Archivio segreto vaticano

 

 

di Aurelio Porfiri

 

Diciamocelo chiaramente: la tentazione del potere, è una tentazione irresistibile. Anche noi siamo spesso preda di questa tentazione; ci piacerebbe che non fosse così, ma in realtà in tutti gli ambiti della vita dove noi siamo operanti, ci troviamo talvolta a dover resistere alla tentazione di esercitare un potere più grande di quello che ci sarebbe consentito.

Non sorprendiamoci che sia dunque così anche per i sacerdoti. Anche essi sono esseri umani, esseri umani che possono sentire la tentazione di poter esercitare una influenza maggiore rispetto a quella che dovrebbero esercitare. Cosa fare in queste occasioni? Bisogna cercare di far capire ai sacerdoti che stanno andando fuori da quello che è loro sarebbe consentito.

Ci si lamenta molto della carenza di sacerdoti, tanto da voler ordinare uomini sposati, questo è stato dibattuto nell’ultimo Sinodo dell’Amazzonia. Una soluzione sarebbe di usare meglio i sacerdoti che già ci sono a disposizione. Invece di fargli fare cose non essenziali al loro ministero sacerdotale, cose che magari fanno anche bene, facciamogli fare quello per cui hanno scelto questa strada: curare le anime, confessare, preparare ai Sacramenti, essere a disposizione per la direzione spirituale. Invece ecco che sono impegnati in uffici, commissioni, consigli…si parla molto di coinvolgere i laici, ma purtroppo rimangono solo parole, essi sono sempre emarginati dalla vita ecclesiale, pur costituendo la stragrande maggioranza della Chiesa. Ci sono laici qualificati per certi ruoli, perché non coinvolgerli? Vedo che il portavoce del Papa è un laico, non mi sembra che ci sia un grande problema rispetto allo stesso ruolo svolto da un sacerdote. Non sono funzioni sacramentali, non è necessario per esse il carisma sacerdotale. Certo, ci si aspetterebbe che i sacerdoti stessi potessero far presente che la loro vocazione è di portare anime a Dio e non di far funzionare la macchina vaticana, ma toglietevi ogni illusione, non lo faranno. Non lo faranno perché la tentazione del potere è irresistibile, un potere che spesso (non sempre) hanno acquisito non per merito reale ma solo in virtù della veste che indoss(av)ano. È un privilegio di casta.

Purtroppo, malgrado quanto il Papa afferma sul clericalismo, il Vaticano funziona su un’altra lunghezza d’onda. Come ho detto molte volte in precedenza, scardinare il sistema clericale è un’impresa ardua anche per il Papa con la più grande buona volontà. I sistemi proteggono se stessi, ci si può fare poco. Ci vorrebbe una vera conversione spirituale che riportasse il clero alle radici della propria vocazione per eliminare il superfluo; ma non la vedo in vista. La rinascita verrà dal laicato, un laicato informato e consapevole che mette il clero di fronte alle proprie responsabilità. Un processo lungo e duro, ma necessario. Perché tutti abbiamo bisogno di un clero che spezzi il Pane di vita per noi, che sappia perdonarci a nome di Dio,  che non sia il funzionario di un ufficio forse importante, ma in cui la sua presenza non è indispensabile.

 

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