Vi sono persone vaccinate con vaccini a mRNA contro la COVID-19 che presentano infiammazioni a organi che i medici, anche dopo accurate analisi, non sanno come spiegare. Probabilmente questo nuovo studio potrebbe essere utile a trovare la causa. E’ uno dei possibili rischi di effetti avversi che su questo blog abbiamo denunciato sin dall’inizio del periodo della vaccinazione COVID con numerosi articoli.  Vi propongo l’abstract dello studio nella traduzione da me curata. L’evidenziato è mio.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medica International Journal of Molecular Sciences e gli autori sono stati Tamás Bakos 1Tamás Mészáros 1 2 3 4, Gergely Tibor Kozma 1 2Petra Berényi 1 2Réka Facskó 1 2 3 4Henriette Farkas 5László Dézsi 1Carlo Heirman 6Stefaan de Koker 6Raymond Schiffelers 7Kathryn Anne Glatter 8Tamás Radovits 3 4Gábor Szénási 1János Szeben.

 

Pfizer e Moderna vaccini covid

 

Una piccola frazione di persone vaccinate con vaccini COVID-19 a base di mRNA e nanoparticelle lipidiche (mRNA-LNP) manifesta sintomi infiammatori acuti o subacuti il cui meccanismo non è stato finora chiarito. Per comprendere meglio il meccanismo molecolare di questi eventi avversi (AEs), abbiamo analizzato in vitro l’induzione indotta dal vaccino e le interrelazioni dei due principali processi infiammatori: l’attivazione del complemento (C) e il rilascio di citochine proinfiammatorie. L’incubazione di Comirnaty di Pfizer-BioNTech e Spikevax di Moderna con il 75% di siero umano ha portato ad aumenti significativi di C5a, sC5b-9 e Bb ma non di C4d, indicando l’attivazione del C principalmente attraverso la via alternativa. Anche i liposomi pegilati di controllo (Doxebo) hanno indotto l’attivazione del C, ma, su base ponderale, l’efficacia è stata di circa 5 volte inferiore a quella di Comirnaty. Gli mRNA nudi virali o sintetici non hanno avuto effetti di attivazione del C. In colture di cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) integrate con il 20% di siero autologo, oltre all’attivazione di C, Comirnaty ha indotto la secrezione di citochine proinfiammatorie nel seguente ordine: IL-1α < IFN-γ < IL-1β < TNF-α < IL-6 < IL-8. L’inattivazione termica di C nel siero ha impedito l’aumento di IL-1α, IL-1β e TNF-α, suggerendo la dipendenza da C dell’induzione di queste citochine, sebbene il bloccante C5 Soliris e l’inibitore C1 Berinert, che hanno efficacemente inibito l’attivazione di C in entrambi i sistemi, non abbiano soppresso il rilascio di alcuna citochina. Questi risultati suggeriscono che gli effetti infiammatori dei vaccini con mRNA-LNP sono dovuti, almeno in parte, alla stimolazione di entrambi i bracci del sistema immunitario innato, mentre l’attivazione di C può essere causalmente coinvolta nell’induzione di alcune, ma non di tutte, le citochine infiammatorie. Pertanto, l’attenuazione farmacologica degli effetti collaterali dell’infiammazione potrebbe non essere ottenuta attraverso la monoterapia con gli inibitori della C testati; l’efficacia potrebbe richiedere una terapia combinata con diversi inibitori della C e/o altri agenti antinfiammatori.

 

 


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