Anna la profetessa
Anna la profetessa

 

Le parole della Profetessa Anna alla Vergine Maria:

“A Chi ha dato un Salvatore non mancherà il potere di dare il Suo angelo a confortare il tuo, il vostro pianto”. Pensate che Dio ha dato Sé stesso per annullare l’opera di Satana negli spiriti. E non potrà vincere ora i satana che vi torturano? Non potrà asciugare il vostro pianto, sgominando questi satana e mandando da capo la pace del Suo Cristo? Perchè non glielo chiedete, con fede? Fede vera, prepotente, una fede davanti alla quale il rigore di Dio, sdegnato da tante vostre colpe, cada con un sorriso e venga il perdono che è aiuto, e venga la Sua benedizione ad essere arcobaleno su questa terra che si sommerge in un diluvio di sangue voluto da voi stessi?

Pensate: il Padre, dopo aver punito gli uomini col diluvio, disse a Sé stesso e al Suo patriarca: “Io non maledirò più la terra a causa degli uomini, perché i sensi ed i pensieri del cuore umano sono inclinati al male fin dall’adolescenza; quindi, non colpirò più ogni vivente come ho fatto”. Ed è stato fedele alla Sua parola. Non ha più mandato il diluvio. Ma voi quante volte vi siete detti, e avete detto a Dio: “Se ci salviamo questa volta, se ci salvi, non faremo mai più guerre, mai più”, e poi ne avete sempre fatte di più tremende? Quante volte, o falsi e senza rispetto per il Signore e per la parola vostra? Eppure, Dio vi aiuterebbe ancora una volta, se la gran massa dei fedeli lo chiamasse con fede e amore prepotente.

Mettete – o voi tutti che, troppo pochi per controbilanciare i molti che mantengono vivo il rigore di Dio, rimanete però a Lui devoti nonostante l’ora tremenda che incombe e cresce di attimo in attimo – mettete il vostro affanno ai piedi di Dio. Egli saprà mandarvi il Suo angelo come ha mandato il Salvatore al mondo. Non temete. State uniti alla Croce. Essa ha vinto sempre le insidie del demonio, che viene con la ferocia degli uomini e le tristezze della vita a cercare di piegare alla disperazione, ossia alla separazione da Dio, i cuori che non può prendere in altra maniera”.

 

(Dagli scritti di Maria Valtorta)

 


 

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