di Sabino Paciolla
 
 
 
Le cure domiciliari precoci hanno come pilastro quello di NON utilizzare la Tachipirina ma usare un antiinfiammatorio, se possibile l’aspirina, poichè è anche un antitrombotico. I problemi respiratori della COVID-19 sono legati ai micro trombi diffusi nei polmoni. Questa cosa è stata riscontrata anche da una ricerca di scienziati capeggiati dal direttore dell’Istituto Mario Negri, G. Remuzzi, e da F. Suter, pubblicata poi sul magazine della prestigiosa The Lancet ( vedi anche qui). Tanto che si parlò di “protocollo Remuzzi”. E cosa aveva alla base questo protocollo? L’uso dell’Aspirina. Lo studio di Remuzzi aveva riscontrato che per coloro che avevano preso l’Aspirina da subito l’ospedalizzazione si riduceva del 90%. Capite? 90%. E se si riduce l’ospedalizzazione del 90%, si riduce anche la gravità della malattia del 90%. Di conseguenza, si riduce drasticamente anche il numero di decessi. Immaginate di fare qualche conteggio e traete le dovute conclusioni. 
 
Due nuove ricerche, una americana ed una israeliana, confermano questi risultati. Ne parla un articolo del The Jerusalem Post. Eccolo nella mia traduzione.
 
 
L’aspirina da banco potrebbe proteggere i polmoni dei pazienti affetti da COVID-19 e ridurre al minimo la necessità di ventilazione meccanica, secondo una nuova ricerca della George Washington University.
 
Il team ha studiato più di 400 pazienti COVID degli ospedali negli Stati Uniti che assumono aspirina non correlata alla loro malattia COVID e ha scoperto che il trattamento ha ridotto di quasi la metà il rischio di diversi parametri: arrivare alla ventilazione meccanica del 44%, i ricoveri in terapia intensiva del 43%, e la mortalità complessiva in ospedale del 47%.
 
“Quando abbiamo appreso della connessione tra coaguli di sangue e COVID-19, sapevamo che l’aspirina – usata per prevenire ictus e infarto – potrebbe essere importante per i pazienti COVID-19”, ha affermato il dott. Jonathan Chow del team di studio. “La nostra ricerca ha trovato un’associazione tra aspirina a basso dosaggio e diminuzione della gravità del COVID-19 e della morte”.
 
L’aspirina a basso dosaggio è un trattamento comune per chiunque soffra di problemi di coagulazione del sangue o in pericolo di ictus, compresa la maggior parte delle persone che hanno avuto un infarto o un infarto del miocardio. Sebbene colpisca il sistema respiratorio, il coronavirus è stato associato alla coagulazione dei piccoli vasi sanguigni, causando minuscoli blocchi nel sistema sanguigno polmonare, portando all’ARDS – sindrome da distress respiratorio acuto.
 
I ricercatori israeliani hanno raggiunto risultati simili in una sperimentazione preliminare presso il Barzilai Medical Center a marzo. Oltre al suo effetto sui coaguli di sangue, hanno scoperto che l’aspirina portava benefici immunologici e che il gruppo che la prendeva aveva il 29% in meno di probabilità di contrarre il virus.
 
“L’aspirina è a basso costo, facilmente accessibile e milioni di persone la stanno già utilizzando per curare le loro condizioni di salute”, ha affermato Chow. “Trovare questa associazione è un’enorme vittoria per coloro che cercano di ridurre il rischio di alcuni degli effetti più devastanti del COVID-19”.
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