Pietro da Cortona, Il trionfo della Divina Provvidenza, 1633-1639, affresco. Roma, Palazzo Barberini, Salone dei Ricevimenti
Pietro da Cortona, Il trionfo della Divina Provvidenza, 1633-1639, affresco. Roma, Palazzo Barberini, Salone dei Ricevimenti

 

 

di Brunella Rosano

 

Ho già scritto altre volte su questo blog del dottor Sergio Brancatello, un medico di base un po’ scomodo, controcorrente, di una specie in via di estinzione! Ancora un po’ e mi nomina sua “biografa ufficiale”!!

È una di quelle persone conosciute durante questo periodo “sospeso” tra la realtà e l’incubo, tra la speranza che arrivi la fine e la paura che i “burattinai” ci abbiano preso gusto a farci vivere nella paura e meditino nuove minacce….

È stato veramente un periodo strano in cui si sono “evaporati” tanti rapporti che pensavamo eterni e se ne sono creati altri, a volte solo virtuali, che si sono via via rinsaldati in amicizie profonde, senza fronzoli.

Ecco, forse quanto vissuto in questi anni diciamo “difficoltosi” è servito a renderci consapevoli dell’essenzialità. Abbiamo eliminato i fronzoli, anche nei rapporti interpersonali, siamo più diretti. Ci siamo accorti che “il tempo si fa breve”. Succedono tanti imprevisti che di fatto aumentano il senso di precarietà e allora è giusto eliminare i famosi “rami secchi”.

Il dottor Sergio Brancatello è un frutto buono di questo periodo: ogni tanto ci facciamo vivi con un messaggio, un video interessante, sappiamo che “ci siamo”, e non è cosa da poco! Naturalmente il mio giudizio è di parte. Mi basta sapere che un medico non si sia adagiato nel protocollo (parola odiosa) tachipirina e vigile attesa per considerarlo un eroe, un buono “a prescindere”!

Alcune mattine orsono, dopo il caffè e un po’ di preghiere del mattino, controllo il cellulare e trovo un suo messaggio, che vi riporto:  

      

Avevo tre anni, nel 1960, quando decisi che da grande avrei fatto il medico. Non sapevo veramente cosa significasse, ma una vocina nella testa, mi suggeriva che quella sarebbe stata la mia missione. Tutti ne abbiamo una, l’ho capito solo dopo tanto tempo, ma molti inspiegabilmente lo ignorano.

Per me fare il medico significava salvare le vite, amare il prossimo, mettere il paziente al primo posto. Non è stato mai così facile. Ho studiato duramente nonostante al momento dell’iscrizione, nel 1975, mia madre a soli 49 anni si ammalò di “leucemia mieloide acuta” e mi dissero che avrebbe avuto pochi mesi di vita. Fortunatamente visse ancora qualche anno grazie al primario di ematologia dell’ospedale Cervello di Palermo, prof. Caronia, e al suo vice, dott. Mirto, genero di Mauro De Mauri.

Non sono riuscito a laurearmi in 6 anni, preferii stare vicino a mia madre per anni, sia a casa che al capezzale del suo letto d’ospedale. L’ho accompagnata sino al momento in cui ha lasciato il suo giovane vestito malato per passare in un’altra dimensione.

L’anno dopo la sua morte mi sono laureato superando in pochi mesi 18 materie, tutte le cliniche. La missione era quella di aiutare gli altri. Così sono stato medico di guardia medica e di base, direttore sanitario della marina e, dal 2001 medico 118 e di pronto soccorso.

Nel 2021, dopo 36 anni di attività, sono stato perseguitato dall’Asl Cn1 perché non avevo adoperato Tachipirina e vigile attesa, ma semplicemente curato con amore e guarito migliaia di persone, tutte gratuitamente, saltando i pasti, senza dormire. Per chi detiene un potere effimero che gli verrà tolto molto presto, ciò era una grave colpa. Mi hanno decurtato prima il 20% dello stipendio, poi il mese dopo addirittura il 100%. Quando lo seppi presentai immediatamente le mie dimissioni: il tempo di lavorare per un padrone scellerato era finito. Pensavo di fare un salto nel buio ed invece feci un salto nella luce divina. Grazie al passaparola migliaia di persone da tutto il mondo mi hanno cercato per essere curati, ero un semplice medico; e adesso, dopo 46.000 persone curate e guarite sono sereno e mi rendo conto che quelle dimissioni sono state la chiave per compiere la mia vera missione.

Adesso, da 18 mesi, mi occupo di reazioni avverse da siero maledetto; ho seguito circa 8000 pazienti e sono diventato medico di fiducia di oltre 9000 persone sia in Italia che in altri 42 paesi del mondo. Non sono stato scelto per comodità ma per fiducia, una cosa molto gratificante. per questo motivo sono odiato da molti miei colleghi che non riuscirebbero a fare altro e sono costretti a lavorare per l’Asl. l’invidia è una brutta cosa.

In un mondo parallelo il presidente Sergio Mattarella mio concittadino, mi avrebbe premiato con una medaglia, così come i colleghi Andrea Stramezzi, Massimo Citro, Barbara Balanzoni, Amici, ma in questa vita “assurda” dove tutto sembra capovolto, non funziona così.

Gli eroi sono quelli che si sono schierati con il male, che dicono stupidaggini in TV e pretendendo di spacciarle come verità, gli eroi sono quelli che non hanno timore di uccidere. Ma come fa la massa a non capire?

Comunque, non mi sono mai abbattuto, anche se qualche momento di tristezza c’è stato, tristezza per come funziona adesso quello che io consideravo il mio mondo, quello dove sembra andare tutto il contrario. Comunque, a fronte alta, sto cercando di completare la mia missione prima che il signore mi richiami nella dimensione da cui provengo.

 

Perché ho ripreso questo messaggio e ve l’ho comunicato? Per un motivo molto semplice: perché è la dimostrazione pratica che “quando Dio chiude una porta è per aprire un portone” (cit. dal film “Tutti insieme appassionatamente”. Sono molto orgogliosa di queste citazioni così colte!).

A volte sembra che il mondo ci caschi addosso con tutte le disgrazie possibili ed immaginabili, che non ci siano più vie di uscita, soluzioni per una situazione disperata ……. Ed invece, se ci fidiamo della Provvidenza le cose si aggiustano e a volte migliorano addirittura la nostra vita. Il grosso problema è che ai nostri giorni, avendo messo in dubbio il senso del divino, cioè abbiamo bellamente estromesso Dio dalla nostra vita, è molto difficile “affidarsi”. Preferiamo riporre la nostra fiducia in altre persone, soprattutto se “potenti”, preferiamo porre la nostra speranza in un “siero magico” contrabbandato come vaccino, ma non affidarci al buon Dio e alla Provvidenza. E così restiamo nuovamente delusi. Perché le persone importanti pensano agli affari loro (emblematica l’intervista al signor Draghi che confessa di aver “preso parte alla recita del Covid); le inoculazioni sperimentali si rivelano per quello che sono: inefficaci e inutili perché non impediscono né il contagio né la malattia, e spesso sono addirittura dannose! Non avete notato l’aumento di mortalità improvvisa soprattutto tra le fasce giovani della popolazione? Basta documentarsi e smetterla di seguire gli imbonitori della TV pubblica e privata e i giornali di “regime”.

In effetti da anni la nostra fiducia è stata messa a dura prova. Pensate al crollo di elettori che pur avendo il diritto di votare snobbano le elezioni politiche, amministrative… e non vanno neanche al mare, come si diceva una volta. Costa troppo la benzina, meglio fare un giro al supermercato dove fa pure caldo… Possibile che chi “comanda” non se ne rende conto? Possibile che chi viene eletto, e viene eletto con una minoranza di cittadini, non se ne preoccupi? Ma chi credono di rappresentare? I soci della bocciofila “Mariuccia”??

Non ci fidiamo più. Punto. È presto detto, troppe parole, troppe promesse, ma all’atto pratico degli interessi del “popolo sovrano” non frega a nessuno. Scusate il termine poco elegante.

“Beato l’uomo che confida nel Signore” recitava il Salmo una mattina. Non dubito che sarebbe meglio per la nostra vita se ci affidassimo di più a Lui. Come dice la celebre fiction della RAI: “Che Dio ci aiuti”! (altra citazione decisamente colta!)

Vero è che di questi tempi confusi e capovolti, abbandonati dal buon senso, neanche più i preti ci indicano la retta via, sostengono la nostra speranza indirizzandoci verso ciò per cui vale la pena vivere. Sono più preoccupati di salvare il pianeta che le nostre anime, ci raccomandano di non inquinare non di pregare, stravolgono addirittura il significato della Quaresima pur di aderire al pensiero unico dominante! L’Osservatore Romano anziché il colore viola, che è il colore liturgico della Quaresima, ha bordato le pagine di verde! Mi vien da piangere! Nella nostra Parrocchia siamo fortunati: don Roberto ha parlato della Quaresima come Dio comanda, come periodo di conversione per prepararci alla Pasqua. Ma quanti avranno fatto il solito “pippone” seguendo le indicazioni del giornale del Papa?

È facile scoraggiarsi, soprattutto quando si è soli. Ecco perché è importante aggrapparsi con le unghie e con i denti a quelle persone, quegli amici che ci aiutano a intravvedere il lumicino che fumiga, debole, piccino, ma che c’è. Anche se quegli amici sono virtuali, o sono carnali, nel senso che li conosciamo personalmente, in carne e ossa, ma sono lontani. La tecnologia, grazie a Dio, ci permette di stare collegati e sostenerci. È dal 2020 che ogni sera ci colleghiamo in zoom e recitiamo il rosario, a volte lancia il link Antonio, a volte Margherita, alcune sere siamo pochini. Altre sere alcuni di più, si fa come si può con i propri impegni di lavoro, di famiglia. E anche se non riusciamo a collegarci sappiamo che qualcuno c’è e prega anche per noi, dal Piemonte, da Milano, Arezzo, Siena, San Marino, Bari……

E anche questa è PROVVIDENZA! Un aiuto concreto, tangibile, perché nulla è più importante della preghiera.

E con questo Mike Baxter chiude, (altra citazione colta da “L’uomo di casa”!)

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments