Ricevo da lettori appartenenti alla associazione Liberi in Veritate e volentieri pubblico. 

 

 

Martedì 26 giugno sono stati affissi a Parma alcuni manifesti firmati dal “Comitato Liberi in Veritate” in collaborazione con “Provita e Famiglia”. Non sono passate che poche ore dall’esposizione e la gran parte dei manifesti sono stati strappati o imbrattati di scritte come si può vedere dalle foto. I manifesti sono stati affissi a pochi giorni dalle celebrazioni del gay “pride” di Parma.

Il contenuto dei manifesti, che riporta alcune ovvietà, ha evidentemente innervosito gli attivisti della “tolleranza” a senso unico, paladini dei nuovi “valori” LGBTQ+, assuefatti ad essere incensati da tutti i media e reduci dalle marce arcobaleno super-sponsorizzate da aziende (per lo più multinazionali), istituzioni e con ampia ed entusiastica copertura mediatica e social.
Molte associazioni, del mondo cattolico ma non solo, hanno promosso anche veglie di preghiera, incontri e rosari in riparazione a questo marketing tambureggiante; iniziative accuratamente taciute dai media, possibilmente ostacolate dalle istituzioni e perfino snobbate dal clero cattolico locale, troppo impegnato invece a fare veglie “contro l’omofobia” e affetto da evidenti amnesie a riguardo della morale di sempre della Chiesa di cui fanno parte.
Questa volta però due associazioni in prima linea nella difesa della famiglia e dell’identità popolare quali “Comitato Liberi In Veritate” e “Provita e Famiglia” hanno deciso di lanciare un messaggio di dissenso più esplicito e lo hanno fatto esponendo delle affermazioni non solo condivisibili ma assolutamente ovvie. Chi può negare che “un bambino è un bambino” o “una mamma è una mamma”!
E qui che sono allora intervenuti con prontezza incredibile i difensori dei “diritti” e della “tolleranza” che evidentemente non riescono a tollerare cioè che è evidente, ciò che è ovvio, e in nome dei “diritti” hanno imbrattato i manifesti di scritte tolleranti del tipo “morite appesi come i vostri padri” e roba anche peggiore. Non solo ma si sono presi la briga di girare per tutta la città e strappare tutti i manifesti che hanno trovato.

 

 

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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