Joseph Pronechen, in questo suo articolo pubblicato sul National Catholic Register, ci ricorda quanto l’arcivescovo Fulton Sheen sia stato profetico nei suoi sermoni. Quello che disse 70 anni sembra sia stato detto proprio per i nostri giorni.

L’articolo è stato tradotto da Riccardo Zenobi.

 

L'Arciv. Fulton Sheen e Papa San Giovanni Paolo II si abbracciano con affetto

L’Arciv. Fulton Sheen e Papa San Giovanni Paolo II si abbracciano con grande affetto

 

“L’unica via d’uscita è spirituale…il tempo è più vicino di quanto pensiate”

L’arcivescovo Fulton Sheen ha profetizzato per questi tempi?

In una conversazione di 72 anni fa, il vescovo Fulton Sheen sembrava tanto un visionario quanto un profeta del passato.

“Siamo alla fine della cristianità”, disse durante una conversazione nel 1947. Chiarendo che non si riferiva al cristianesimo o alla Chiesa, disse “la cristianità è la vita economica, politica, sociale ispirata dai principi cristiani. Questa sta finendo – la vedremo morire. Guardate ai sintomi: la rottura della famiglia, divorzio, aborto, immoralità, disonestà generalizzata”.

Profetico allora, aveva già preavvisato nella trasmissione radio del 26 gennaio 1947:

“Perché così pochi si accorgono della serietà della nostra crisi attuale?” chiese 72 anni fa. Diede la risposta: “In parte perché gli uomini non vogliono credere che i loro tempi siano malvagi, in parte perché ciò implica troppa autoaccusa, e principalmente perché non hanno standard di riferimento al di fuori di loro stessi attraverso i quali misurare i loro tempi…Solo coloro che vivono di fede sanno realmente cosa sta accadendo nel mondo. Le grandi masse senza fede non sono consapevoli del processo distruttivo che sta avvenendo”.

Certamente sembra un’istantanea del momento attuale. Per focalizzare il tutto, Sheen sottolinea che “i giorni in cui Sodoma fu distrutta, la Sacra Scrittura descrive il sole come brillante; il regno di Baldassare finì nelle tenebre; la gente vide Noè prepararsi per il diluvio 120 anni prima che avvenisse, ma gli uomini non credettero. Nel mezzo di un’apparente prosperità, unità del mondo, il decreto per gli angeli procede ma le masse continuano nelle loro sordide routine. Come disse Nostro Signore: Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. (Matteo 24; 38-39)”.

Sheen si domanda se siamo appena consapevoli dei segni dei tempi perché “i principi basilari del mondo moderno si dissolvono di fronte ai nostri occhi” venendo rimpiazzati dagli assunti che l’uomo ha (1) “nessuna altra funzione nella vita che produrre e acquisire ricchezza”, (2) l’idea che l’uomo è naturalmente buono e “non ha bisogno di un Dio che gli dia diritti, o un redentore che lo salvi dalla colpa, perché il progresso è automatico grazie all’educazione scientifica e all’evoluzione, che un giorno renderà l’uomo una sorta di dio”, e (3) l’idea che la ragione non è fatta per scoprire “il senso e il fine della vita, ossia la salvezza dell’anima, ma solo per escogitare nuovi avanzamenti tecnici per fare su questa terra una città dell’uomo che prenda il posto della città di Dio”.

La tecnologia non sta avanzando enormemente, chiedendo l’obbedienza di gran parte della popolazione?

Sheen sottolinea che i segni dei tempi mostrano che siamo “alla fine di una era di civilizzazione non religiosa, che guardava alla religione come ad un’aggiunta alla vita, un pio extra, una costruttrice di morale per l’individuo ma di nessuna rilevanza sociale, un’ambulanza che si prende cura dei relitti dell’ordine sociale finché la scienza non avrà raggiunto un punto in cui non ci saranno relitti; che chiamerà Dio solo come un difensore di idee nazionali, o un partner silente…ma che non ha nulla da dire su come gli affari debbono essere condotti”.

A quel punto il grande vescovo disse qualcosa che sulle prime sembra scioccante se guardiamo all’oggi: “La nuova era nella quale stiamo entrando è ciò che può essere chiamata la fase religiosa della storia umana”.

Ma disse subito che questo non significava che gli uomini “torneranno a Dio”. Piuttosto, passeranno dall’indifferenza all’avere una passione per “un assoluto”. La lotta sarà “per le anime degli uomini…Il conflitto del futuro è tra l’assoluto che è il Dio-uomo e l’assoluto che è l’uomo dio; il Dio che divenne uomo e l’uomo che fa sé stesso Dio; fratelli in Cristo e compagni nell’anti-Cristo”.

Sheen prosegue nel descrivere l’anti-Cristo, cosa che lasceremo per un’altra volta, oltre a dire “la sua religione sarà la fraternità senza la paternità di Dio, e imbroglierà anche gli eletti”.

Il santo vescovo introduce anche il Comunismo, che ebbe luogo in ciò che accadde all’epoca e oltre, come ancora oggi vediamo. Ricordiamo ciò che Nostra Signora di Fatima disse sulla Russia che diffonderà i suoi errori (Comunismo) se il mondo non porrà attenzione alle direttive di Nostra Signora.

 

Continuando con i nostri tempi

 

Il lungimirante Sheen ricordò, “Dio non permetterà all’ingiustizia di diventare eterna. Rivoluzioni, disintegrazioni, caos, devono ricordare che il nostro modo di pensare è stato sbagliato, i nostri sogni sono stati empi. La verità morale è vendicata dalle rovine che seguono quando è stata ripudiata. Il caos dei nostri tempi è il più forte argomento negativo che ma possa essere avanzato per il cristianesimo…La disintegrazione che segue l’abbandono di Dio diventa così un trionfo di significato, una riaffermazione del fine…L’avversità è l’espressione della condanna divina del male, il registro del Giudizio Divino…Le catastrofi rivelano che il male si auto-sconfigge; non possiamo abbandonare Dio senza farci del male”.

Sheen diede un’altra ragione per cui una crisi deve venire – “prevenire una falsa identificazione della Chiesa e del mondo”. Nostro Signore volle che i suoi seguaci fossero differenti da coloro che non lo sono: vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. (Giovanni 15, 19).

Anche in quei giorni del 1947 Sheen vide “mediocrità e compromesso caratterizzare le vita di molti cristiani. Molti leggono gli stessi romanzi come moderni pagani, educano i loro figli senza Dio, ascoltano gli stessi commentatori che non hanno altri standard che giudicare l’oggi dal ieri e il domani dall’oggi, permettono a pratiche pagane come il divorzio e il risposarsi di insinuarsi nella famiglia; ci sono carenze, presunti leader operai cattolici che raccomandano comunisti per il Congresso, o scrittori cattolici che accettano presidenze in organizzazioni dichiaratamente comuniste per instillare idee totalitarie nei film. Non c’è più il conflitto e l’opposizione che si suppone ci caratterizzi. Stiamo influenzando il mondo meno di quanto il mondo ci influenzi. Non c’è separazione”.

Citò san Paolo rivolto ai Corinzi “Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità? Quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar?”

Sheen rispecchiò perfettamente i titoli dei media del 2018-19 quando si tratta di persone che lottano per la fede, per la vita, per il matrimonio. “Il male verrà a rigettarci, a disprezzarci, a odiarci, a perseguitarci, e allora dobbiamo definire la nostra lealtà, affermare la nostra fedeltà e mettere in chiaro da quale parte stiamo. Come si manifestano gli alberi forti e deboli finché non soffia il vento? La nostra quantità certo diminuirà, ma la nostra qualità aumenterà. Allora si verificheranno le parole del Nostro Maestro: chi non raccoglie con me, disperde” (Matteo 12, 30).

 

Guardando all’orizzonte

 

Già nel 1947 Sheen vide “l’arrivo del Giorno della Bestia, quando non vi sarà compravendita a meno che gli uomini non abbiano il segno della Bestia che divora i figli della Madre delle Madri”.

I buon vescovo notò – ricordiamo che era il 1947 – “Con la disintegrazione della famiglia con un divorzio ogni due matrimoni in 35 maggiori città degli Stati Uniti, con 5 divorzi ogni 6 matrimoni a Los Angeles – non si può negare che qualcosa sia scattato…Chiunque abbia qualcosa a che fare con Dio oggi viene odiato, sia che la sua vocazione sia di annunciare il Suo Divin Figlio, Gesù Cristo, o di essere ebreo, o di seguirLo come Cristiano”.

Ciò che Sheen avrebbe detto oggi dato che siamo deteriorati molto oltre ciò che già vide:

“Ogni tanto nella storia al diavolo viene  data una lunga corda, per cui non dobbiamo mai dimenticare che Nostro Signore disse a Giuda e ai suoi accoliti: Questa è la vostra ora. Dio ha il Suo giorno, ma il male ha la sua ora in cui il pastore viene colpito e il gregge disperso”.

Ciononostante Sheen non teme per la Chiesa ma per il mondo nel parlare dell’”emergere dell’anti-Cristo contro Cristo”.

“Tremiamo non perché Dio possa essere detronizzato, ma che la barbarie possa regnare; non è la Transustanziazione che può morire, ma la casa; non i sacramenti che svaniscono, ma la legge morale. La Chiesa non può avere parole per la donna gemente diverse da quelle di Cristo sulla via del Calvario: non piangete per me, ma piangete perr voi stesse e per i vostri figli.” (Luca 23, 28)

Lungo i secoli la Chiesa ebbe i suoi Venerdì Santi, ci ricorda, ma c’è sempre la Domenica di Pasqua “perché Gesù promise che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28, 20)

Per quanto le cose possano essere squallide, non c’è stato mai “un argomento così forte per il bisogno del Cristianesimo, poiché gli uomini stanno scoprendo che la loro miseria e i loro dolori, le loro guerre e le loro rivoluzioni aumentano in proporzione diretta al loro rifiuto del Cristianesimo. Il male si auto-sconfigge; solo il bene si auto-preserva”.

 

Raccomandazioni profetiche

 

Come i profeti del passato, Sheen fu saldo nella speranza, dando raccomandazioni pratiche vere oggi come lo furono nel 1947.

Per prima cosa, i cristiani “devono capire che un momento di cisi non è un momento di disperazione, ma di opportunità. Più possiamo anticipare il destino, più possiamo evitarlo. Quando avremo compreso che siamo sotto l’Ira Divina, saremo candidati per la Misericordia Divina. Fu per la carestia che il figliol prodigo disse: ‘mi alzerò, e tornerò da mio padre’. La disciplina divina crea speranza. Il buon ladrone arrivò a Dio tramite la crocefissione. Il cristiano scopre una base per l’ottimismo nel peggior andazzo del pessimismo, perché la sua Pasqua è entro tre giorni dal Venerdì Santo”.

Sheen offrì anche questo grande incoraggiamento pieno di speranza: “Una delle sorprese del paradiso sarà vedere quanti santi sono stati fatti nel mezzo di caos, guerra e rivoluzione”. Indica la grande moltitudine di fronte al trono di Dio e identificata come “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” (Apocalisse 7, 14).

C’è dell’altro per spronarci, saldi nella speranza. Sheen ricorda che dopo che “Nostro Signore descrisse la catastrofe che sarebbe caduta su una civilizzazione moralmente disordinata…non disse “Temete”, ma quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina” (Luca 21, 28).

Sheen disse a tutti i cattolici, ebrei e protestanti “che il mondo sta servendo le vostre anime con una terribile chiamata – la chiamata a sforzi eroici alla spiritualizzazione. I cattolici devono accrescere la loro fede, appendere un crocefisso nelle loro case per ricordarsi che anche noi dobbiamo portare una croce, raccogliere la famiglia ogni sera per recitare il Rosario le cui preghiere possano essere tramite di intercessione per il mondo; andare alla Messa quotidiana in modo che lo spirito di amore e di sacrificio possa brillare nei nostri affari, nella nostra vita sociale e nei nostri doveri. Anime ancora più eroiche possono intraprendere l’Ora Santa quotidianamente, particolarmente in parrocchie coscienti dei bisogni di preghiere di riparazione e di supplica, conducendo tali devozioni nelle loro chiese”.

Sheen sprona tutti a pregare. “Le forze del male sono unite; le forze del bene divise. Possiamo non essere capaci di incontrarci nello stesso banco di chiesa – volesse Dio che lo facessimo – ma possiamo incontrarci sulle nostre ginocchia”.

 

 

Ulteriori necessità

 

 

Sheen aggiunse ordini per il nostro bene spirituale ed eterno. “Coloro che hanno la fede farebbero meglio a permanere nello stato di grazia e coloro che non l’hanno farebbero meglio a scoprire cosa significa, poiché nell’età ventura ci sarà una sola via per fermare le ginocchia vacillanti, e sarà di inginocchiarsi a pregare. Il più importante problema del mondo oggigiorno è la vostra anima, poiché la lotta è per essa”.

C’è una sola via d’uscita dalle condizioni caotiche, rivela il vescovo in questione. “L’unica via d’uscita da questa crisi è spirituale, perché il problema non è come manteniamo i nostri libri, ma come manteniamo le nostre anime. Il tempo è più vicino di quanto pensiate”.

Ci ha avvisati di rivolgerci a san Michele in preghiera. Un tempo recitavamo la preghiera di san Michele dopo ogni singola Messa fino agli anni ’60. Oggi, alcune diocesi stanno restaurando la pratica. Magari lo facessero tutte. Dobbiamo rivolgerci specialmente a Nostra Signora, consiglia Sheen, e poi pregare, “Come hai formato la Parola fatta carne nel Tuo grembo, formalo nei nostri cuori. Sii in mezzo a noi mentre lingue di fuoco scendono sui nostri cuori freddi e se fosse notte, allora vieni, o Signora Celeste, mostraci ancora una volta la Luce del Mondo nel cuore di un giorno”.

E lo farà. Come Lei disse a Fatima, alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà.

 





 

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