Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Lance D Johnson, pubblicato su Natural News. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

Su questo blog abbiamo più volte parlato della malattia neurodegenerativa da prioni di Creuzfeldt-Jacob (leggete qui).

 

Cervello virus

 

Una malattia neurodegenerativa rara e altamente progressiva è diventata più diffusa dopo l’introduzione dei vaccini COVID-19. Le malattie da prioni, che scavano nel cervello e portano a una rapida morte, sono aumentate negli ultimi tre anni. Secondo la letteratura medica, molti nuovi casi si sono verificati dopo la somministrazione dei vaccini COVID-19 mRNA. Poiché i prioni distruggono rapidamente tipi di proteine simili, la malattia può essere trasmessa se un individuo è esposto a organi o sangue già colpiti da prioni.

 

I casi di malattia di Creutzfeldt-Jakob aumentano dopo la vaccinazione COVID-19

 

Una delle principali malattie da prioni si chiama malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD). La malattia di Creutzfeldt-Jakob era tradizionalmente considerata una malattia neurologica e degenerativa estremamente rara, pari a circa 1 caso su un milione di persone. Tradizionalmente, ogni anno negli Stati Uniti si registrano circa 350 casi di CJD sporadica. I casi di CJD costituiscono il 90% di tutte le malattie da prioni.

Nell’aprile 2023, i ricercatori medici hanno documentato un caso fatale di CJD dopo che il paziente di 68 anni aveva ricevuto una seconda dose del vaccino COVID-19 di Pfizer-BioNTech. Un altro caso documentato nel settembre 2022 riguardava un uomo di 59 anni sospettato di avere la CJD, che ha sviluppato i sintomi in seguito a più vaccinazioni COVID-19. In un terzo caso analizzato, una donna di 68 anni ha accusato una rapida perdita di memoria, alterazioni del comportamento, mal di testa e disturbi dell’andatura una settimana dopo la vaccinazione COVID-19. Al 7 giugno 2022, il Vaccine Adverse Reporting System (VAERS) aveva rilevato 42 casi di CJD dopo la vaccinazione. Sid Belzberg, un ricercatore indipendente, ha raccolto altre 60 segnalazioni di malattie da prioni dopo la vaccinazione COVID su un sito web da lui creato per raccogliere dati sugli effetti collaterali neurologici dei vaccini. Questi 60 casi provengono da una popolazione di circa 15.000 persone che hanno visitato il sito, suggerendo una tendenza allarmante.

Un studio del 2021 di J. Bart Classen ha proposto che la proteina spike contenuta nei vaccini a base di mRNA possa causare malattie simili ai prioni, perché può legarsi a molte proteine note e indurne il misfolding in potenziali prioni. I ricercatori hanno scoperto che la sequenza di RNA del vaccino contiene sequenze specifiche che possono indurre la proteina legante il DNA TAR (TDP-43) e la proteina legante Fused in Sarcoma (FUS) a ripiegarsi tragicamente nelle loro formazioni prioniche patologiche. Ulteriori ricerche concludono che la proteina spike del vaccino contiene un componente S1 che può funzionare come amiloide e alla fine formare aggregati tossici. Questa formazione amiloide porta infine alla neurodegenerazione.

 

I ricercatori avvertono che il vaccino COVID-19 causa la formazione di prioni e può essenzialmente diffondere la malattia.


Definite per la prima volta negli anni ’20, le malattie da prioni sono state suddivise in tre categorie: sporadiche, ereditarie o acquisite. La maggior parte dei casi (90%) è classificata come sporadica. I sintomi iniziali comprendono: mancanza di coordinazione, problemi di deambulazione e di equilibrio; alterazione del pensiero, della memoria e della capacità di giudizio; cambiamenti di comportamento; depressione, sbalzi d’umore e ansia; confusione; insonnia o cambiamenti nel ritmo del sonno; sensazioni insolite e cambiamenti della vista. Questi sintomi portano infine a scatti muscolari involontari e a un grave deterioramento mentale e/o demenza.

Uno dei processi difettosi nella produzione del vaccino COVID-19 si verifica durante l’ottimizzazione dei codoni. Nei vaccini COVID-19, quando l’uracile viene sostituito con metilpseudouridina sintetica, si verifica un processo chiamato frameshifting, che porta a un errore nella decodifica. Questo inconveniente innesca la produzione di proteine aberranti fuori bersaglio, o prioni.

I ricercatori avvertono che queste malattie da prioni possono essere trasmesse ora, attraverso trapianti di sangue e di organi da individui influenzati negativamente dai vaccini a mRNA. Queste condizioni infettive da prioni potrebbero causare la SLA, la degenerazione lobare temporale anteriore, il morbo di Alzheimer e altre malattie neurologiche degenerative.

Un prione è essenzialmente una “particella infettiva proteica”. Questi agenti potenzialmente infettivi comprendono un materiale proteico che può ripiegarsi in modi strutturalmente distinti. Uno dei tanti modi in cui può ripiegarsi gli consente di trasmettersi ad altre proteine prioniche – un metodo simile a un’infezione virale, ma senza gli acidi nucleici. Invece di replicarsi attraverso il DNA o l’RNA, i prioni hanno la straordinaria capacità di trovare e trasferire il loro stato proteico mal ripiegato a proteine simili. Ciò innesca una reazione a catena che danneggia le proteine sane e provoca una rapida distruzione del sistema nervoso dell’individuo. Poiché i prioni possono sopravvivere a condizioni estreme, non possono essere sterilizzati o distrutti dalle cellule immunitarie, quindi sono difficili da trattare.

Lance D Johnson

 

Fonti: 

ChildrensHealthDefense.org

AnnCaseRep.com [PDF]

NCBI.NLM.NIH.gov

ScholarlyCommons.HCAHealthcare.com

Jessicar.substack.com

SciVisionPub.com [PDF]

Pubmed.gov

Ninds.NIH.gov

 


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