Un amico e lettore del blog, ma soprattuto amico, mi scrive.

 

Luigi Giussani
Servo di Dio don Luigi Giussani

 

Caro Sabino,

questa estate avevo deciso di leggere il Diario Spirituale di San Claudio de La Colombiere in quanto egli fu il primo apostolo del Sacro Cuore di Gesù, una devozione “d’altri tempi” alla quale sono legato e fu legato da giovane anche il Servo di Dio Mons. Luigi Giussani.

Stavo sfogliando appunto l’agile libretto quando ho avuto una intuizione per il fatto che quel santo francese, gesuita, appuntava molte belle considerazioni sulla sua Regola, evidentemente ignaziana, la quale fu imprescindibile per la sua vocazione, per sostenere il suo apostolato e nei compiti affidatigli da Dio. Allora ho pensato: “Ma io, che sono ciellino, ho una Regola da seguire o no?”.

Intanto la domanda non è banale o fuori luogo, in quanto un movimento cattolico è simile agli Ordini religiosi per molte sostanziali analogie. Entrambi i fenomeni ecclesiastici hanno origine da una personalità carismatica (fondatore), i loro membri si concepiscono dentro una appartenenza reciproca (comunità) e la loro vita di fede ha una specificità riconoscibile (spiritualità).

Queste riflessioni mi tornavano nella mente e nel cuore anche durante la mia visita al Meeting di Rimini, soprattutto durante la mostra e gli appuntamenti da palco che riguardavano la figura di don Giussani. Di questi eventi, le voci del tuo blog più critiche a CL, mi sembra, non hanno dato il giusto risalto ed è stato un peccato visto che è l’anno giusto per capire meglio don Giussani (i 100 anni dalla sua nascita). Ci si è focalizzati sulla analisi storica della manifestazione riminese e sui suoi convegni che invece non sono espressione di CL semplicemente perché… Comunione e Liberazione non è una realtà del mondo!

Già, CL non esiste, nel senso che per la Chiesa – non dimentichiamo che CL è un fenomeno ecclesiale – non esiste nulla di cattolico se non è “incardinato”, sia canonicamente e sia dottrinalmente, con una struttura, finalità e modalità definite. Allora prima serve capire cosa sia CL per parlare di CL, del come era, del come è e del come sarà. Comunione e Liberazione, ossia per la Chiesa adesso e chissà per quanto tempo, non è un centro di formazione religiosa, una pia unione operaia, un gruppo di preghiera, un cammino vocazionale, una cooperativa di volontari, un festival sociale ecc…

Cosa è allora CL? CL è un fenomeno visto come “Movimento” ma in realtà è, cioè esiste o, meglio, prende vita, si comunica e si diffonde nel mondo solo come l’ha intesa storicamente la Chiesa. CL non coincide dunque con il Meeting, né con un’area politica, né con una determinata teologia, né come una falange cattolica nella società, bensì esiste solo in quanto ha un “governo”, un “metodo” ed uno “scopo”, che la Chiesa riconosce e convalida per garantire la trasmissibilità del carisma di don Giussani.

 

Comunione e Liberazione è una FRATERNITA’.

 

Leggere il diario di un santo gesuita mi ha fatto capire una cosa che per me “vale per la vita”: chi desiderasse essere ciellino, per sempre, per vocazione, per amore a Cristo, non può che ripensare al valore della Fraternità, perché essa è la REGOLA per tutti noi, proposta da don Giussani alla Chiesa e convenientemente accettata dalla gerarchia ecclesiale. Almeno ad oggi, per entrare in relazione con il carisma “giussaniano” è indicata la vita della Fraternità di CL. I piani di Dio per gli anni a venire non li conosciamo, è vero, ma non commettiamo sempre quel classico errore di voler cogliere lo “stile” di CL dentro un posizionamento di protesta in piazza, una formazione apologetica, una associazione, impresa sociale, scuola paritaria, impegno politico e culturale. Esistono cose nate dalla Fraternità ma che non sono la Fraternità! Ad essere ancora più precisi sulla Regola ciellina, dettagliata nello statuto della Fraternità e nei testi correlati, è riassunto “solo” l’impegno della preghiera quotidiana, il fondo comune, la Scuola di Comunità e la partecipazione agli Esercizi Spirituali. Addirittura, si può essere iscritti alla Fraternità anche senza conoscere un amico della Fraternità: quanta libertà in questa Regola!

Sia chiaro, dunque, che dire Movimento di CL, o che fa parte di CL, è un approccio “generico”, a volte strumentale. Arbitrariamente di CL ci può essere tutto ma anche niente, può nascere qualcosa come può finire, che può far brillare l’esperienza di Giussani oppure offuscarla perché non esiste fede senza opere: siamo cattolici! Ma l’essere cattolici non può essere legato alla “performance” dell’opera stessa. Con troppa leggerezza si dimentica che per noi ciellini l’unica opera che conta, l’Opera del Movimento, il frutto maturo che interessa alla Chiesa, perché alla Chiesa interessa la salvezza delle nostre anime, è incrementare la fede attraverso la Fraternità di Comunione e Liberazione secondo la volontà e lo spirito di don Giussani (e non di altri) con garante la Santa Chiesa.

Ecco allora la risposta alla mia iniziale domanda. Claudio de La Colombiere non sarebbe un santo senza la Regola di S. Ignazio ed io, se mi sento ancora ciellino, per conquistare la mia santità, ho davanti la Regola approvata dalla Chiesa: l’impegno dentro la Fraternità.

Dal 1982, la Chiesa ha approvato, per noi ciellini, quella Fraternità, cioè quella Regola. In futuro, non si possono escludere altre iniziative dello Spirito Santo se qualcuno volesse vedere in don Giussani un padre fondatore, o ispiratore. Però sia chiaro: Comunione e Liberazione non è una manifestazione pubblica, né un gruppo di amici che si autocertificano come veri eredi del carisma, né un seguire un “pezzo grosso” del Movimento. Forse, per fragilità o troppa idealità, qualcuno sarà stato segnato a vita da CL solo per averne percepito la trama di amicizia, i rapporti familiari, l’impegno nella realtà, nella educazione ma… Comunione e Liberazione è una Fraternità in Cristo, da vivere, sostenere e partecipare. Perché don Giussani parlava sempre e solo di Cristo mentre le opere le lasciava alla libera iniziativa e creatività.

Per tanti anni non ho avvertito il richiamo al “NOI della Fraternità” come strada di appartenenza a Cristo, bensì il “disco rotto” sullo sforzo erculeo di un “IO” di fronte al mondo. Questo è l’unico errore di impostazione che tanti hanno commesso! Ma le cose stanno cambiando, io sto cambiando! Forse perché tocca a me, ciellino, parlare di Cristo, vivere di Cristo, testimoniare Cristo, secondo la Regola approvata dalla Chiesa ed offrire, soffrendo, secondo le intenzioni del Cuore Divino di Gesù, ogni azione per la salvezza degli uomini: come farebbero S. Claudio e don Giussani!

A presto Sabino!

Ciao

Antonio La Peruta

 


 

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