Come riporta il Washington Post, l’arcivescovo Wilton Gregory di Atlanta ha accettato la nomina ad arcivescovo di Washington dopo le dimissioni del card. Wuerl in seguito alle accuse di mala gestione dei casi di abusi sessuali. La nomina ufficiale, secondo fonti del Washington Post, potrebbe arrivare oggi dal Vaticano. Michael Warren Davis, in questo articolo sul Catholic Herald, si chiede se sia la persona giusta per quel posto.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

L'arcivescovo Wilton Gregory

L’arcivescovo Wilton Gregory

 

E’ (quasi) ufficiale: l’arcivescovo Wilton Gregory di Atlanta sarà nominato il prossimo arcivescovo di Washington, secondo Ed Condon della Catholic News Agency.

L’ufficio è tecnicamente vacante dall’ultimo arcivescovo, il cardinale Donald Wuerl, dimessosi in ottobre. Wuerl era stato  danneggiato dalle accuse di aver coperto gli abusi sessuali nella sua precedente diocesi di Pittsburgh. Aveva anche sostenuto – di fronte alle affermazioni contrarie – di non sapere nulla delle attività sessuali predatorie del suo famigerato predecessore, Theodore McCarrick.

Washington è forse la diocesi più ricercata per vescovi ambiziosi americani – ma un tipo particolare di vescovo.  Mentre l’arcivescovo di New York si trova a contatto con i media e i luminari della culturai, l’arcivescovo di Washington ha un accesso preziosissimo a legislatori e lobbisti politici. Il talento di McCarrick come fundraiser e la magistrale diplomazia di Wuerl sono stati di loro aiuto in quel posto.

Ma poiché Washington è al centro dell’attuale crisi degli abusi sessuali, il Vaticano non poteva permettersi di passare il testimone al successivo burocrate in fila.

Il Vaticano doveva decidere se voleva un riformatore che scoprisse la rete di coloro che hanno consentito e dei compagni-predatori di McCarrick – o, diciamo, qualcuno più discreto, che proteggesse l’immagine pubblica della Chiesa. Quale ruolo giocherà l’arcivescovo Gregory, se sarà scelto? (come abbiamo visto, è stato scelto ed ha accettato, ndr)?

Gregory, che è stato il primo arcivescovo afro-americano di Washington, dal 2001 al 2004 è stato presidente della Conferenza dei vescovi cattolici statunitensi (USCCB), guidando i vescovi americani attraverso i primi capitoli delle rivelazioni (degli abusi sessuali, ndr) sotto i riflettori.

Fu sotto la sua guida che l’USCCB elaborò i suoi protocolli per la gestione delle accuse di sacerdoti predatori, nota come “Carta di Dallas” – anche se McCarrick ne era il principale autore. In ogni caso, Gregory ha certamente più esperienza nella gestione delle conseguenze degli abusi sessuali clericali rispetto alla maggior parte dei suoi fratelli vescovi.

Non è, tuttavia, il tipo di riformatore che i cattolici conservatori speravano. Due anni fa ha tenuto una relazione all’Associazione dei sacerdoti cattolici statunitensi, che sostiene la proposta di sacerdoti sposati e delle diaconesse. Tra gli altri oratori di quell’anno vi erano anche due sostenitori di Papa Francesco: padre Thomas Rosica (ultimamente al centro di uno scandalo per plagio di testi di altri autori. Ne abbiamo parlato qui e qui, ndr) e il professor Massimo Faggioli.

L’arcivescovo Gregory ha difeso il controverso padre James Martin, redattore della rivista America dei gesuiti e consulente del Segretariato vaticano per le comunicazioni (molto vicino alle associazioni LGBT, ndr). Ed Condon riferisce anche che Gregory ha “stretti legami” con il cardinale Blase Cupich di Chicago, che molti considerano il leader della fazione pro-Francesco dell’USCCB.

In altre parole, Wilton Gregory è saldamente allineato con i ben collegati liberali (progressisti, ndr) noti come “Team Francis”. Questo potrebbe rivelarsi utile se Roma volesse esercitare un controllo più diretto sulla gestione da parte di Washington di ulteriori scandali nell’arcidiocesi.

I cattolici conservatori hanno a lungo diffidato dell’arcivescovo Gregory, che era amico di McCarrick, il quale ha sostenuto l’ex cardinale nel prendere parte contro i tentativi dell’allora cardinale Ratzinger di negare la Santa Comunione ai politici cattolici favorevoli all’aborto.

Va notato, tuttavia, che l’Arcivescovo di Atlanta ha parlato con evidente angoscia della sua “vergogna” per essersi lasciato ingannare da McCarrick. Infatti, ha detto recentemente che i cattolici erano “perplessi e disgustati” per il fatto che la Santa Sede potrebbe aver ignorato “molteplici segnali di avvertimento” relativi a McCarrick e altri.

D’altra parte, il cardinale Wuerl – un prelato che certamente ha ignorato quei segnali di avvertimento – potrebbe aver avuto un ruolo in questa nomina riportata.  Lui e il cardinale Cupich sono gli unici membri americani della Congregazione per i vescovi, che trasmette le raccomandazioni al Santo Padre.

Dal punto di vista del Vaticano, l’arcivescovo Gregory è certamente una persona adatta. Resta da vedere se è lui l’uomo per tirare fuori gli scheletri dall’armadio di Washington.

 

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