• domenica , 18 novembre 2018

L’assoluzione di Asia Bibi contestata dalla Corte Suprema del Pakistan

Ampi stralci di un articolo di Simon Caldwell che ci aggiorna sulla situazione attuale di Asia Bibi.

Eccoli nella mia traduzione.

Le figlie di Asia Bibi (CNS photo/Adrees Latif, Reuters) via Catholic Herald

Le figlie di Asia Bibi (CNS photo/Adrees Latif, Reuters) via Catholic Herald

 

L’assoluzione di una donna cattolica pakistana condannata all’impiccagione per blasfemia sarà contestata dalla Corte Suprema del paese, riferisce suo marito.

Tre giudici del tribunale hanno ordinato la settimana scorsa che la condanna a morte contro Asia Bibi, una madre di cinque figli, fosse revocata e che fosse rilasciata dal carcere, dove ha trascorso otto anni in isolamento.

Ma suo marito, Ashiq Masih, in un’intervista con la BBC World Service, ha confermato che la corte ha accettato un ricorso di revisione che mette in dubbio la legittimità della sua assoluzione.

La British Pakistani Christian Association ha detto che la revisione doveva iniziare lo stesso giorno. La fonte è Joseph Nadeem, un caro amico di famiglia, secondo il portavoce Wilson Chowdharay.

La sfida alla libertà di Bibi è stata lanciata da Tehreek-e-Labbaaik, un gruppo estremista che sta facendo pressione sul governo per cercare di impedire a Bibi di lasciare il Pakistan, anche se la sua assoluzione venisse confermata.

Nella sua intervista, Ashiq ha detto alla BBC di essere “fiducioso” e “ottimista” che la Corte Suprema di Lahore respinga il ricorso.

“Spero davvero che non ci voglia molto tempo – da due a quattro giorni – e la questione potrebbe essere risolta dal governo e dalla Corte Suprema”, ha detto.

Ashiq ha detto che né lui né la sua famiglia hanno visto Bibi, 55 anni, che è rimasta in custodia protettiva da quando è stata assolta.

“Non sono riuscito a vederla, non sono riuscito neanche a incontrarla”, ha detto Ashiq, aggiungendo che la famiglia è “davvero preoccupata” per la sua sicurezza.

Ha detto che la famiglia era disperata nel trovare asilo in Europa o in Nord America il più presto possibile perché crede che le loro vite siano in pericolo.

Ha detto: “Siamo così limitati che la nostra mobilità è praticamente nulla. Non possiamo uscire da nessuna parte. Anche per le cose di base, dobbiamo affidarci ad altre persone.

“Non ho mai avuto tanta paura come lo sono ora per la mia famiglia”, ha aggiunto. “La mia vita e la vita della mia famiglia sono davvero in pericolo. Da quando è uscito il verdetto, non ci è stata data alcuna sicurezza”.

Il calvario di Bibi, che lavorava come bracciante, è iniziato nel giugno 2009 quando è stata accusata di aver insultato Maometto, il fondatore dell’Islam, dopo che le sue colleghe musulmane si sono opposte al fatto che lei bevesse da un comune approvvigionamento idrico perché cristiana.

(…)

In seguito all’assoluzione di Bibi, Saiful Malook, il suo avvocato, è fuggito dal Pakistan in mezzo a minacce di morte per la sua famiglia.

Salman Akram Raja, un avvocato della Corte Suprema, ha detto che Bibi e la sua famiglia hanno “ragione di temere per la propria vita”.

 

Ha detto di essere fiducioso, tuttavia, che la petizione di revisione sia respinta e non ci siano ostacoli legali per Bibi e la sua famiglia affinché lascino il Pakistan.

“Asia è una persona assolta, non c’è alcuna accusa nei suoi confronti”, ha detto alla BBC in un’intervista telefonica del 4 novembre. “Non esiste alcuna legge sulla base della quale lo Stato possa impedirle di lasciare il paese se ha un passaporto valido e un visto di viaggio”.

 

“Non ci sono motivi per trattenerla, per cui dire che è detenuta a causa di un accordo con un gruppo religioso (e il governo) significa essere completamente al di fuori dell’ambito della legge”, ha continuato Raja.

Raja ha detto che le petizioni di revisione sono raramente sostenibili e particolarmente deboli se presentate da “gente impegnate nelle strade” piuttosto che dallo Stato o da un denunciante iniziale. “Le petizioni di revisione, dal punto di vista giuridico, non sono sostenibili”, ha detto.

 

Fonte: Catholic Herald

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email

Related Posts