Un lettore mi scrive.

 

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 16-01-2020 – Roma Politica Incontro organizzato da Forza Italia sulla riforma della prescrizione. Nella foto Carlo Nordio Photo Vincenzo Livieri – LaPresse 16-01-2020 Rome Politics Meeting organized by Forza Italia on prescription reforme. In the photo Carlo Nordio

 

Caro Dott. Paciolla,

le ho già scritto in svariate occasioni negli ultimi tempi ma le circostanze contingenti mi impediscono di tacere di fronte alla gravità delle accuse da parte del ministro Nordio nei confronti del giudice Zanda. Gravità di un tale livello che si fa persino fatica a trovare le parole per esprimersi di fronte all’incubo in cui siamo obiettivamente precipitati, mentre un paio d’ore fa in un locale pubblico senza volerlo ascoltavo gente infervorarsi su questioni calcistiche.

Può apparire superfluo ma vorrei rimarcare che non abbiamo più nonno banchiere al governo bensì una formazione di cosiddetto centro destra, che perfino i più accaniti finto-ipocondriaci hanno per ora terminato di ossessionarci con l’isteria psico pandemica, e che siamo a maggio 2023: una immensa mole di studi, dati e riscontri scientifici non solo hanno gettato più che giustificate ombre sui magici sieri che avrebbero dovuto farci uscire da una presunta tragedia, ma hanno definitivamente smascherato la farsa della vergognosa tessera verde.

E in Italia che succede? Nulla. Si procede ancora secondo i “dogmi” appartenenti ad una narrazione ormai ampiamente confutata e smontata. Si procede con la farsa demenziale che etichetta come “no-vax” detto giudice (certo, perché no-vax ormai è anche chi ha osato porre in maniera discreta e sommessa una sola domanda “scomoda” agli amici riuniti al tavolo del bar all’ora dell’aperitivo). Una follia. Un degrado cognitivo surreale. Sino a spingersi ad affermare senza vergogna alcuna che un’azione disciplinare nei confronti di detto giudice risponderebbe alla “logica” (vabbè, stiamo parlando del “Foglio”, non è che possiam pretendere…). Logica de che?

Tutti coloro che, indipendentemente dalle posizioni assunte in questi anni, pensano sia ora di rimuovere, in qualche modo di dimenticare, di lasciarsi alle spalle quel periodo, temo non abbiano capito praticamente nulla. A parte il fatto che non pochi candidati per un posto di lavoro ci potrebbero raccontare di veri e propri abusi ancora figli della psicosi covidista che si perpetuano ancor oggi e che non vengono puniti come meriterebbero (ovvero il carcere), ma che non si possa dimenticare nulla è certificato dal fatto, come la vicenda suddetta evidenzia, che ci sta giungendo un chiaro messaggio che fa il paio con la “premiazione” di tale Brusaferro: attenti, comandiamo noi. Chi dissente è finito. Pensateci bene, voi che avete acconsentito entusiasticamente a subordinare i vostri diritti naturali ad un certificato di obbedienza al regime, perché non si è trattato di un particolare momento. Era solo il principio.
Grazie per la sua attenzione.

Claudio – Saronno
 

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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