La Segreteria di Stato del Vaticano chiarisce il contesto delle affermazioni di Papa Francesco sulle unioni civili omosessuali

Ecco un articolo pubblicato dallo staff del Catholic News Agency che riprende la comunicazione della Segreteria di Stato Vaticano sulle parole di supporto di Papa Francesco alle unioni civili omosessuali dette nel docufilm “francesco”. 

Di seguito l’articolo nella mia traduzione. 

 

Papa Francesco e il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano
Papa Francesco e il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano

 

La Segreteria di Stato del Vaticano ha chiesto ai rappresentanti pontifici di condividere con i vescovi alcuni chiarimenti sui commenti sulle unioni civili fatti da papa Francesco in un documentario recentemente pubblicato, secondo il nunzio apostolico in Messico.

I chiarimenti spiegano che i commenti del papa non riguardano la dottrina cattolica sulla natura del matrimonio come unione tra un uomo e una donna, ma i provvedimenti del diritto civile.

Alcune affermazioni, contenute nel documentario ‘Francesco’ dello sceneggiatore Evgeny Afineevsky, hanno suscitato, nei giorni scorsi, varie reazioni e interpretazioni. Vengono quindi offerti alcuni spunti utili, con il desiderio di presentare un’adeguata comprensione delle parole del Santo Padre”, ha affermato l’arcivescovo Franco Coppola, nunzio apostolico, in post pubblicato su Facebook il 30 ottobre. (vedere in basso il testo orginale e la traduzione, ndr))

 

Il nunzio ha detto all’ACI Prensa, l’agenzia di stampa in lingua spagnola della CNA, che il contenuto del suo post è stato fornito dalla Segreteria di Stato vaticana alle nunziature apostoliche, per essere condiviso con i vescovi.

Il post spiega che in un’intervista del 2019, di cui alcune parti inedite sono andate in onda nel recente documentario, il papa ha commentato in tempi diversi su due questioni distinte: che i bambini non devono essere esclusi dalle loro famiglie a causa del loro orientamento sessuale, e sulle unioni civili, nel frangente della discussione di un disegno di legge sul matrimonio omosessuale del 2010 nella legislatura argentina, a cui si oppose papa Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires.

La domanda dell’intervista che ha suscitato l’osservazione sulle unioni civili era “inerente a una legge locale di dieci anni fa in Argentina sui ‘matrimoni paritari di coppie dello stesso sesso’ e all’opposizione dell’allora arcivescovo di Buenos Aires a questo proposito”. A questo proposito, papa Francesco ha affermato che “è un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale”, aggiungendo, nello stesso contesto, che aveva parlato del diritto di queste persone ad avere una certa copertura legale: “quello che dobbiamo fare è una legge sulla unione civile; hanno il diritto di essere coperti legalmente. Io l’ho difesa”, ha postato Coppolo su Facebook.

“Il Santo Padre si era espresso così in un’intervista del 2014: Il matrimonio è tra un uomo e una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolamentare varie situazioni di convivenza, mossi dalla richiesta di regolamentare gli aspetti economici tra le persone, come la garanzia dell’assistenza sanitaria. Si tratta di patti di convivenza di natura diversa, di cui non saprei dare l’elenco delle diverse forme. È necessario vedere i vari casi e valutarli nella loro varietà”, ha aggiunto il post.

“È quindi evidente che papa Francesco ha fatto riferimento ad alcune disposizioni statali, non certo alla dottrina della Chiesa, riaffermate più volte nel corso degli anni”, si legge nella dichiarazione.

La dichiarazione della Segreteria di Stato è coerente con le recenti dichiarazioni pubbliche di due vescovi argentini: L’arcivescovo Hector Aguer  e l’arcivescovo Victor Manuel Fernandez, arcivescovo emerito e attuale arcivescovo di La Plata, Argentina, e con un ulteriore resoconto sul contesto delle osservazioni del Papa.

Il 21 ottobre Fernandez ha postato su Facebook che prima di diventare papa, l’allora cardinale Bergoglio “ha sempre riconosciuto che, senza chiamarlo ‘matrimonio’, in realtà esistono unioni molto strette tra persone dello stesso sesso, che non implicano di per sé relazioni sessuali, ma un’alleanza molto intensa e stabile”.

“Si conoscono a fondo, condividono lo stesso tetto da molti anni, si prendono cura l’uno dell’altro, si sacrificano l’uno per l’altro. Allora può succedere che preferiscano che in un caso estremo o in una malattia non consultino i loro parenti, ma quella persona che conosce a fondo le loro intenzioni. E per lo stesso motivo preferiscono che sia quella persona ad ereditare tutti i loro beni, ecc.”

“Questo può essere contemplato nella legge e si chiama ‘unione civile’ [unión civil] o ‘legge di convivenza civile’ [ley de convivencia civil], non matrimonio”.

“Quello che il Papa ha detto a questo proposito è quello che ha sostenuto anche quando era arcivescovo di Buenos Aires”, ha aggiunto Fernández.

“Per lui, l’espressione ‘matrimonio’ ha un significato preciso e si applica solo a un’unione stabile tra un uomo e una donna aperta a comunicare la vita… c’è una parola, ‘matrimonio’, che si applica solo a quella realtà. Qualsiasi altra unione simile richiede un altro nome”, ha spiegato l’arcivescovo.

La settimana scorsa, Aguer ha detto all’ACI Prensa che nel 2010, “il cardinale Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, propose in un’assemblea plenaria della Conferenza episcopale argentina di sostenere la legalità delle unioni civili di persone omosessuali da parte dello Stato, come possibile alternativa a quella che è stata chiamata – e si chiama – ‘uguaglianza matrimoniale’”.

“All’epoca, l’argomento che veniva opposto (al cardinale Bergoglio, ndr) era che non si trattava di una questione meramente politica o sociologica, ma di un giudizio morale; di conseguenza, non si poteva promuovere  l’autorizzazione delle leggi civili contrarie all’ordine naturale. Fu anche fatto notare che questo insegnamento è stato ripetutamente affermato nei documenti del Concilio Vaticano II. La conferenza plenaria dei vescovi argentini respinse questa proposta (del cardinale Bergoglio, ndr) e votò contro”, ha detto Aguer.

America Magazine ha pubblicato il 24 ottobre il contesto apparente dell’osservazione del papa sulle unioni civili.

Durante una discussione sull’opposizione del papa a una proposta di matrimonio tra persone dello stesso sesso quando era arcivescovo in Argentina, Alazraki chiese a papa Francesco se avesse adottato posizioni più liberali dopo essere diventato papa e, in caso affermativo, se ciò fosse attribuibile allo Spirito Santo.

Alazraki chiese: “Lei ha condotto un’intera battaglia contro i matrimoni egualitari, di coppie dello stesso sesso in Argentina. E poi dicono che Lei è arrivato qui, l’hanno eletto papa ed è apparso molto più liberale di quello che era in Argentina. Si riconosce in questa descrizione che fanno alcune persone che La conoscevano prima, ed è stata la grazia dello Spirito Santo che Le ha dato una spinta? (ride)”.

Secondo America Magazine, il papa ha risposto: “La grazia dello Spirito Santo esiste certamente. Ho sempre difeso la dottrina. Ed è curioso che nella legge sul matrimonio omosessuale…. È un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale. Ma quello che dobbiamo avere è una legge dell’unione civile (ley de convivencia civil), quindi hanno il diritto di essere legalmente coperti”.

L’ultima frase è stata omessa quando l’intervista di Alazraki è stata trasmessa nel 2019.

La dichiarazione della Segreteria di Stato sembra confermare che il papa ha detto “mi sono battuto per questo”, subito dopo le sue altre osservazioni sulle unioni civili, un fatto che prima non era stato chiarito.

 


Testo originale

 

PARA ENTENDER ALGUNAS EXPRESIONES DEL PAPA EN EL DOCUMENTAL “FRANCISCO”

Algunas afirmaciones, contenidas en el documental “Francisco” del guionista Evgeny Afineevsky, han suscitado, en días pasados, diversas reacciones e interpretaciones. Se ofrecen por lo tanto algunos elementos útiles, con el deseo de favorecer una adecuada comprensión de las palabras del Santo Padre.

Hace más de un año, durante una entrevista, el Papa Francisco respondió a dos preguntas distintas en dos momentos diferentes que, en el mencionado documental, fueron editadas y publicadas como una sola respuesta sin la debida contextualización, lo cual ha generado confusión. El Santo Padre había hecho en primer lugar una referencia pastoral acerca de la necesidad que, en el seno de la familia, el hijo o la hija con orientación homosexual nunca sean discriminados. A ellos se refieren la palabras: “las personas homosexuales tienen derecho a estar en familia; son hijos de Dios, tienen derecho a una familia. No se puede echar de la familia a nadie ni hacerle la vida imposible por eso”.

El siguiente párrafo de la Exhortación apostólica post-sinodal sobre el amor en la familia Amoris Laetitia (2016) puede iluminar tales expresiones: «Con los Padres sinodales, he tomado en consideración la situación de las familias que viven la experiencia de tener en su seno a personas con tendencias homosexuales, una experiencia nada fácil ni para los padres ni para sus hijos. Por eso, deseamos ante todo reiterar que toda persona, independientemente de su tendencia sexual, ha de ser respetada en su dignidad y acogida con respeto, procurando evitar “todo signo de discriminación injusta”, y particularmente cualquier forma de agresión y violencia. Por lo que se refiere a las familias, se trata por su parte de asegurar un respetuoso acompañamiento, con el fin de que aquellos que manifiestan una tendencia homosexual puedan contar con la ayuda necesaria para comprender y realizar plenamente la voluntad de Dios en su vida» (n. 250).

Una pregunta sucesiva de la entrevista era en cambio inherente a una ley local de hace diez años en Argentina sobre los “matrimonios igualitarios de parejas del mismo sexo” y a la oposición del entonces Arzobispo de Buenos Aires al respecto. A este propósito el Papa Francisco ha afirmado que “es una incongruencia hablar de matrimonio homosexual”, agregando que, en ese mismo contexto, había hablado del derecho de estas personas a tener cierta cobertura legal: “lo que tenemos que hacer es una ley de convivencia civil; tienen derecho a estar cubiertos legalmente. Yo defendí eso”.

El Santo Padre se había expresado así durante una entrevista del 2014: “El matrimonio es entre un hombre y una mujer. Los Estados laicos quieren justificar las uniones civiles para regular diversas situaciones de convivencia, movidos por la exigencia de regular aspectos económicos entre las personas, como por ejemplo asegurar la asistencia sanitaria. Se trata de pactos de convivencia de diferente naturaleza, de los cuales no sabría dar un elenco de las distintas formas. Es necesario ver los diversos casos y evaluarlos en su variedad”.

Por lo tanto es evidente que el Papa Francisco se ha referido a determinadas disposiciones estatales, no ciertamente a la doctrina de la Iglesia, numerosas veces reafirmada en el curso de los años.

 

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Traduzione a cura di Angela Comelli

PER COMPRENDERE ALCUNE ESPRESSIONI DEL PAPA NEL DOCUMENTARIO”FRANCESCO”

Alcune affermazioni, contenute nel documentario “Francesco” dello sceneggiatore Evgeny Afineevsky, hanno suscitato nei giorni scorsi, diverse reazioni ed interpretazioni. Si offrono, pertanto, alcuni elementi utili, con il desiderio di favorire un’adeguata comprensione delle parole del Santo Padre.

Più di un anno fa, durante un’intervista, Papa Francesco rispose a due domande distinte in due momenti differenti che , nel documentario citato, sono state editate e pubblicate come una sola risposta senza un’adeguata contestualizzazione, il che ha generato confusione. Il Santo Padre aveva fatto, in primo luogo, un riferimento pastorale sulla necessità che, in seno alla famiglia,  un figlio o una figlia con orientamento omosessuale non venissero mai discriminati. A loro si riferiscono le parole: “Le persone omosessuali han diritto a rimanere in famiglia; sono figli di Dio, hanno diritto ad una famiglia. Non si può cacciare dalla famiglia nessuno nè rendergli per questo la vita impossibile”.

Il seguente paragrafo dell’Esortazione Apostolica post-sinodale sull’amore in famiglia Amoris Laetitia (2016), può illuminare tali espressioni: “Con i Padri Sinodali, ho preso in considerazione la sitazione dei familiari che vivono l’esperienza d’avere nel proprio seno persone con tendenze omosessuali, un’esperienza per niente facile nè per i genitori nè per i loro figli. Per questo desideriamo prima di tutto ripetere che ogni persona, indipendentemente dai proprio orientamento sessuale, deve essere rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, cercando di evitare ‘qualunque segno di ingiusta discriminazione’ ed, in particolare, qualunque forma di aggressione e violenza.

Per quanto riguarda le famiglie, si tratta di assicurare da parte loro un accompagnamento rispettoso, perchè coloro che manifestano un orientamento omosessuale possano contare sull’aiuto necessario per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita” ( n°250).

Una domanda successiva dell’intervista era, invece, inerente ad una legge locale di dieci anni fa, in Argentina, sui “matrimoni ugualitari di coppie di persone dello stesso sesso” e l’opposizione ad essa dell’allora arcivescovo di Buenos Aires.

A questo proposito Papa Francesco ha affermato che “è un’incongruenza parlare di matrimonio omosessuale”, aggiungendo che, in quello stesso contesto, aveva parlato del diritto di queste persone ad avere una qualche copertura legale: “Ciò che dobbiamo fare è una legge di convivenza civile; hanno diritto di essere coperti legalmente. Questo è ciò che sostenni”.

il santo Padre si era espresso così durante un’intervista del 2014: “Il matrimonio è tra un uomo ed una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le Unioni Civili per regolarizzare diversi situazioni di convivenze, mossi dall’esigenza di regolare aspetti economici tra le persone, come, ad esempio, assicurare l’assistenza sanitaria. Si tratta di Patti di Convivenza di diversa natura dei quali non saprei fare un elenco delle diverse forme. E’ necessario vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà”.

Pertanto è evidente che Papa Francesco si è riferito a determinate disposizioni statali, non certamente alla dottrina della Chiesa, riaffermata numerose volte nel corso degli anni.