La Pontificia Accademia delle Scienze, governatori dalla regione Pan-Amazzonica e ufficiali dalle Nazioni Unite erano insieme per firmare una dichiarazione di impegno allo sviluppo sostenibile in Amazzonia in Vaticano il 28 Ottobre. La dichiarazione poco pubblicizzata consiste in 14 impegni a “costruire insieme soluzioni efficaci per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”.

Ce ne parla Edward Pentin in questo suo articolo pubblicato sul National Catholic Register e tradotto da Riccardo Zenobi. 

 

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo (foto: Daniel Ibáñez/CNA)

 

La Pontificia Accademia delle Scienze, governatori dalla regione Pan-Amazzonica e ufficiali dalle Nazioni Unite erano insieme per firmare una dichiarazione di impegno allo sviluppo sostenibile in Amazzonia in Vaticano il 28 Ottobre.

La poco pubblicizzata dichiarazione, firmata presso la Casina Pio IV, sede dell’Accademia, consiste in 14 impegni a “costruire insieme soluzioni effettive per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”. Il National Catholic Register (NCR) ha richiesto una copia e ne ha ricevuta una dal segretario della Pontificia Accademia delle Scienze.

Il meeting era intitolato “Primo summit dei governatori amazzonici – vie e impegni per lo sviluppo sostenibile in Amazzonia”.

L’Accademia ha detto che una seconda intenzione dell’incontro era di “aprire un dibattito” per trovare vie per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile – una iniziativa dell’ONU indirizzata a combattere la povertà, aumentare la salute e l’educazione, ridurre l’ineguaglianza e fermare il cambiamento climatico entro il 2030.

Gli obiettivi includono anche assicurare “accesso universale ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, compresa la pianificazione famigliare, informazione ed educazione, e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e programmi nazionali”.

Questo patrocinio per i “servizi di salute sessuale e riproduttiva” e per la “salute riproduttiva” – termini che nell’ambito ONU sono stati interpretati come includenti la fornitura [del servizio] dell’aborto – non è menzionato nelle dichiarazioni dei governatori. Invece, tutti gli impegni sono di natura temporale riguardanti l’ambiente, la scienza e questioni socioeconomiche.

Il primo è di “enfatizzare la fondamentale importanza” del Sinodo Pan-Amazzonico appena concluso e di “difendere i vari orientamenti forniti” nel documento finale pubblicato il 26 ottobre  – un documento che non ha peso dottrinale ma serve come strumento a papa Francesco per scrivere l’esortazione apostolica post-sinodale.

Altri obiettivi sono impegni nella “green economy”, costruendo un “nuovo modello di sviluppo sostenibile” basato sulla valorizzazione di “tradizioni ambientali, inclusione socio-economica e rispetto per la cultura dei popoli amazzonici”, e chiamate per “rafforzamento” dei locali governatori, organizzazioni e iniziative amazzoniche.

La dichiarazione promuove anche l’espansione dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, maggiore cooperazione internazionale, e richiami a “zero deforestazioni illegali” e per “significative risorse” da dare a iniziative locali. Le aziende sono anche pressate a “controllare le loro catene di rifornimento” per evitare “nuove forme di schiavitù”. I sottoscrittori richiedono anche, per la “crisi umanitaria e climatica” mondiale impegni per “rapide, integrate e urgenti azioni”.

I firmatari includono il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, governatori dalle regioni del Brasile e del Perù, e rappresentanti di due gruppi di patrocinio che co-sponsorizzano il meeting con la pontificia accademia: ‘Interstate Consortium for Sustainable Development of the Legal Amazon’ ed ‘Amazon Sustainable Development Solutions Network’ (SDSN-A).

Due ufficiali dell’ONU erano presenti: Alexis Arthur, program officer e support per la task force forestale e climatica al programma sviluppo ONU (UNDP), e Charles Ian McNeill, senior adviser alle foreste e al clima, programma ambientale ONU (UNEP).

La dichiarazione si conclude proponendo che il summit diventi un “forum permanente di discussione”. Uno dei governatori ha suggerito che il prossimo meeting prenda luogo nel suo stato.

Durante il meeting del 28 ottobre, i governatori hanno espresso desiderio di collaborare con la Chiesa ed ogni organizzazione che voglia preservare l’Amazzonia, ma secondo quanto riferito hanno espresso la loro opposizione al presidente brasiliano Jair Bolsonaro e alle sue posizioni sull’ambiente e l’Amazzonia, in particolare il suo supporto per l’estrazione mineraria e agricoltura estensiva nella regione.

Un rappresentante ministeriale del governo Bolsonaro che era presente al meeting, secondo quanto riferito, ha espresso la sua opposizione all’asserzione che l’ambiente è in crisi. È stata un’aggiunta significativa in quanto i governatori dipendono dai finanziamenti federali per progetti ambientali.

Infatti, a fianco degli obiettivi elevati della dichiarazione, uno scopo soggiacente del meeting era finanziario, specialmente in quanto alcune fonti esterne sono prosciugate. Dopo il summit Vaticano, alcuni dei governatori sono andati a Berlino per cercare fondi.

“Sono venuti per chiedere denaro”, una fonte vaticana ha detto al Register, mostrando che molti dei governatori venivano da partiti socialisti. Uno di loro, Flavio Dino dello stato del nordest del Maranhão, è un membro del principale partito comunista brasiliano, il PCdoB, che sostiene posizioni radicali diametralmente opposte agli insegnamenti della Chiesa.

Uno dei loro membri, Jandira Feghali, era uno dei sei politici di sinistra invitati ad un meeting a Roma parallelo al sinodo di Ottobre, nonostante le sue visioni fortemente pro-aborto e la sua opposizione ad una legge che condanna l’infanticidio nelle tribù amazzoniche.

Queste differenze di vedute sono state evitate, anche quando, durante il meeting di lunedì, Dino ha chiesto al vescovo brasiliano Sebastião Lima Duarte di Caxias, Maranhão, di fare un intervento. Il vescovo, che ha preso parte al sinodo, ha concordato con tutto ciò che Dino ha detto nel suo intervento, secondo la fonte.

“I partecipanti non hanno detto nulla su questioni teologiche o sul tema dell’aborto, perché la sinistra, quando tratta con la Chiesa, non menziona mai questi temi, preferendo invece parlare di ambiente – il tema che può portare loro e papa Francesco insieme”, ha detto. “La sinistra proverà ad usare membri della Chiesa per avanzare il suo programma politico”, ha aggiunto, menzionando che vogliono anche “usare questa opportunità per aumentare il loro profilo internazionale e finanziare i loro progetti”.

Il cardinale brasiliano Claudio Hummes, relatore generale al sinodo pan-amazzonico, è intervenuto all’incontro. Secondo le fonti, il suo intervento si basava solo su questioni temporali invece che sovrannaturali, con preoccupazioni ambientali e i diritti dei popoli indigeni come punto focale.

Questi incontri non sono rari per la pontifica accademia, che ha tenuto 13 conferenze su temi ambientali dal 2013, spesso portando persone con visioni diametralmente opposte a punti chiave dell’insegnamento della Chiesa ma con preoccupazioni ambientali. “Il Vaticano questi giorni sembra più preoccupato di salvare il mondo invece di anime”, ha detto una fonte vicina alla Santa Sede.

Il NCR ha chiesto al vescovo Sánchez ulteriori dettagli sull’incontro, compreso se i partecipanti incorporerebbero l’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco prevista per la fine dell’anno, e come il Vaticano intende lavorare con l’ONU su questioni ecologiche nel futuro. Il vescovo Sánchez ha detto di essere troppo occupato per rispondere.

 

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