Le dichiarazioni di Papa Francesco sui preti omosessuali apriranno un dibattito su omosessualità e abusi sessuali?

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Le dichiarazioni di Papa Francesco sui preti omosessuali apriranno un dibattito su omosessualità e abusi sessuali?

By |2018-12-14T13:39:43+00:00dicembre 14th, 2018|Categories: Chiesa|Tags: , , |0 Comments

Pochi giorni fa sono state fatte anticipazioni di passaggi molto critici sui sacerdoti omosessuali presenti in un libro-intervista a Papa Francesco.

A febbraio rappresentanti delle conferenze episcopali di tutto il mondo si riuniranno (finalmente) per affrontare (di nuovo) il problema degli abusi sessuali: le parole del Papa faranno aprire un dibattito anche sulla connessione tra omosessualità nel clero e abusi sessuali nella Chiesa?

L’articolo è di Edward Pentin, la traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

Foto: papa Francesco

Foto: papa Francesco

 

Papa Francesco, attraverso alcune dichiarazioni recenti, sta incoraggiando una discussione più ampia sull’omosessualità nella vita consacrata e sacerdotale in vista dell’incontro sugli abusi sessuali nel clero programmato in Vaticano a febbraio?


Il Vaticano ospiterà un incontro straordinario dei vescovi dal 21 al 24 febbraio per affrontare la crisi dell’abuso sessuale del clero, con un tema ufficiale sulla “protezione dei minori e degli adulti vulnerabili”.

La questione dell’omosessualità non è stata finora sollevata da coloro che si preparano per l’evento, che finora si è concentrato sui minori. Ma il problema è ora tornato alla ribalta da quando il Papa ha fatto osservazioni staordinariamente forti sull’omosessualità in un’intervista pubblicata all’inizio di questo mese.

Nell’intervista, che è apparsa su La forza della vocazione: La vita consacrata oggi  di padre Fernando Prado, Francesco ha detto che non c’è “spazio per quel tipo di affetto [omosessuale]” nella vita consacrata e sacerdotale e ha ribadito che coloro che hanno un tale “tendenza radicata” non dovrebbero essere accettati come sacerdoti o religiosi.

Le persone consacrate omosessuali, ha detto, dovrebbero essere “impeccabilmente responsabili” e non vivere mai una “doppia vita”; altrimenti, è “meglio per loro lasciare” il ministero o la vita consacrata.

Ha anche detto che la questione dell’omosessualità è “molto seria” e deve essere “adeguatamente individuata fin dall’inizio” della formazione di un candidato. “Dobbiamo essere esigenti“, ha affermato il Santo Padre. “Nelle nostre società sembra addirittura che l’omosessualità sia di moda, e che questa mentalità, in qualche modo, influisca anche sulla vita della Chiesa”.

Sebbene non abbia collegato l’omosessualità con la crisi degli abusi sessuali, alcuni recenti scandali, come quelli che hanno coinvolto l’ex-cardinale Theodore McCarrick e altri casi di abusi sessuali negli Stati Uniti, Germania, Cile e Honduras – spesso con il coinvolgimento di seminaristi – hanno ha portato molti a vedere correlazioni tra le due questioni.

‘Questione importante’

E anche se l’intervista del Papa è stata registrata ad agosto, prima che fosse concepita l’idea dell’incontro di febbraio, coloro che vedono un legame tra omosessualità e abusi sessuali del clero percepiscono la questione dell’omosessualità come cruciale per le prossime discussioni.

Questa è una questione importante poiché è diventato evidente che alcuni membri del clero, inclusi i vescovi, praticano attività omosessuale”, ha affermato il padre cappuccino Thomas Weinandy, ex direttore esecutivo del Segretariato per la dottrina e le pratiche pastorali della USCCB (Conferenza episcopale degli USA).

Si sa che sono predatori di seminaristi e di giovani uomini”, ha aggiunto, sottolineando il “problema delle reti gay”. Un comportamento del genere, ha dichiarato al National Catholic Register l’11 dicembre, “non può essere tollerato” e il meeting di febbraio “Ha un disperato bisogno di affrontare questi problemi se si vuole prendere seriamente l’incontro”.

In una recente intervista con il Register, padre D. Paul Sullins, un ricercatore senior del Ruth Institute e professore di sociologia recentemente ritiratosi della Catholic University of America, ha evidenziato una correlazione tra l’aumento del numero di sacerdoti con orientamento omosessuale dagli anni ’50 agli anni ’80 e “un aumento molto simile” nei casi di abuso sessuale nello stesso periodo.

Le scoperte di Padre Sullins, contenute in un rapporto Ruth Institute (qui un articolo in Italiano con i dati principali https://bit.ly/2RXiPDS ) pubblicato di recente sulla crisi dell’abuso sessuale del clero, hanno rilevato che nel sacerdozio la percentuale di uomini omosessuali è aumentata da due volte rispetto alla (percentuale riscontrata nella, ndr) popolazione generale come era negli anni ’50, a otto volte negli anni ’80; una tendenza fortemente correlata all’aumento degli abusi sessuali su minori.

Allo stesso tempo, il rapporto ha mostrato che mentre un quarto dei sacerdoti ordinati alla fine degli anni ’60 riportava l’esistenza di una sottocultura omosessuale nei loro seminari, quella cifra è salita a più della metà dei sacerdoti ordinati negli anni ’80. Questa, conclude il rapporto, era una seconda tendenza anch’essa fortemente correlata all’aumento dell’abuso sessuale infantile.

Padre Sullins ha detto che ciò significa che la sua conclusione è “l’opposto di quella del Rapporto John Jay“, facendo riferimento allo studio del 2011 commissionato dai vescovi statunitensi in risposta alla crisi dell’abuso sessuale. Quel rapporto non ha trovato alcuna relazione causale tra il celibato o l’omosessualità e la vittimizzazione sessuale dei bambini nella Chiesa, nonostante i risultati del primo rapporto del 2004 di John Jay  (una valutazione del rapporto in Italiano https://bit.ly/2S5w4lK ) che oltre l’81% delle vittime di abusi sessuali da parte del clero erano maschi.

Mons. Pope

Anche se la maggior parte dei sacerdoti con attrazione per lo stesso sesso non ha abusato di nessuno, resta il fatto che l’80% dei casi di abuso riguardava atti omosessuali perpetrati nei confronti della vittima“, ha osservato mons. Charles Pope, decano e pastore nell’Arcidiocesi di Washington, DC, scrivendo su Register  l’8 dicembre.

Lui, quindi, crede che proibire qualsiasi discussione sul legame tra clero abusi sessuali e omosessualità “equivale a una sorta di negligenza colpevole”, in quanto non solo “mette in pericolo sia le potenziali vittime future che le anime dei potenziali molestatori“, ma anche “danneggia seriamente la credibilità che sarà necessaria per qualsiasi soluzione e linea di condotta proposte”.

Mons. Pope ha detto di aver visto i recenti commenti del Papa sull’omosessualità come un “raggio di luce” che “merita il nostro sostegno” proprio mentre il vertice di febbraio si avvicina. Ha anche predetto che i sostenitori della causa omosessuale e transgender cercheranno di sopprimere qualunque legame tra lo scandalo degli abusi sessuali del clero e l’omosessualità durante l’incontro, e devono essere “coscienziosamente e caritatevolmente” contrastati.

Ma per Phil Lawler, commentatore di CatholicCulture.org e autore di Il Fumo di Satana: Come i vescovi corrotti e vigliacchi hanno tradito Cristo (qui una recensione in Italiano: https://bit.ly/2rClDul ), le parole del Papa danno poca consolazione.

Ad essere onesti, non attribuisco troppa importanza ai recenti commenti del Papa”, ha dichiarato al Register il 10 dicembre. “Li ho letti come una dichiarazione a sorpresa, non necessariamente legata a decisioni strategiche.”

Ha aggiunto che non vede “alcuna indicazione che il Papa stia pensando di introdurre una qualche discussione sull’omosessualità nell’incontro di febbraio“. Ma come padre Weinandy, crede che se l’argomento non verrà discusso, sarà “una terribile opportunità mancata, perché il problema non è semplicemente l’abuso dei giovani; comporta anche la violazione della castità, che è molto più diffusa, e il fallimento quasi universale dei vertici della Chiesa nell’affrontare questo problema “.

Padre Weinandy ha detto di trovare “difficile da giudicare” l’impatto che le parole del Papa avranno sull’incontro di febbraio.

“Il problema è che il Papa deve agire secondo quanto lui stesso dice”, ha detto. “Se lui in persona non si occupa attivamente del problema, nessun altro lo farà. Senza un suo coinvolgimento attivo nella questione, nessuno lo prenderà sul serio.”

Card. Cupich

Un altro elemento che fa sorgere il dubbio sul fatto che la questione dell’omosessualità sarà discussa durante la riunione è la nomina del card. Blase Cupich di Chicago come capo del comitato preparatorio del vertice.

Il card. Cupich ha espresso forte scetticismo sul fatto che i preti omosessuali siano un fattore chiave nell’abuso sessuale clericale, dicendo invece che il problema deriva dal clericalismo nella Chiesa. Allo stesso modo, Papa Francesco ha attribuito la maggior parte della colpa della crisi al clericalismo e, fino ad oggi, mai all’omosessualità.

Il Register ha chiesto al Card. Cupich, in qualità di capo del comitato organizzatore dell’incontro, di condividere le sue opinioni sul legame tra omosessualità e abusi sessuali del clero e se sarà discusso all’incontro alla luce dei commenti del Papa. Al momento della pubblicazione dell’articolo, non aveva risposto.

Il Register ha rivolto al card. Oswald Gracias di Mumbai, in India, che è anch’egli in commissione, le stesse domande, ma non ha risposto allo stesso modo.

Un funzionario vaticano, parlando sotto la condizione di anonimato, ha dichiarato al Register il 10 dicembre che non è del tutto chiaro se il Papa voglia che la questione dell’omosessualità sia discussa durante la riunione, poiché i commenti presenti nel libro-intervista erano stati fatti alla luce dello scandalo McCarrick e non rispetto alla riunione di febbraio.

Ma Lawler non esclude la possibilità che l’argomento possa essere affrontato.

Continuo a sperare che altri vescovi – in particolare quelli della delegazione americana – richiederanno una discussione più ampia a febbraio”, ha affermato. “Potrebbero citare le recenti dichiarazioni del Papa per arrivare a questo obiettivo”.

 

Fonte: National Catholic Register

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