Solennità dell’Immacolata Concezione
Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria

 

Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria

(Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38)

 

 

di Alberto Strumia

 

Tra le quattro “tappe” del Tempo di Avvento si inserisce, puntualmente come ogni anno, la Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Con materna discrezione la “Madre di Dio”, in questo giorno, ci tranquillizza con la sicurezza del “fatto compiuto”, sul dato di fatto che – pur in un periodo della storia estremamente difficile, carico di incertezze e di paure fondate, per il destino dell’umanità – la Salvezza non ce la dobbiamo costruire da soli, ma si è già compiuta nel piano della Redenzione attuato da suo Figlio, Gesù Cristo. Come Lui stesso ha detto, con le Sue ultime parole, dalla Croce: «Tutto è compiuto!» (Gv 19,30).

Lei lo sa be ne, perché, di questa Salvezza, è la prima destinataria, essendo stata esentata dal “peccato originale” (del quale parla la prima lettura) fino dal suo concepimento nel grembo di sua madre Anna.

«Se riflettiamo sinceramente su di noi e sulla nostra storia, dobbiamo dire che con questo racconto [della prima lettura] è descritta non solo la storia dell’inizio, ma la storia di tutti i tempi, e che tutti portiamo dentro di noi una goccia del veleno di quel modo di pensare illustrato nelle immagini del Libro della Genesi. Questa goccia di veleno la chiamiamo peccato originale» (Benedetto XVI, 8 dicembre 2005).

In lei quella “giustizia originale” che l’umanità intera ha infranto fino dai suoi progenitori, rifiutando il giusto modo di rapportarsi con Dio Creatore («Questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!», Benedetto XVI), non è mai venuta meno, perché così ha voluto il Verbo che in lei si è fatto carne. E lei ha liberamente acconsentito a che quell’Incarnazione avvenisse.

Tutto questo il popolo cristiano lo ha sempre percepito e creduto, in forza di quel senso di fede (sensus fidei) del quale lo Spirito Santo, quasi istintivamente (ex instinctu Spiritus Sancti secondo un’espressione che in san Tommaso d’Aquino ricorre frequentemente) lo ha dotato.

Si tratta di uno di quegli atti di “sovrabbondanza” della Sua Grazia con il quale Dio ha voluto “firmare” la Storia della Salvezza. A rigor di logica poteva bastare che la Madonna ricevesse questo frutto anticipato della Redenzione anche solo in istante dopo il suo concepimento nel grembo di sua madre, per divenire in futuro la purissima Madre del Redentore; cosa che sarebbe già stata un frutto dei meriti della Croce di Cristo, anticipato rispetto al tempo della Sua Risurrezione. Rispetto a noi che riceviamo i frutti della Redenzione a partire dal Sacramento del Battesimo («della sua grazia, […] ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui siamo stati fatti anche eredi»), sarebbe già stata per lei una Grazia comunque anticipata», seconda lettura). Ma Dio non si è accontentato neppure di questo e ha voluto che Sua Madre non fosse neppure sfiorata da una traccia di quell’atto di ingiustizia dell’umanità nei confronti del Creatore, dovendo essere «piena di Grazia» (Vangelo), come le ha detto l’Angelo nel salutarla al momento dell’Annunciazione.

Nel proclamare il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, Papa Pio IX si espresse con queste parole:

«La Chiesa cattolica, che istruita dallo Spirito di Dio, è colonna e fondamento della verità, ha sempre ritenuto come divinamente rivelata e come contenuta nel deposito della celeste Rivelazione questa dottrina circa l’innocenza originale dell’augusta Vergine, che è così perfettamente in armonia con la meravigliosa sua santità e con la sua eminente dignità di Madre di Dio; e come tale non cessò mai di spiegarla, insegnarla e favorirla ogni giorno più, in molti modi, e con atti solenni. Ma questa stessa dottrina, ammessa fin dai tempi antichi, profondamente radicata nell’animo dei fedeli e mirabilmente propagata nel mondo cattolico dalla cura e dallo zelo dei Vescovi, fu nel modo più chiaro professata dalla Chiesa, quando essa non esitò a proporre la concezione della Vergine al culto pubblico e alla venerazione dei fedeli. Con tale significativo atto essa, infatti, mostrava che la Concezione di Maria doveva essere venerata come singolare, meravigliosa, differentissima da quella di tutti gli altri uomini e pienamente santa; poiché la Chiesa celebra soltanto le feste dei santi. È perciò costume della Chiesa, sia negli uffici ecclesiastici, sia nella santa liturgia, usare e applicare all’origine della Vergine le medesime espressioni, con le quali le divine Scritture parlano della Sapienza increata e ne rappresentano le eterne origini; avendo Dio prestabilita con un solo e medesimo decreto l’origine di Maria e l’incarnazione della divina Sapienza.

[Vengono poi elencati i fondamenti scritturistici, patristici e della tradizione della Chiesa sull’argomento]

Perciò, dopo aver offerto senza interruzione, nell’umiltà e nel digiuno, le Nostre private preghiere e quelle pubbliche della Chiesa a Dio Padre, per mezzo del suo Figlio, affinché si degnasse di dirigere e sostenere la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato il soccorso di tutta la corte celeste, e invocato con gemiti lo Spirito Consolatore, per sua ispirazione, a onore della Santa e indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, a esaltazione della fede cattolica, e a incremento della religione cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo: La dottrina, che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli» (Pio IX, Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1854).

Lungo la storia l’istinto del sensus fidei ha insegnato al popolo cristiano a rivolgersi ogni giorno alla Madonna per essere protetti ed tratti fuori dal male che Satana vuole per l’umanità, e che in questi ultimi “anni bui” della storia ci insidia particolarmente. La preghiera del Santo Rosario, ci accompagni e ci faccia compagnia e i santuari mariani siano per noi “luoghi” di ritrovo che ci accolgono anche fisicamente dandoci il senso della materna protezione della Vergine Immacolata.

 

Bologna, 8 dicembre 2022

 

Alberto Strumia, sacerdote, teologo, già docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari.

 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email