente nell’intervista al Papa di Alazraki su Vaticannews, anche se, ma non vorrei sbagliare, mi sembra di averla letta ieri su quel portale. Il passaggio, oltre che riportato da Viganó su LifeSiteNews, è ripreso anche da Vatican insider (qui), molto vicino al Vaticano. Del resto dovrebbe far fede l’integrale dell’intervista video]

L’arcivescovo Viganò fa questa osservazione: “Cerca di essere intelligente, sostenendo di non ricordare quello che gli ho detto, quando è stato lui che mi ha chiesto di McCarrick”.

L’arcivescovo Viganò ha anche notato che la corrispondenza mostra che il Vaticano è stato informato del fatto che McCarrick stava condividendo un letto con i seminaristi. “McCarrick lo ha ammesso”, ha detto.

“Per difendersi con il Papa, McCarrick ha detto di non avere mai avuto rapporti sessuali con nessuno, ma di aver dormito nello stesso letto con seminaristi e sacerdoti”, ha detto l’ex nunzio americano.

 

Spiega l’arcivescovo Viganò:

 

“È la stessa cosa che ha detto prima della sentenza della Congregazione per la Dottrina della Fede. La condanna a ridurlo allo stato laico si basava su abusi contro adulti, minori e anche su abusi nella Confessione. O la sentenza del Sant’Uffizio [Congregazione per la Dottrina della Fede] è irrilevante, o quello che McCarrick ha detto, che non ha mai avuto rapporti con nessuno, è una menzogna – proprio come quello che il Papa ha detto sul non sapere nulla è una menzogna, proprio come quello che ha detto sul non ricordare quello che gli ho detto è una menzogna, quando fu lui a chiedermi.”

 

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