A proposito di green pass, ricevo da una professoressa lettrice del blog questa bella lettera che volentieri pubblico.

 

Dipinto di Rosario Vitale “Donna pensierosa”
Dipinto di Rosario Vitale “Donna pensierosa”

 

Oggi andiamo al mare! Questo il primo proposito al risveglio, mio marito ci guarda sornione e pensa già alla giornata di sole, alla focaccia “bella unta”, al sale sulle labbra, ad una giornata diversa dal solito in cui il primo pensiero non è la spesa, le pulizie, i compiti, qualche visita fugace ad amici e parenti e poi di nuovo nel turbine del quotidiano.

Dopo una lauta colazione (di due figli adolescenti) prepariamo un piccolo zaino e via in treno….. verso il mare! Un’occasione speciale, non certo la normalità.

Che bello, che leggerezza decidere di cambiare aria così facilmente! Una variazione di prospettiva ad un’ora e mezza di distanza! Quando esci dalla galleria e allungando il collo vedi il mare, nell’animo qualcosa già si distende, la promessa è lí, con il suo luccichio argenteo.

Gli urli garuli dei bambini al mare uniti agli strepiti dei gabbiani fanno subito vacanza e in un momento il quotidiano è superato dal gusto del nuovo, della sorpresa di un giorno di sole trascorso diversamente.

Era un sabato di tanto tempo fa, quando ancora la nostra vita non era stravolta da emergenze pandemiche. No, non va tutto bene, come sbandierato e cantato dai balconi. L’isolamento in cui siamo stati costretti ha ridotto il punto di vista alle quattro mura domestiche spesso stringenti, in cui più che sostenersi nella fatica comune ci si calpestava i piedi per il poco spazio in cui le nostre libertà si accavallavano tra DAD, Wi-Fi che non reggeva l’urto di un’improvviso sovraccarico, giornate che non avevano né capo né coda ed era già tanto riuscire a stare seduti nella vettura di un’enorme montagna russa che ad ogni repentino cambio di curva e di velocità sembrava sbalzarci fuori.

Gli ultimi sabati li ho trascorsi in centro a Milano, non pensavo di dover manifestare contro il green pass per il diritto al lavoro che ho (sono insegnante)! Per la possibilità di poter scegliere di curarmi e non di prevenire (la malattia?) con l’inoculazione di un siero la cui efficacia è così conclamata che si propongono degli incentivi, soprattutto per i giovani: dalla birra regalata in spiaggia al biglietto per partite allo stadio, addirittura al regalo di 10 euro…..

Ci sono diverse cose che non tornano in questo scenario apocalittico che ci viene raccontato da chi vuole mantenere costante uno stato di paura, di diffidenza verso l’altro (che non è più un bene per il solo fatto che c’è!), diffidenza che diventa odio reale, generando una spaccatura interna alla società che la storia insegna essere anticipo di totalitarismi limitanti la libertà personale, che conduce a scenari realmente preoccupanti. Che cosa ne è dell’uomo? Delle domande di senso che costituiscono il suo cuore e la ragione che setaccia e trattiene il meglio (come insegna San Paolo)? Chi tutela e preserva la crescita dei nostri figli che sono minati nella certezza di un futuro benevolo a fronte di un presente molto incerto che ancora li costringe e relega in una angolo? Le domande sono molte e tengono banco nelle notti insonni, le porto con me nella vita come nella manifestazione (sembra l’unica risorsa a cui aggrapparsi ora), certa che il desiderio di capire e scegliere il bene sia la sostanza al fondo delle cose perché non si spengano, perché tengano desto l’io, anche di fronte allo sguardo dei figli che ancora chiedono a noi genitori ragione di ciò che accade.

Annalisa

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email