Propongo una riflessione del prof. David Carlin sulla attuale confusione nella Chiesa. David Carlin è professore di sociologia e filosofia presso il Community College of Rhode Island e autore di The Decline and Fall of the Catholic Church in America. Secondo lui, la vera causa della crisi degli abusi sessuali è la mancanza di fiducia nella dottrina cattolica

Eccola nella mia traduzione.

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie terrene, olio su pannelli di quercia, Museo del Prado, Madrid

Hieronymus Bosch, Il giardino delle delizie terrene, olio su pannelli di quercia, Museo del Prado, Madrid

 

Cercando di guardare il lato positivo delle cose, mi consolo, contemplando gli abusi sessuali sacerdotali sui minori e la grande simpatia che molti sacerdoti e vescovi hanno per il vizio dell’omosessualità, con il pensiero che ho l’inestimabile privilegio di essere spettatore in prima fila di uno dei grandi momenti catastrofici della storia della Chiesa.

Sono nato troppo tardi per la crocifissione; e per le persecuzioni di Nerone e Diocleziano; e per la conquista musulmana della Siria cristiana, dell’Egitto, del Nord Africa e della Spagna; e per la divisione tra la metà latina e greca della Chiesa; e per la caduta di Costantinopoli; e per la Riforma protestante; e per la Rivoluzione francese.

Ma – per fortuna! – Sono nato in tempo per vedere i capi della Chiesa, i nostri sacerdoti e vescovi e cardinali (…), distruggere la Chiesa per una straordinaria combinazione di stupidità e immoralità.

Che privilegio essere presenti in uno dei grandi momenti cattivi della storia. Prima che questi momenti accadano davvero, è difficile immaginare che siano anche solo possibili. A parte i cospiratori, chi a Roma avrebbe immaginato che Giulio Cesare, recentemente insignito del titolo di Dittatore perpetuo, sarebbe stato improvvisamente abbattuto? E chi, novant’anni fa, poteva immaginare che la Germania, probabilmente il Paese più colto del mondo, si sarebbe presto gettata nelle mani di un sadico megalomane?

E chi, all’epoca del Concilio Vaticano II, quando la Chiesa cattolica sembrava in buona salute, avrebbe potuto immaginare che la Chiesa sarebbe stata presto mandata in aria, non da nemici esterni, ma da chierici inclini al vizio innaturale?

Suppongo che la Chiesa cattolica alla fine si riprenderà, così come si è ripresa da tutte le sue precedenti catastrofi. Ma ci saranno perdite di territori. Così come ci sono state perdite di territori a favore dell’Islam, della religione Ortodossa orientale e del protestantesimo.

Quindi, è probabile che ci saranno perdite in quelle regioni del globo (ad esempio, Europa e Nord America) dove l’umanesimo laico (ateismo) è ora socialmente e culturalmente dominante. Tra un secolo o due, il cattolicesimo potrà essere, non una religione euro-americana, ma una religione dell’India e dell’Africa.

Nel frattempo, dobbiamo cercare di capire la vera natura della catastrofe che stiamo vivendo.

Alcuni dicono che si tratti di una crisi degli abusi sui minori – e si fermano lì. Negano che l’abuso sessuale sacerdotale sui minori abbia molto a che fare, o per nulla a che fare, con l’omosessualità. Questo è l’atteggiamento dei cattolici pro-LGBT, come i redattori di America magazine, la rivista dei gesuiti (americani, ndr). Il direttore dell’America magazine è padre James Martin SJ, autore del famigerato libretto Costruire il ponte: Come la Chiesa cattolica e la comunità LGBT possono entrare in una relazione di rispetto, compassione e sensibilità.

Ma questo atteggiamento non ha senso. Quale persona onesta nella sua mente retta può negare che molto – o la maggior parte – degli abusi sessuali sui minori è una ricaduta della cultura dell’omosessualità che è stata per decenni piuttosto diffusa tra i sacerdoti?

Altri, più corretti e più onesti, sostengono che il problema fondamentale è proprio quella cultura dell’omosessualità così diffusa nel sacerdozio ormai da molti decenni. Questa cultura ha portato all’emergere in molte diocesi di una “lobby gay“, cioè una rete semi-organizzata di sacerdoti gay che si proteggono a vicenda, si aiutano a vicenda a progredire, e impediscono efficacemente ai vescovi di prendere una posizione forte contro l’omosessualità e altri vizi sessuali.

Voci di tali reti circolavano nell’aria da decenni. Le recenti rivelazioni sul cardinale Theodore McCarrick hanno reso impossibile liquidare queste voci come fittizie.

Pur essendo d’accordo con l’argomento descritto nel paragrafo precedente, penso che ci sia ancora un problema più fondamentale che sta alla base di questa grande catastrofe. Prima che qualsiasi seminarista, sacerdote o vescovo potesse impegnarsi, non solo una volta, ma abitualmente, in attività omosessuale, deve aver creduto, o quantomeno quasi creduto, che tale attività sia moralmente ammissibile. O, in altre parole, deve aver rinnegato l’insegnamento cattolico su questa materia.

Il cattolicesimo è una religione ad alta dottrina. Questo la distingue nettamente dalle religioni che sono a bassa dottrina o di nessuna dottrina, ad esempio, le religioni pagane degli antichi greci e romani, o la religione del protestantesimo liberale.

Le dottrine cattoliche rientrano in tre categorie: (1) Storico-miracolosa, ad esempio, che Gesù è nato da una vergine e risorto dai morti; (2) metafisico, ad esempio, la Trinità, la Divinità di Cristo; (3) morale, ad esempio, che l’aborto, l’adulterio e la condotta omosessuale sono seriamente peccaminosi. I cattolici che consapevolmente e deliberatamente rifiutano qualsiasi dogma cattolico sono eretici.

E’ probabile, quindi, che i nostri sacerdoti omosessualmente attivi, oltre ai loro peccati omosessuali, fossero anche colpevoli di eresia morale. È inoltre probabile che tali eretici morali si siano resi colpevoli anche di altri tipi di eresia. Anche se non posso provarlo, scommetto che non molti sacerdoti che pensano che l’omosessualità sia un bene, tuttavia continuano a credere, per esempio, nella Vergine Nascita.

Alla base di tutto il disastro, suggerisco, vi sia una mancanza di fiducia nelle dottrine fondamentali del cattolicesimo. Viviamo in una società moderna in cui pochissime persone (a parte i mormoni e i protestanti molto conservatori) prendono sul serio il dogma cristiano.  La maggior parte degli americani o non sono affatto cristiani; o sono solo un po’ cristiani, la loro religione è più nominale che reale; o, pur essendo seriamente cristiani, sono convinti che l’essenza del cristianesimo sia la morale, essendo la dottrina inessenziale.

Chi si può sorprendere che l’ambiente sociale dello scetticismo dottrinale possa aver contagiato molti dei nostri sacerdoti? O che l’infezione abbia avuto un impatto sul comportamento?

 

Fonte: The Catholic Thing

 

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