di Autore Vario
Una delle minacce più pericolose che affliggono l’umanità, o meglio quella parte di umanità che vive nel mondo occidentale, sono quegli esperti raccomandati che operano nei canali dell’informazione o della divulgazione in materie scientifiche o in ambito medico, ecologico, sociale, economico, politico etc.
In genere, gli esperti sono classificabili in due categorie. Ci sono quelli patentati, cioè riconosciuti e sostenuti dai poteri forti e pertanto spesso accreditati nei più importanti canali giornalistici o di intrattenimento nonché ospiti privilegiati nelle università e in eventi culturali.
E poi ci sono quelli sfigati, che nuotano controcorrente e vengono definiti benevolmente ‘complottisti’ e un po’ meno benevolmente ‘terrapiattisti’.
Io stesso, dopo aver superato qualche prova di esperto terrapiattista, mi considero lanciato verso la meno infamante qualifica di esperto ‘complottista’.
Quelli della prima categoria generalmente hanno buoni redditi e fama. Gli altri hanno fame di buoni redditi.
Gli esperti top, poi, guardano gli esperti non patentati dall’alto al basso, un po’ come faceva il Marchese del Grillo in quel famoso film e si sentono autorizzati ad ammonirli così: ‘io so’ io e voi non siete… interlocutori qualificati come me’ (uso un eufemismo così ardito che la stessa qualifica di ‘eufemismo’ è già un eufemismo).
Gli esperti patentati imperversano nei salotti buoni dei mass media e della politica, quando c’è bisogno di creare qualche emergenza. Il loro compito è quello di ripetere ‘andrà tutto bene’ o ‘andrà tutto storto’ a seconda di quello che dicono loro di prevedere.
Sono quelli che aiutano i politici ad infliggerci tagli di risorse e tasse per finanziare i costi degli allarmi che si vanno a scoprire dappertutto per il nostro bene.
E così eccoli, invitati dal mainstream, coccolati, viziati, profumatamente pagati per i loro consigli, favoriti nelle loro carriere, invitati ad offrirci i loro vaticini dopo aver scrutato il futuro. Sono proposti (ma anche imposti) come una casta rispettabile e da ascoltare con venerazione. Oggi i bambini non dicono più ‘da grande voglio fare il calciatore, la modella, il medico, l’attore o attrice’. No, se ascoltano quello che raccontano a scuola o che vedono in TV o sui social dicono ‘da grande voglio fare l’esperto. Che figo!’.
La specialità degli esperti patentati, si diceva, è quella di creare minacce e inventare strumenti per affrontarle. Un po’ quello che fanno i creatori di videogiochi. Le minacce ce le offrono gratis, mentre per gli allarmi c’è un costo, di solito salatissimo, che è un affare riguardante i cittadini.
In effetti, bisogna dire che gli allarmi non generano solo costi, ma anche guadagni. Nella torta dei guadagni una bella fetta spetta di diritto agli allarmisti. È per questo che essi non capiscono né riconoscono mai i loro errori anche quando le loro previsioni si rivelano farlocche. Come diceva Upton Sinclair, saggista statunitense del secolo scorso, ‘è difficile far capire qualcosa ad una persona quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla’.
Lo dicono gli esperti…
Nella mia esperienza, ho accumulato una certa fiducia nelle previsioni degli esperti patentati. Ed è una fiducia incrollabile nel fatto che, se prevedono qualcosa di catastrofico per la quale ‘non c’è più tempo’, si può stare sicuri che non avverrà. Anche perché, a rigor di logica, se non c’è più tempo ed è già tardi (come spesso ci assicurano) allora significa quell’evento nefasto dovrebbe essere già avvenuto e allora… lasciateci mettere il cuore in pace.
Ricordo negli anni ’70 il lavaggio del cervello planetario condotto con rapporti scientifici ritenuti indiscutibili: ‘Population bomb’ di Paul Ehrlich o ‘I limiti dello sviluppo’ promosso dal panel di esperti chiamato Club di Roma. Erano le Bibbie degli ecologisti neomalthusiani, caldeggiate ossessivamente dall’ONU e da agenzie collegate e fonte di informazione privilegiata per amministratori politici nazionali e locali.
Quegli esperti sostenevano che la limitatezza delle risorse planetarie imponeva misure drastiche di limitazione dell’umanità onde poter evitare carestie spaventose e un collasso globale. Il modello degli esperti del Club di Roma prevedeva, tra l’altro, l’esaurimento entro il 2000 delle principali materie prime e di tanti metalli (tra cui petrolio, gas naturale, rame, mercurio, piombo, stagno, zinco, argento e oro).
Le previsioni di bombe demografiche erano poi un’ossessione che non risparmiava neanche gli studenti e veniva avallata pure su testi per ragazzi. Ricordo sull’Enciclopedia dei Ragazzi edita da Mondadori, serie di volumi pubblicati annualmente di cultura varia destinati ad adolescenti curiosi di tutto, un testo che mi inquietò molto. Si parlava di un esperimento di topi lasciati a moltiplicarsi senza freno in un contenitore che aveva risorse alimentari limitate. Ad un certo punto, dopo qualche mese, gli esperti arrivavano a descrivere con un certo sadismo le furibonde battaglie per il cibo dei troppi topi in competizione che si uccidevano l’un l’altro per sopravvivere. Ecco, suggeriva l’articolo, cosa potrebbe accadere per l’umanità entro il 2000, quando saremo sette miliardi di persone tutte ammassate l’una contro l’altra.
Ho ben stampato nella memoria quelle pagine lette nella mia adolescenza perché, per la loro influenza e di altri messaggi analoghi, per molti anni nelle mie preghiere prima di andare a letto mi raccomandavo a Dio di proteggere l’umanità dalla sovrappopolazione.
Negli anni successivi ho poi potuto verificare il bluff di chi preannunciava l’innalzamento dei livelli del mare per il riscaldamento globale con la scomparsa, per esempio, delle Maldive e di Venezia, per non parlare di tutte le successive previsioni eco-catastrofiste, puntualmente rinviate all’approssimarsi delle scadenze.
Più recentemente, se consideriamo le capacità predittive ai tempi del Covid, gli esperti doc (virostar molto patentate) si sono superati nella loro inettitudine, inanellando curiose profezie delle quali ricordo bene il senso, al di là delle precise parole. Eccole, in ordine cronologico:
– un vaccino ci salverà per sempre dai contagi e chi dice il contrario è un complottista.
– un vaccino ogni sei mesi non impedirà i contagi ma ci salverà dalle terapie intensive e dalla morte, senza effetti avversi. E chi dice il contrario è un complottista.
– il terzo e il quarto vaccino, se il virus non muta, non impediranno le morti ai vaccinati in terapia intensiva ma il loro numero sarà minore rispetto ai vaccinati. E chi dice il contrario è un complottista.
– l’assunzione di massa dei nuovi vaccini a mRNA non ha correlazione con l’esplosione di effetti avversi, i quali forse sono dovuti ai cambiamenti climatici. E chi dice il contrario è un complottista.
– i vaccini sono una scelta di libertà perché scegliendoli si può prendere l’aperitivo e anche andare al cinema o nei locali o negli uffici pubblici. Si può anche liberamente andare a lavorare. E chi dice il contrario è un complottista novax che non sa cos’è la libertà.
– vaccinarsi è un atto d’amore (premessa di Papa Francesco) e quindi è un orientamento sessuale e come tale non può essere messo in discussione (approfondimento teologico dei vescovi tedeschi).
Devo dire la verità: l’ultimo enunciato non proviene da esperti e non è del tutto vero; però è verosimile.
Peraltro, gli esperti patentati non sono solo infallibili nel mancare ogni bersaglio quando fanno previsioni su date o valori numerici. Sono anche molto attenti a non prevedere, cioè ad ignorare le più importanti evoluzioni sociali. Già lo diceva il compianto Vittorio Messori: quale esperto ha mai previsto, anche pochi anni prima, eventi quali il crollo del muro di Berlino o l’ascesa commerciale irresistibile dagli anni ’90 di potenze economiche come la Cina e l’India (considerate negli anni ’70 con prospettive di fame e sottosviluppo per l’eccessiva popolazione) oppure la crisi finanziaria mondiale del 2007 (neppure minimamente prevista nel 2006)?
Questo discorso mi porta a dire che ormai mi ritengo esperto dell’inattendibilità di tanti esperti prezzolati.
Nuovi allarmi all’orizzonte
Attualmente gli esperti si stanno concentrando per indirizzare l’opinione pubblica in diverse direttrici.
Sul versante eco-catastrofista non c’è bisogno di spiegare. Sappiamo tutto, sia su come predicano questi araldi delle scalmane planetarie e sia su come operano. Conosciamo bene i loro proclami, ormai sono scatenati da più di cinquant’anni.
Le emergenze più inquietanti che gli esperti stanno promuovendo in questi giorni e sulle quali vorrei soffermarmi sono due.
Una riguarda il nemico russo che potrebbe attaccarci senza motivo (a parte quello che lo stiamo colpendo profondamente nel suo territorio fino alla sua capitale e che lo stiamo aizzando in tutti i modi). Un nemico scorretto perché sembra non voglia aspettare ad agire fino al 2030, data fissata per completare il piano di riarmo da 800 miliardi messo a punto dall’UE.
Fortunatamente c’è un gruppo di esperti che ci stanno spiegando cosa succederà. Sono gli ‘esperti volonterosi’, la crema della crema degli espertoni, selezionati tra quelli che contano di più e che per questo vanno ascoltati con rispetto.
Costoro ci assicurano che, vista la facilità con la quale la Russia sta conquistando territori russofoni in Ucraina, è prevedibile una sua imminente invasione dell’Europa russofoba per assoggettarla completamente, dopo averla conquistata sul campo.
Poiché gli esperti volonterosi escludono da parte della Russia l’opzione nucleare, dato che il loro arsenale atomico è stato accumulato solo per fini collezionistici, ci si dovrà preparare a conflitti con armi convenzionali e con nuove tecnologie. Eventualmente, in caso di soccombenza sul campo, la Nato potrà ben disporre delle sue testate nucleari contro il nemico, contando sul fatto che la Russia non userà di certo le sue.
Comunque, gli esperti ci rassicurano che, a parte il fatto che l’Europa sarà rasa al suolo, andrà tutto bene: il nemico sarà sconfitto e la ricostruzione dalle macerie darà un sacco di lavoro a tutti gli immigrati africani e asiatici che verranno a rimpiazzare gli europei spazzati via dal conflitto.
Detto questo, passiamo all’altra minaccia, per così dire, calda cioè fresca fresca… insomma, recente.
In questi giorni gli esperti del mainstream promuovono questo scenario: l’Intelligenza Artificiale rischia di distruggere l’umanità (vedi qui) . E c’è già una data: entro il 2030, perlomeno con una probabilità del 10% che aumenterà di anno in anno in misura esponenziale. Insomma, diciamo che entro il 2040, con un certo trend, le prospettive più funeste dovrebbero essere compiute.
Devo dire che se questa è la previsione più accreditata dagli esperti patentati, mi conforta saperlo. Grazie alla chiarezza dei loro allarmi sull’Intelligenza Artificiale, possiamo stare tranquilli che a quella data non si avvereranno, come sempre. Ma neanche dopo. Un po’ come avvenne per la previsione della fine del mondo nel 2012, collegata ad un’antica profezia maya. Ricordate?
Qualcuno, tra gli esperti sfigati e poveri, sta facendo le pulci alle preoccupanti dichiarazioni degli esperti ‘ricchi’ (e non c’è alcun dubbio che lo siano, visto che sono tutti manager di primo livello di multinazionali oppure oligarchi con interessi nel settore). Alcune uscite allarmistiche risultano un po’ dubbie: sono sincere o guidate da secondi fini? In questo articolo si smontano alcune ipotesi, ponendo l’accento sulla necessità non solo e non tanto di controllare l’IA ma anche di controllare i controllori. Perché l’IA non è un’entità autonoma. La sua autonomia deriva da quella che le si concede e anche gli algoritmi e i criteri con cui opera sono riconducibili a programmatori. Ovvero a pericolosi esperti.
Ma allora, seguendo quanto ci vogliono far credere, mi viene da pensare: se davvero l’IA avesse già ora una sua autonomia decisionale con un programma di medio termine di spazzare via l’umanità, in un’ottica di promuovere il minor male, che oggi va tanto di moda, le farei questa proposta: perché non si limita a testare la sola eliminazione dagli organi di informazione degli esperti patentati, lasciando stare tutti gli altri poveri cristi?
Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.
Sostieni il Blog di Sabino Paciolla





















Non si tratta di L’arte, profumatamente pagata, di non azzeccare previsioni, ma più semplicemente essere disinformatori professionali.
Viene da sorridere ma è un sorriso un po’ amaro se ripenso a quel periodo, all’odio malcelato che mi veniva riversato addosso da persone insospettabili. Come è stato possibile, vien da chiedersi… ma ormai il disegno appare chiaro in tutta la sua malvagità (per chi non rifiuta di vederlo, si intende). Oggi mi sento di dire un grazie al “Controcanto” di Toscano che smascherò senza pietà personaggi improbabili presentatici tuttavia come “guru” dal mainstream. Dal medico di Recanati che ricusava i pazienti “no-vax” allo “zanzarologo” fino alla veterinaria che raccomandava di aprire la la finestra di “quattro dita” per aerare il locale. Esilarante, se non fosse per tutta la sofferenza inutilmente inflitta a molte persone giovanissimi inclusi.
Mi rendo conto che alcuni passaggi dell’articolo (che comunque tratta di molto altro) vanno a toccare dolorose ferite che hanno colpito direttamente anche me. E sulle quali in precedenza ho scritto molto in toni di vibrata protesta.
Penso anche che a volte una ironia tagliente possa dare più fastidio di una invettiva o di una critica, magari ragionata.