Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Raymond J. de Souza e pubblicato su The Catholic Thing. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione curata da Occhi Aperti! (pseudonimo). 

 

Papa Francesco al Sinodo sulla sinodalità, ottobre 2023
Papa Francesco al Sinodo sulla sinodalità, ottobre 2023

 

Sacrilegio e sinodalità sono venuti alla ribalta in questi ultimi giorni (vedi nostra recente pubblicazione qui).

Per anni l’annuale Congresso sull’Educazione Religiosa a Los Angeles è stato fonte regolare di ansia liturgica, dovuta alle varie innovazioni che mettono alla prova i limiti della riverenza, per non dire sacrilegio. Quest’anno, mentre il congresso si svolgeva sulla costa occidentale, il vero sacrilegio si è perpetrato sulla costa orientale, alla cattedrale di San Patrizio, a New York. Il funerale “dissacrante” – questo l’opportuno termine usato dal rettore della cattedrale – dell’attivista transgender non credente Cecilia Gentili, è stato una sorta di imboscata, con i preti della cattedrale, attoniti, che han dovuto tagliare corto e in seguito offrire una Messa di Riparazione per gli oltraggi arrecati.

Padre James Martin, SJ, per grande sorpresa di nessuno, era stato invitato a presenziare in qualità di direttore del circo ma, buon per lui, era sull’altra costa per il congresso. E’ un vero peccato che gli organizzatori non abbiano pensato di invitare il Cardinale Victor Manuel Fernandez, che avrebbe potuto trovare alcuni passaggi adatti da leggere al funerale di Gentili nel suo libro porno-teologico Passione Mistica, essendo l’estinto stato descritto da un sostenitore, con entusiasmo, come la “madre di tutte le sgualdrine”. Una punta di erotismo cardinalizio come sottofondo ci poteva stare piuttosto benino.

Per quanto riguarda il funerale, una valanga di commenti è stato offerta altrove, con lo stravagante codazzo del defunto ora scontento di aver appreso che invece di una messa funebre ad essere officiata è stata una semplice Liturgia della Parola prima che la bara e il suo seguito venissero messi alla porta. Sul momento nessuno sembrava accorgersi della differenza, la loro pietà liturgica apparentemente sembrava essersi alquanto attenuata.

Nel frattempo, al congresso sulla costa sinistra, il cardinale Robert McElroy di San Diego era pronto ad accusare tutti coloro che si oppongono alle benedizioni approvate dal Papa per le coppie dello stesso sesso – ma non le unioni dello stesso sesso! – di essere guidati da una “inclinazione” anti-gay. Sia come sia, ciò che ha attirato la mia attenzione è stata la risposta del cardinale McElroy quando è stato chiesto se la sinodalità sopravviverà a Papa Francesco.

“Spero di sì, credo di sì”, ha detto, ma “non ne sono sicuro”.

Se questo è ciò che pensano i paladini del programma del Santo Padre, allora la sinodalità non è messa bene per nulla. Per tutto il 2023, anche se il primo stadio del processo sinodale per una Chiesa sinodale è stato avviato, nessuno sapeva esattamente cosa fosse. Qualunque cosa significasse, la sinodalità onnicomprensiva come nuovo modo di essere Chiesa, moriva il 18 dicembre 2023, con la pubblicazione (Fiducia Supplicans, ndr) dell’autorizzazione a benedire le coppie irregolari e dello stesso sesso.

Il processo sinodale super-consultivo non si ripristinerà mai. Dopo tutto, cosa risponderanno il Santo Padre e i suoi consiglieri quando, nei primi giorni dell’assemblea sinodale del prossimo ottobre, qualcuno chiederà: “Quali progetti segreti stanno portando avanti il Santo Padre e la Curia Romana, in questo momento, dato che non tengono conto del processo sinodale, contraddicono le sue medesime decisioni e ne minano la credibilità”? Smentite ne potranno anche piovere in abbondanza ma una volta che l’illecito “cavallo” è fuggito dalla “stalla” sinodale, sarà ben difficile riportarvelo. Specialmente perché i vescovi africani gli hanno sparato a bruciapelo, uccidendolo. I responsabili del Sinodo stanno disperatamente cercando di ridare vita al destriero spirato, ma cercare di far rivivere un cavallo morto è ancora più inutile che frustarlo.

Tuttavia, l’interminabile processo sinodale sulla sinodalità per una Chiesa sinodale prosegue. Il Vaticano ha annunciato le date per ottobre. E sarà preceduto da un altro ritiro spirituale. Forse l’incaricato per il ritiro dello scorso anno, padre Timothy Radcliffe, OP, proseguirà nel tentativo di far avanzare il suo costante progetto di minare l’insegnamento stabilito dalla Chiesa sull’omosessualità. A questo punto delle cose sarebbe più onesto che fosse solamente Padre Martin a predicare il ritiro. Potrebbe usare tutti gli appunti che avrebbe potuto preparare per l’elogio funebre di Gentili.

Tornato a Roma, l’“apparato sinodale” ha annunciato che avrebbe riunito circa 300 parroci provenienti da tutto il mondo per diversi giorni al fine di affrontare dibattiti sinodali sulla sinodalità. I “sinodocrati” si sono vergognati l’anno scorso quando si è scoperto che si sono dimenticati di invitare i parroci all’assemblea di ottobre. Anche quest’anno non saranno invitati, ma ci sarà una sorta di versione non ancora pronta per loro questa primavera.

Il cardinale McElroy ha ragione ad essere incerto riguardo alla sopravvivenza del progetto pilota sulla sinodalità dopo Papa Francesco. Probabilmente non sopravviverà, visto che la sinodalità ha portato gli Ortodossi a reciproche scomuniche e portato fratture con la Comunione Anglicana. Nell’ambito cattolico, in Germania la sinodalità sta portando a uno scisma mentre per la Chiesa siro-malabarese essa ha portato a conflitti interni. Non è certo un momento favorevole per la sinodalità, anche se la Curia Romana non stava complottando dietro le spalle dei membri sinodali.

Il ritiro di questo mese del cardinale José Luis Lacunza riporta alla mente uno dei motivi per cui la sinodalità è in così pessime condizioni. Il cardinale Lacunza è stato uno dei cardinali provenienti “dalle periferie”, primo cardinale di Panama creato da Papa Francesco nel 2015. Non era l’arcivescovo di Panama City ma piuttosto il vescovo di David, una diocesi più piccola; giusto per sottolineare che i cardinali potevano venire da qualsiasi luogo.

L’ottantesimo compleanno del cardinale Lacunza cade il 24 febbraio 2024 (oggi!), quindi il suo ritiro era previsto. È stato anticipato in seguito ad una sua strana scomparsa qualche settimana fa, che ha costretto le autorità a cercarlo. Quando è riapparso, illeso, dopo pochi giorni, Lacunza si è scusato per ciò che ha definito una “bravata.

Da cardinale neo-eletto fece già scalpore al Sinodo sulla famiglia nel 2015. Sosteneva che Mosè, che permetteva il divorzio, era più misericordioso di Gesù, che non lo faceva. “Perché Pietro non può essere più come Mosè?” chiese Lacunza.

Quell’incredibile scivolone in teologia biblica è stato riportato sul sito web dei Vescovi Polacchi. I responsabili del Sinodo hanno reagito rapidamente e hanno messo la museruola… non a Lacunza ma ai Polacchi. La Segreteria del Sinodo ha vietato qualsiasi menzione degli interventi sinodali per prevenire qualsiasi ulteriore imbarazzo a causa di certe “periferie teologiche”.

E così è stato. La sgangherata nave “Sinodalità” ha imbarcato acqua. Papa Francesco cercherà eroicamente di farla giungere in porto quest’anno, prima che affondi, ma non sarà facile. Molti sarebbero contenti se, come al funerale di Gentili, la si facesse breve e tutti venissero mandati a casa.

Raymond J. de Souza

 

Padre Raymond J. de Souza è un sacerdote canadese, un commentatore cattolico e un membro anziano al Cardus.

 


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