Pitirim A. Sorokin

 

La rivoluzione sessuale americana

 

A cura di Leonardo Allodi

 

Pag. 264

Euro 18,00

 

P.A. Sorokin è uno dei massimi esponenti della sociologia culturale del XX secolo. La pubblicazione de La rivoluzione sessuale americana, in prima traduzione italiana, s’inserisce nel quadro di una autentica riscoperta, internazionale e nazionale della sua vasta opera. La vastità e la concretezza della sua analisi storico-sociologica, e, in pari tempo, la portata critica, filosofico-antropologica della sua riflessione fondata sul concetto di “amore creativo altruistico” sono alla base di questo nuovo interesse. Accade oggi, di nuovo, quello che avvenne nel 1968, l’anno della sua morte, quando i giovani sociologi,  al Congresso della American Sociological Association, esponevano sul bavero della giacca una spilla con la scritta: “Sorokinlives”, contro l’establishment accademico di allora.

La rivoluzione sessuale americana analizza in profondità e nella prospettiva della “lunga durata” la società americana degli anni 50’- 60’ del secolo scorso: la società cioè in cui, in modo silenzioso e pressoché inosservato, dice Sorokin, è avvenuta una rivoluzione dagli effetti enormi: “Senza rumorose e pubbliche esplosioni, le sue scene tumultuose sono confinate nella dimensione privata delle camere da letto e coinvolgono soltanto singoli individui.  Non segnata da eventi drammatici su larga scala, non è accompagnata da una guerra civile, da lotta di classe e spargimento di sangue. Non possiede un esercito rivoluzionario per attaccare i suoi nemici. Essa non tenta di rovesciare governi. Non ha grandi leader; nessun eroe la pianifica, nessun ‘politburo’ la guida. Senza un piano né una organizzazione, essa è condotta da milioni di individui, ciascuno agendo per conto suo. Non è stata annunciata in quanto rivoluzione, sulle prime pagine della stampa, o per radio o televisione. Il suo nome è rivoluzione sessuale”, egli dice:  L’“iper-erotizzazione della società” costituisce l’epifenomeno di una autonomizzazione della sessualità che alla lunga la svuota  di un contenuto e di un senso umano autentici e profondi. Ne è derivato quel “nuovo disordine amoroso” che “disfa uno stato, instaura una crisi, propaga uno smarrimento” (A. Finkielkraut), rispetto al quale oggi sempre più si levano analisi critiche preoccupate e incisive. La  “genitalità ossessiva” prodotta da questa rivoluzione ha trasferito, per dirla ancora con Finkielkraut, “il divino in noi dall’anima al ventre”. In pagine geniali e di grande effetto (ad esempio quelle sulla nascita dei cocktail-party), Sorokin analizza le conseguenze sociali di un piacere sessuale completamente privato di ogni regola, mostrando come dall’estrema libertà nasce la tirannia più grave e più feroce. Per Sorokin è necessario recuperare l’idea di un “sano ordine sessuale” fondato sulla “normalità costitutiva di tutti gli esseri viventi”.

  Notevoli le analisi dedicate ai cosiddetti “Deserters”, gli abbandonatori, alla crescente incapacità di mutuo adattamento e alle conseguenze del  declino dell’amore genitoriale:  “Questo inaridimento della forma più forte di simpatia interumana e di attenzione amorevole è dunque gravido di conseguenze tremende. Giacchè se questa sorgente di cura altruistica e aiuto spontaneo  si inaridisce, inaridiscono anche le diverse forme della solidarietà interumana. A lungo andare, una tale società sarebbe progressivamente composta da egoisti centrati su se stessi, incapaci di agire altruisticamente e di essere buoni vicini. Ne deriva una ulteriore intensificazione della lotta per l’esistenza e una moltiplicazione di conflitti interminabili nel nostro tempo. Queste considerazioni d’altra parte suggeriscono che fra le cause dei conflitti senza fine del nostro tempo, l’inaridimento dell’amore genitoriale gioca una parte importante. E che almeno ancora una volta questa sorgente zampilli, in questo sta’ la piccola speranza che la guerra presente di tutti contro tutti possa essere sostituita da relazioni armoniose e pacifiche. Dopo tutto, la carità o l’amore  iniziano a casa, dalla culla del bambino indifeso. Se non vi sono bambini, se non vi sono culle, non possono esserci genitori che amano e che si prendono cura, e non vi può essere una scuola-di-famiglia che insegni ai bambini l’ABC di una condotta di vita altruista verso i propri simili e il mondo intero”.

 

In libreria dall’25 Novembre 2021

Ufficio Stampa Edizioni Cantagalli

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