Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell'Accademia a Venezia
Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell’Accademia a Venezia

 

Assunzione della Beata Vergine Maria

(Ap 11,19.12,1-6.10; Sal 45; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56)

 

di Alberto Strumia

 

La solennità dell’Assunzione ci suggerisce di tenere ben presenti due aspetti che entrano in gioco nella vita cristiana: la “Speranza” e la “Profezia”.

– La Speranza. La solennità dell’Assunzione – come del resto quella dell’Immacolata Concezione di Maria e ogni festa dedicata alla Madre di Dio – ci viene data ogni anno, dalla liturgia, per dare solidità, nella nostra anima, alla virtù teologale della Speranza.

La Speranza, infatti, consiste nel “coraggio razionalmente motivato” di “puntare in alto” («appetitum boni ardui», san Tommaso, Summa Theol., II-II, q. 161, a. 1co), mirando al “tutto” che è Dio stesso, non accontentandosi di qualcosa di meno per la propria vita. Essa è ben diversa dall’“illusione” che fa vivere di sogni e fantasie che non hanno alcun ragionevole fondamento, e dalla “presunzione incosciente” che fa ritenere di poter fare tutto da soli con le proprie forze, mancando del realismo dell’“umiltà consapevole” dei propri limiti («hoc pertinet ad virtutem humilitatis», ibidem).

La Speranza è fondata su delle ragioni e dei fatti che inducono un cristiano a sperare di raggiungere la beatitudine nella vita eterna.

– La prima ragione di Speranza è il fatto accaduto della Risurrezione di Cristo («Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti», seconda lettura), a conferma della quale la Chiesa ci riporta da secoli le testimonianze delle apparizioni del Risorto e la storia della santità, ricca di miracoli e profezie, ci offre conferme distribuite lungo la storia della Chiesa.

– La ragione di Speranza, che viene immediatamente dopo la Risurrezione, è “racchiusa”, e per così dire “concentrata”, nella figura e nella vita della Vergine Maria. In lei, infatti, troviamo realizzato “in anticipo” ciò che, in noi può realizzarsi nel tempo “futuro”, a partire dal “presente”. La Speranza riguarda il “futuro”, l’“esperienza” riguarda il “presente”. In Maria sono stati attuati, “in anticipo”, i frutti della Redenzione realizzata da Cristo con la Sua Passione, Morte e Risurrezione:

= Ella è stata concepita “anticipatamente” già redenta, senza peccato originale (ce lo ricorda la solennità dell’Immacolata Concezione). In noi questa liberazione dal peccato originale è avvenuta, in seguito, grazie al Sacramento del Battesimo.

= Ella è stata assunta “anticipatamente” in Cielo con il suo corpo incorrotto (ce lo ricorda proprio la solennità dell’Assunta, che si celebra oggi). Noi risorgeremo con il nostro corpo, alla fine dei tempi, come la Rivelazione ci ha insegnato a sperare («Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo», seconda lettura). Il già che si è realizzato in Maria, consolida la Speranza nel non ancora che ci riguarda.

= In ogni momento della nostra vita terrena noi possiamo dire che «in lei come una perfetta immagine, noi vediamo realizzato quello che desideriamo e speriamo d’essere nella Chiesa» (Prefazio della festa della Beata Vergine del Carmelo).

I santuari mariani richiamano tante persone verso la Madonna proprio perché ella dà motivo di Speranza: da quella di ottenere una grazia, una guarigione, un bene terreno, a quella più decisiva di essere accompagnati a Cristo per l’Eternità (ad Iesum per Mariam).

– La Profezia. La prima lettura, dall’Apocalisse, contiene una profezia che riguarda da vicino i nostri anni nei quali la lotta di Satana (simbolicamente «il drago») contro Cristo-Dio si è fatta particolarmente acuta, quasi fino a indurre molti ad allontanarsi dalla fede e dalla Chiesa, chiudendosi in un cinismo senza prospettive, a causa degli scandali e delle deviazioni dottrinali. Ma la “Profezia” contenuta nella prima lettura serve a guidare la “Speranza”, anticipando, nella Rivelazione, la vittoria di Cristo – che è Dio! – su Satana (che è solo una creatura che presume, illusoriamente, di potersi sostituire a Dio Creatore).

E la “Profezia” rivelata dice che «ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo». La solennità odierna, semplicemente, ma decisamente, lo ricorda ad ogni cristiano, invitando a non temere, e a lasciarsi consolidare nella Speranza, fondata sulla Fede, che abilita a partecipare al modo di amare di Cristo, che è la Carità.

Maria Assunta in Cielo, con Giuseppe che da vicino ha condiviso tutto con lei, e tutta la Comunione dei Santi, ci vedono e seguono in ogni momento, proteggendoci e guidandoci ci accompagnano anche in questi anni difficili. Non dimentichiamolo! Li preghiamo e ringraziamo per tutto questo.

«Ave, regina dei cieli, ave, signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Gioisci, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa, prega per noi Cristo Signore. Amen» (Antifona Mariana della Compieta).

 

Bologna, 15 agosto 2022

 

 


 

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