Ampio stralcio da un articolo del prof. Leonardo Lugaresi pubblicato sul suo blog.

 

CARRO ARMATO

 

Sono quelle che don Luigi Giussani scrisse, a proposito della guerra in Iraq, nell’aprile del 2003. Vedo solo stamattina che Comunione e Liberazione, provvidenzialmente (in senso proprio), le ripropone come giudizio assolutamente pertinente alla presente situazione. Per me sono decisive, perché rischiarano, approfondiscono e consolidano ciò che malamente cercavo di balbettare nel post di ieri. Perciò mi permetto di invitare chi passa di qui a soffermarsi a leggerle con attenzione, qui.

Aggiungo solo che quelle parole sono tutto fuorché astratte, poiché dal giudizio che esprimono derivano conseguenze pratiche importanti ed urgenti. La prima mi pare quella di opporsi, per quel poco che possiamo, all’oscena e funesta menzogna che in tanti stanno allestendo in questi giorni, quella che stiamo facendo la guerra del Bene contro il Male. Ma Putin non è cattivo? Certo che lo è. Anzi è molto cattivo, e le sue cattive azioni vanno contrastate con la massima decisione. Se qualcuno in passato lo ha venerato come “principe cristiano”, ora ha di che riflettere sulla propria stoltezza. (In linea generale, per inciso, basterebbe l’analisi grammaticale per capire che nell’espressione stessa “principe cristiano” c’è la sua critica, giacché principe è sostantivo e cristiano solo un aggettivo. Non so nella chiesa russa, ma qui da noi, nell’occidente latino, una volta eravamo ben attrezzati, intellettualmente, per comprendere la differenza). Ma Putin non è il Male (tanto meno lo è la Russia). E soprattutto noi non siamo il Bene. Il disastro è che tale menzogna, dal momento in cui scoppia la guerra, diventa strategica, perciò obbligatoria. Eccepire diviene alto tradimento e si rischia di finire in galera o davanti al plotone di esecuzione (speriamo solo metaforicamente). (Sempre per inciso, questo è il motivo per cui ho sempre sostenuto che era esiziale pensare il contrasto alla pandemia entro la metafora della guerra, perché avrebbe portato necessariamente a considerare traditore chi obiettava). Del resto, se Putin fosse il Male, come potremmo continuare a comperare ogni giorno da lui il gas per riscaldarci? Sarebbe come sapere che il pane e il latte con cui facciamo colazione ogni mattina vengono da Auschwitz: potremmo farla, quella colazione, o dovremmo digiunare anche a costo di morire di fame? La nostra ipocrisia, come si vede, non è difficle da svelare.

Mentre si contrasta più efficacemente che si può, con la forza militare, un’invasione militare in atto contro uno stato sovrano – perché non si può fare altrimenti: è obbligatorio rispondere al fuoco di chi ti spara addosso – una buona politica, cioè la politica tout court, imporrebbe di trattare seriamente per comporre il conflitto, il che implica necessariamente la consapevolezza dei propri torti. Per averla, occorre, di base, avere un giudizio come quello di cui sopra.

 

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