Il  “Cammino sinodale”, conferenza composta da vescovi, sacerdoti, religiosi e laici tedeschi, ha approvato venerdì una bozza di documento che sembra minare la dottrina cattolica sui punti fondamentali della morale sessuale, offrendo una difesa dei rapporti omosessuali, “sessualità da autostimolazione”, contraccezione, divorzio civile e nuovo matrimonio.

L’articolo che riporto è scritto da Matthew Cullinan Hoffman, pubblicato su Catholic World Report, e lo propongo ai lettori di questo blog nella mia traduzione. 

 

I co-presidenti del progetto del cammino sinodale tedesco, il vescovo Georg Bätzing, presidente della conferenza episcopale tedesca, e Thomas Sternberg, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi  (CNS photo/Julia Steinbrecht, KNA)
I co-presidenti del progetto del cammino sinodale tedesco, il vescovo Georg Bätzing, presidente della conferenza episcopale tedesca, e Thomas Sternberg, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (CNS photo/Julia Steinbrecht, KNA)

 

Il  “Cammino sinodale”, conferenza composta da vescovi, sacerdoti, religiosi e laici tedeschi, ha approvato venerdì una bozza di documento che sembra minare la dottrina cattolica sui punti fondamentali della morale sessuale, offrendo una difesa dei rapporti omosessuali, “sessualità da autostimolazione”, contraccezione, divorzio civile e nuovo matrimonio.

Il documento, intitolato “Vivere in relazioni di successo – Vivere l’amore nella sessualità e nella partnership”, è descritto da Vatican News come un chiaro rifiuto delle cosiddette terapie di conversione per gli omosessuali” e come una imploraizone a favore delle “partnership omosessuali così come dei divorziati risposati ‘per potersi vedere sotto la benedizione di Dio espressamente concessa dalla Chiesa’”. Tuttavia, il documento ha riaffermato la dottrina che il matrimonio sacramentale è solo tra un uomo e una donna.

Il documento “si allontana anche da una condanna radicale della masturbazione”, nota Vatican News.

Il documento è stato approvato dal Cammino sinodale con 168 voti favorevoli, 28 contrari e cinque astenuti. Sessantanove membri dell’Assemblea sinodale sono vescovi tedeschi. Altri sessantanove sono membri del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK), un’importante organizzazione di laici cattolici che ha una storia di dissenso dalla dottrina e dalla pratica cattolica. I restanti 37 membri sono rappresentanti eletti dei sacerdoti tedeschi e di quelli della vita religiosa.

Il Cammino sinodale non ha pubblicato alcun conteggio che identifichi i voti dei singoli membri.

La storia di dissenso dello ZdK include una dichiarazione del 2015 che ha approvato la benedizione delle unioni omosessuali e uno studio commissionato che ha concluso che la condanna dell’omosessualità da parte della Chiesa aveva contribuito alla crisi degli abusi sessuali (nella Chiesa tedesca, ndr).

La forte influenza dello ZdK appare nell’affermazione non spiegata del documento, fatta nel preambolo, che “l’etica sessuale della Chiesa ha favorito anche i crimini di abuso sessuale nella Chiesa. Chiediamo sinceramente perdono a tutte le persone che hanno sofferto degli effetti dell’insegnamento della Chiesa sulla sessualità”.

 

Il preambolo del documento afferma inoltre che la “conoscenza delle scienze umane” dovrebbe essere la base per garantire “un cambiamento nell’insegnamento e nella pratica della Chiesa nell’affrontare la sessualità umana”. Altrove nel documento tali cambiamenti sono caratterizzati come diverse forme di “accentuazione” o enfasi, piuttosto che un cambiamento nel contenuto dottrinale.

Il documento rimane in forma di bozza e deve essere approvato una seconda volta quando il Cammino sinodale si riunirà di nuovo all’inizio del 2022 prima di essere ufficializzato. Sarà poi presentato al Vaticano per l’approvazione, secondo gli organizzatori del Cammino sinodale.

Secondo quanto riferito, altre bozze di documenti approvate per una revisione futura mettevano in dubbio il celibato sacerdotale e applaudivano l’idea di ordinare le donne al sacerdozio, cosa che Papa Giovanni Paolo II ha detto che la Chiesa non aveva “alcuna autorità” per farlo, decretando nel 1994 che “questa sentenza deve essere tenuta in maniera definitiva da tutti i fedeli della Chiesa”.

L’avallo alla benedizione delle unioni omosessuali da parte del “Cammino sinodale” è stato fatto a dispetto dei ripetuti ammonimenti di papa Francesco e dei suoi alleati tra i cardinali, che hanno messo in guardia il Cammino sinodale contro le deviazioni radicali dalla dottrina cattolica non avallate dal papa.

In particolare, il documento appare in diretta contraddizione con una recente dichiarazione della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede che ripudia le benedizioni delle unioni omosessuali e di altre “partnership” che implicano attività sessuali extraconiugali. Papa Francesco ha approvato la dichiarazione, che è apparsa come un “dubium” o risposta a una domanda presentata alla Congregazione, nel febbraio di quest’anno.

Alla domanda: “La Chiesa ha il potere di dare la benedizione alle unioni di persone dello stesso sesso?” la Congregazione ha risposto: “Negativo”, spiegando che “non è lecito impartire una benedizione a rapporti, o convivenze, anche stabili, che comportino attività sessuale al di fuori del matrimonio (cioè al di fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta in sé stessa alla trasmissione della vita), come nel caso delle unioni tra persone dello stesso sesso”.

“La presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare, non è comunque in grado di coonestarle e renderle quindi legittimamente oggetto di una benedizione ecclesiale, poiché tali elementi si trovano al servizio di una unione non ordinata al disegno del Creatore”, ha aggiunto la Congregazione, rilevando che tali benedizioni “costituirebbero una certa imitazione o analogo della benedizione nuziale invocata sull’uomo e sulla donna uniti nel sacramento del Matrimonio” e citando l’affermazione di Papa Francesco che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”.

 

La leadership dei vescovi tedeschi è sembrata avere poca preoccupazione per un potenziale conflitto con il Vaticano. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca e presidente del Cammino sinodale, il vescovo dott. Georg Bätzing, ha affermato: “Sono stati discussi testi che non sono solo testi, ma sogni tradotti in parole su come vogliamo cambiare la chiesa in Germania: una chiesa partecipativa, equa tra i sessi e in cammino con le persone”.

Secondo quanto riferito da Francis X. Rocca al Wall Street Journal, Bätzing si è scagliato contro il Vaticano lunedì scorso, condannando le “parole di avvertimento o chiarimenti della Curia romana su questioni a cui da tempo è stata data risposta nella nostra società illuminata e amante della libertà”, e aggiungendo che il divieto di benedire le unioni omosessuali aveva provocato “indignazione e scuotimento della testa tra molte persone”.

Il Vicepresidente del Cammino sinodale, Dott. Franz-Josef Bode, Vescovo di Osnabrück, ha salutato il completamento della sessione del Cammino sinodale di quest’anno come “un passo decisivo per una sinodalità in crescita” e ha espresso la speranza che la decisione del Sinodo sia incorporata nel ” Cammino sinodale mondiale” e che ci sarebbe stato presto un “vero dialogo” con il Vaticano e papa Francesco.

 

 

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