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La scienza conferma le intuizioni dei filosofi

 

La Sofia Sapienza divina ha disposto tutto “ secondo numero, peso e misura”, afferma la Bibbia; i numeri sono l’archè, spiega Pitagora; le scoperte scientifiche – scrive Galilei nel Dialogo, mostrano «esser la mente umana opera di Dio, e delle più eccellenti»;”; il Premio Nobel per la fisica L. De Broglie: “noi non ci meravigliamo abbastanza del fatto che una scienza sia possibile, cioè che la nostra ragione ci fornisca i mezzi per comprendere almeno certi aspetti di ciò che accade attorno a noi” (L. De Broglie, Fisica e Metafisica, Einaudi, Torino, 1950, p.216).

Ripartiamo da qui, dalla fede che hanno filosofi e scienziati nella possibilità di trovare risposte; dalla scoperta filosofica per cui, con Pitagora, l’ordine cosmico è permeabile al pensiero, che ne illumina la regolarità matematica.

Vediamo cosa ci dice la scienza odierna, che della filosofia è figlia e alla filosofia riconduce. Partiamo dal piccolo: cristalli di neve, all’universo.

Ora vi faccio vedere qualche libro di celebri fisici: Franco Saporetti, Paul Davies, Martin Rees. Ci parlano dell’Universo, del modello standard del Big bang.

Questo universo:

1) ha condizioni iniziali speciali e una velocità di espansione, detta critica, che è da miliardi di anni quella giusta: se si espandesse ad una velocità superiore si disperderebbe, inferiore collassarebbe, in entrambi i casi no stelle, no vita, no osservatori: “Il cosmo, che pure si espande da 15 miliardi di anni con continuo aumento della sua entropia, si trova in uno stato molto ordinato. E’ un vero enigma. Esso implica che nel suo stato iniziale l’universo deve essere stato estremamente ordinato, e quindi in condizioni del tutto speciali e forse governato da qualche principio di simmetria o economia” (J. Barrow)

2) è finemente sintonizzato, per poter essere biofriendly, per poter ospitare il miracolo della vita. Come ha riconosciuto anche Stephen Hawking nel suo bestseller “Dal big bang ai buchi neri”: «Il fatto notevole è che i valori di questi numeri [le costanti fisiche] sembrano essere stati molto finemente regolati per rendere possibile lo sviluppo della vita». Questa sintonizzazione fine, fine tuning, è permessa dai 6 numeri dell’Universo, scelti con assoluta precisione. L’Universo in altre parole è simile ad una cassaforte con 6 manopole: per aprirla bisogna azzeccare tutti i numeri. Ne azzecchiamo 5, e non si apre nulla. O tutti i 6 numeri sono perfettamente sintonizzati, o noi non esisteremmo.

Allora perché mai esiste l’Universo? Perché noi? Tanta precisione, può essere casuale, fortuita, “un fila innumerevoli di colpi di fortuna” coordinati tra loro? Oppure l’universo è pensato e voluto da Dio?

 

Per le 3 puntate precedenti vedere qui.

 

 

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