Ricevo e volentieri pubblico.

 

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Festival-di-Sanremo-2023-(Foto: gettyimages)

 

Iustitia in Veritate, facendo seguito alla diffida preventiva inviata alla RAI e al Comune di Sanremo, ha presentato un esposto all’AGCOM, unendosi così al coro delle sacrosante proteste che si sono levate dopo l’ultima edizione del festival di Sanremo.

Nell’esposto sono stati segnalati i gravi episodi, purtroppo ormai arcinoti, di violazione della normativa vigente, a danno in particolare dei piccoli telespettatori.

L’abito di Chiara Ferragni, che riportava la raffigurazione del suo stesso corpo nudo, unito alla scritta “pensati libera” che la co-conduttrice del festival aveva mostrato su uno scialle precedentemente indossato, ha costituito un inequivocabile messaggio secondo il quale essere liberi significa mostrarsi nudi.

Inutile sottolineare quanto tutto ciò sia tanto diseducativo per i bambini e gli adolescenti, quanto degradante per le donne. Tale scritta sullo scialle ha poi dato l’input ai social, dove sono comparsi i più svariati meme che sostituivano quel messaggio con altri ironici e irriverenti.

La popolare influencer ha poi indossato un gioiello a forma di utero e ovaie che, per sua stessa ammissione, era volto a promuovere a Sanremo i “diritti riproduttivi”.

Tra tali “diritti” rientrerebbero sia l’aborto volontario, che nel nostro ordinamento, salvo determinate eccezioni, è una condotta vietata, sia la procreazione assistita, che costituisce reato nel caso comporti la pratica del c.d. utero in affitto, della clonazione e della cessione illegale di gameti.

Questioni così sensibili non possono evidentemente essere trattate con una tale superficialità e senza un contraddittorio, per giunta in una manifestazione canora che dovrebbe essere essenzialmente di intrattenimento.

Procedendo nella rassegna di quanto accaduto sul palco dell’Ariston, non possiamo non rilevare quanta verità ci sia nel popolare adagio “Chi si somiglia, si piglia”. Infatti, dopo le prodezze della moglie, sono arrivate quelle del marito.

Fedez e Rosa Chemical hanno simulato un rapporto omosessuale (compiendo gesti qualificabili come atti osceni in luogo pubblico) sotto gli occhi della moglie del rapper, presentando così l’infedeltà coniugale come usuale e accettabile e compiendo un altro passo nel percorso di umiliazione della donna già precedentemente intrapreso.

Il tutto, ancora una volta, davanti a un pubblico composto anche da piccoli telespettatori.

La circostanza che i contenuti della trasmissione fossero rivolti anche a un pubblico minorile è stata indirettamente confermata anche dal conduttore della trasmissione, il quale consta che abbia affermato, in conferenza stampa, di volersi rivolgere proprio ai bambini.

Nel bel ritratto di famiglia presentato al grande pubblico di Sanremo, non poteva mancare il nonno, ed ecco arrivare sul palco Fedez, J-Ax e Gianni Morandi che hanno espressamente promosso l’uso di sostanze stupefacenti, vietate dalla legge, davanti a un vasto pubblico di spettatori, anche minorenni. Il “nonno” Gianni Morandi, nella conferenza stampa prima della puntata, riferendosi alla cannabis aveva incredibilmente dichiarato “non l’ho mai provata, devo rimediare”.

Non poteva poi essere da meno la prestazione del giovane Blanco il quale, nonostante abbia tenuto una condotta che costituisce reato, devastando le decorazioni floreali presenti sul set del festival, non è stato né rimproverato, né punito adeguatamente dai responsabili del programma.

Il risultato è stato un altro bel messaggio diseducativo inviato ai minori: quando qualcosa non va come si vorrebbe, sarebbe legittimo sfogare i propri attacchi di rabbia contro qualsiasi cosa ci si trovi davanti, senza badare se si tratti di beni pubblici o altrui.

Concludiamo questa triste rassegna citando quanto dichiarato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: “La voce dei ragazzi reclusi negli istituti penali minorili è arrivata finalmente nelle case di tutti gli italiani grazie al monologo di Francesca Fagnani sul palco di Sanremo. Un testo che ha il merito di aver portato in prima serata le storie complesse, difficili e umane di ragazzi che hanno sbagliato, ma ai quali va data la possibilità di avere un futuro”.

Condividiamo certamente queste affermazioni, ma ci sentiamo di aggiungere che meglio sarebbe stato non veicolare parallelamente sul palco di Sanremo messaggi che rischiano di far diventare i bambini di oggi i reclusi di domani, reclusi nelle dipendenze e nei vizi, se non addirittura nelle patrie galere.

Alla luce di tale quadro completo dell’evento, Iustitia in Veritate sta valutando quali ulteriori azioni intraprendere, secondo quanto in via preventiva comunicato con le diffide legali già inviate alla Rai e al Comune di Sanremo.

Iustitia in Veritate


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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