“La” scuola cattolica di Malta ha assegnato un posto da insegnante ad un uomo che si definisce donna

Un articolo di Jeanne Smits, pubblicato su LifeSiteNews, ci racconta un ulteriore passo nella “normalizzazione” della Chiesa di Malta rispetto alle questioni LGBT. Una scuola cattolica confessionale ha ufficialmente aperto le sue porte a una persona transgender molto attiva nella difesa dei “diritti LGBT” per insegnare materie di contabilità ed economia a ragazzi di 13-14 anni.

Mons. Charles Scicluna, dal 27 febbraio 2015 arcivescovo metropolita di Malta e dal 13 novembre 2018 segretario aggiunto della Congregazione per la dottrina della fede, è persona molto ben considerata in Vaticano. Inoltre, la Conferenza Episcopale Maltese ha scritto una delle più avanzate, se non le più avanzate linee guida su Amoris Laetitia. Sulla diocesi di Malta, altri articoli li potete leggere qui e qui.

La traduzione dell’articolo è di Annarosa Rossetto.

"Amanda" Cossai

“Amanda” Cossai

 

Un uomo maltese che ha usato gli ormoni per la “transizione” a donna ha raccontato alla stampa locale la sua “straordinaria” esperienza di quando è stato invitato a insegnare in una scuola della Chiesa come parte della sua formazione universitaria per un master in insegnamento.

“Amanda” Cossai, 27 anni, in una lunga intervista a The Independent di Malta, ha spiegato come gli sono state assegnate lezioni di contabilità ed economia per i ragazzini di 13 e 14 anni.

Secondo un post di Facebook di una docente dell’Università di Malta, è stato quell’ente ad aver scelto per il suo studente una scuola cattolica per completare il curriculum accademico con una esperienza sul campo.

“Lei [sic] è una nostra studentessa e abbiamo fatto del nostro meglio per assicurarci che non ci fossero intoppi nel suo inserimento sul campo. Devo dire che la scuola in cui è stata mandata è eccezionale in questo senso (ossia molto ricettiva alla diversità) ma a livello generale, sia come genitore che come educatrice, posso osservare che le scuole sono molto comprensive e tolleranti, infatti vedono la diversità del proprio personale come una risorsa. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di scuole ecclesiali – che si tratti di religione, sessualità, credenze politiche, razza, ecc. Dopotutto, il personale docente deve riflettere la società in generale”, ha scritto Michelle Attard Tonna in un commento all’intervista di Cossai.

Non è chiaro in quale scuola Cossai sia stata effettivamente mandata, ma solo che era una scuola gestita dalla Chiesa. Le scuole cattoliche a Malta ricevono parziali finanziamenti statali. Un messaggio sulla pagina Facebook di Cossai dello scorso aprile diceva:

“Prima esperienza completa di insegnamento.  Nonostante sia una persona trans che è stata inserita nella scuola della Chiesa, l’amore e il rispetto mostrati dagli studenti e dal personale hanno reso questa esperienza indimenticabile.”

Il riferimento a “LA” scuola della Chiesa sembrerebbe indicare che fosse coinvolta la più prestigiosa scuola cattolica. Secondo alcuni, ciò potrebbe riferirsi alla Scuola Secondaria del Seminario dell’Arcivescovo – il “Seminario Minore”, una scuola superiore per ragazzi che offre le fasi preliminari della formazione sacerdotale.

Ad ogni modo, una scuola cattolica confessionale ha ufficialmente aperto le sue porte a una persona transgender molto attiva nella difesa dei “diritti LGBT” e che ha persino partecipato ad un video pubblicitario per la “Happy Pride Week” trasmesso da The Malta Independent .

Pride advice to 16 yr old self from The Malta Independent on Vimeo.

Nell’intervista, scrive il giornale, Cossai ha chiarito che “gli studenti erano molto accoglienti … era stato deciso che lei [sic] sarebbe stata chiara con loro sul suo essere transgender dal primo giorno in cui li avrebbe incontrati”, dicendo: “Io penso che mi abbiano rispettato molto di più essendo stata sincera.”

Le spiegazioni fornite agli studenti li hanno lasciati in completo silenzio, ma li hanno portati a “finire per parlare di argomenti relativi alle questioni LGBT”, ha osservato Cossai con soddisfazione. Usando parole come “apertura” e “rispetto” – come richiesto dagli “insegnamenti religiosi” – l’insegnante tirocinante ha ammesso di aver parlato del transgenderismo e dell’esperienza di “transizione” durante le lezioni.

Questo non era in contrasto con i desideri della scuola. Secondo The Independent , “al personale è stato detto in anticipo che Amanda era transgender, ma quando è arrivato lì gli hanno assicurato che si voleva cogliere l’occasione come opportunità per presentare qualcosa di nuovo agli studenti”.

“Volevano qualcuno lì per mostrare agli studenti e al personale che essere diversi è ok”, ha detto Cossai. L’unica osservazione fastidiosa evocata nell’intervista è stata una domanda su “qual era il suo nome prima della transizione, che Amanda aveva ritenuto essere troppo personale e cui non aveva voluto rispondere”.

“Lei [sic] ha detto che la domanda probabilmente era innocente in quanto gli studenti erano molto giovani ed ‘è qualcosa che impareranno’. Tuttavia, ha dimostrato il loro interesse nella questione”, ha scritto The Independent .

Qui, la parola “innocente” è da interpretarsi nel senso che un bambino o un adolescente fanno inconsapevolmente qualcosa di male non rendendosi conto che non rispettare pienamente il genere scelto da una persona è qualcosa di brutto.

Cossai ha ammesso che i genitori “potrebbero essere stati del tutto contrari all’idea che i loro figli avessero un insegnante transgender”. Non è chiaro se i genitori siano stati consultati prima che ai loro figli fosse chiesto di seguire le lezioni tenute da un attivista transgender, ma Cossai ha osservato che “il suo obiettivo è quello di cambiare la percezione delle persone, anche se insegnare la sua materia rimane la sua priorità “.

“In generale, il Paese sta progredendo, ha osservato Amanda”, secondo The Independent , “e le leggi aiutano perché le persone sono costantemente esposte all’argomento. ‘Tuttavia, non è tutto così buono come potrebbe sembrare.’”

L’esposizione “costante” sotto la pressione della legge, in questa luce, non può essere vista se non come propaganda deliberata e, in questo caso, una scuola cattolica l’ha aiutata e favorita consentendo ad un insegnante transgender di presentare la situazione come totalmente accettabile.

È stata esercitata una forte pressione su tutte le scuole maltesi affinché “accettassero” il personale e gli studenti “LGBT”, dal momento che Malta si è spostata con incredibile rapidità dall’essere, nell’UE progressista, un’eccezione conservatrice dal punto di vista sociale e profondamente cattolica, al paese “numero uno” tra i 49 membri del Consiglio d’Europa in termini di rispetto dei “diritti umani e di uguaglianza”, secondo una classificazione di ILGA-Europe (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association).

mons. Charles Scicluna, arcivescovo

mons. Charles Scicluna, arcivescovo

L’aborto rimane ancora un reato e il divorzio è stato introdotto a Malta solo nel 2011, ma da allora sono state proposte e approvate una serie di leggi pro-LGBT. Il primo passo è stato la legalizzazione delle Unioni Civili nel 2014 e la legislazione sulla “parità” è sempre più “inclusiva”. Malta è diventata il primo stato membro in Europa a rendere illegale la “terapia di conversione” nel 2016, un evento salutato dalla rivista Time .

“Fino al 2014 non avevamo diritti qui, ma una volta emanate le Unioni Civili, le persone hanno cambiato il loro atteggiamento da un giorno all’altro. Tutti hanno paura dell’ignoto, ma ora hanno visto che non esiste alcuna minaccia per la società, e le unioni tra persone dello stesso sesso vanno bene a tutti.”, aveva osservato un attivista gay in quell’articolo.

La pressione dell’Unione europea sul suo nuovo paese membro – Malta è entrata nell’UE nel 2004 – è stata indicata come la forza trainante dietro questi cambiamenti spettacolari.

Adesso ampie linee guida pubblicate dal Ministero della Pubblica Istruzione a Malta costringono tutte le scuole a tenere conto del genere e dell’ “orientamento” scelti dagli studenti (qualunque sia il loro genere o trans-genere), in totale accettazione dei principi dell’ideologia gender. Le linee guida, disponibili qui , sono considerate un modello di “buone pratiche” dai progressisti.

Anche la Chiesa cattolica di Malta è diventata abbastanza aperta sulle questioni LGBT.

Secondo un articolo del febbraio 2017 pubblicato da New Ways Ministry – un sedicente movimento cattolico pro-LGBT americano – “Il rapido spostamento di Malta sui diritti LGBT è un caso di studio per altre nazioni cattoliche”, come si legge nel titolo del documento.

In esso, gli attivisti gay spiegano: “Siamo un paese cattolico. Ma alla fine la chiesa deve fare i conti [con il cambiamento della società]”. La battaglia persa dalla Chiesa quando il divorzio è diventato legale sembra essere stata cruciale, se non definitiva.

Ha scritto New Ways Ministry:

“Deve essere riconosciuto”, ha detto p. René Camilleri, che i cattolici di Malta “non si possono considerare un pacchetto unico”. Camilleri, vicario episcopale per l’evangelizzazione dell’arcidiocesi di Malta e docente all’università di Malta, in precedenza ha descritto l’insegnamento della chiesa sull’omosessualità come “insensato”. Ha anche affermato che i ministri cattolici “non possono privare [le coppie dello stesso genere] della benedizione che vengono a chiedere”.

Lo stesso articolo parla della “sensibilizzazione positiva dei vescovi del Paese verso le comunità LGBT” e ricorda: “Un sacerdote che ha benedetto gli anelli di una coppia dello stesso genere non è stato punito dal vescovo; infatti, l’arcivescovo Charles Scicluna ha apprezzaato lo sforzo di sensibilità del sacerdote nei confronti delle persone LGBT.” LifeSite ha commentato quell’evento nel 2015 . Sebbene abbia chiesto al sacerdote, il padre domenicano Mark Montebello, di seguire la pratica e la disciplina della Chiesa nel suo ministero, non gli ha imposte sanzioni e questa è stata la “lezione” più straordinaria della vicenda, ha scritto all’epoca New Ways Ministry.

Non ci sono state reazioni né dopo il post di Amanda Cossai su Facebook ad aprile alla fine dell’esperienza di insegnamento nella scuola cattolica, né all’intervista pubblicata il 9 settembre da The Malta Independent .

 

 

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