di Lucia Comelli

 

Nel cuore dell’estate, a Ferragosto[1] – espressione che ricorda la festività istituita dall’omonimo imperatore nel 18 a.C. – i cattolici celebrano l’Assunzione della Vergine Maria, verità di fede secondo la quale Maria, madre di Gesù, al termine della sua vita terrena, fu elevata al cielo in anima e corpo:

Infine, l’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte. (Catechismo della Chiesa cattolica, 529).

Il 1º novembre 1950, papa Pio XII, avvalendosi dell’infallibilità papale, consacrò questa consolidata credenza del Popolo di Dio e dei Padri della Chiesa con la seguente formula: La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (Costituzione apostolica Munificentissimus Deus)[2]. Venne espresso così nella forma dogmatica ciò che era stato già celebrato, fin dai primi secoli, nel culto e nella devozione della comunità cristiana come la più alta e stabile glorificazione di Maria.

L’assunzione della Santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un’anticipazione della risurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini, compresi i diversi Santi, avverrà dopo il Giudizio finale.

L’elevazione al cielo in anima e corpo di Maria giustifica, tra l’altro, le sue numerose apparizioni nel corso del tempo in tutto il mondo: la Chiesa cattolica, infatti, nei casi in cui le giudica credibili, lo fa riconoscendo che la Madonna appare realmente in carne e ossa.

Al riguardo, non è contraddittorio il fatto che Maria è apparsa nei vari secoli e continenti con aspetto fisico differente (pensiamo ad esempio alla Virgen Morena di Guadalupe che comparve nel 1531 a Juan Diego, un azteco convertito, con le fattezze di una donna india): la Chiesa cattolica dichiara infatti che il corpo con cui i redenti vivono la beatitudine eterna è un corpo glorificato, immune dai condizionamenti spazio temporali, dalla caducità e da ogni altro limite che sperimentiamo, spesso dolorosamente, nella nostra esistenza terrena.

Ma domandiamoci: che cosa dona al nostro cammino, alla nostra vita, l’Assunzione di Maria?

La prima risposta è: nell’Assunzione vediamo che in Dio c’è spazio per l’uomo … Dio stesso è la casa dell’uomo e Maria, unita a Dio, è vicinissima ad ognuno di noi… Ma c’è anche l’altro aspetto: non solo in Dio c’è spazio per l’uomo; nell’uomo c’è spazio per Dio. Anche questo vediamo in Maria, l’Arca Santa che porta la presenza di Dio… Dio ci aspetta, ci attende, non andiamo nel vuoto, siamo aspettati. Dio ci aspetta e troviamo, andando all’altro mondo, la bontà della Madre, troviamo i nostri cari, troviamo l’Amore eterno. Dio ci aspetta: questa è la nostra grande gioia e la grande speranza che nasce proprio da questa festa … (Papa Benedetto XVI, Castel Gandolfo, 15 agosto 2012)

In questi tempi in cui tante persone vivono angosciate dal pensiero della morte – che l’esperienza della pandemia e della guerra in Ucraina hanno reso in qualche modo più familiare – affidiamoci alla materna intercessione di Maria, affinché il Signore rafforzi la nostra fede nella vita eterna e in questo modo possiamo vivere più serenamente e con amore il tempo che Egli ci concede su questa terra.

 

Note:

[1] Dalla locuzione latina feriae Augusti (il riposo di Augusto).

[2] Contrariamente al pensare comune, i dogmi – più che essere per i credenti imposizioni dall’alto – sono ufficializzazioni di tradizioni già diffuse nella comunità cristiana.

 


 

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