Una notizia interessante dagli USA: da decenni il mondo pro-life denuncia le origini eugenetiche della mentalità abortista, in particolare della sua più grande paladina Margaret Sanger, fondatrice della Planned Parenthood, la più grande catena di abortifici degli USA e del mondo, oltre che centro di torbidi affari intorno ai corpicini dei feti abortiti.

Oggi la Planned Parenthood di New York ha deciso di rimuovere il nome della fondatrice dalla propria struttura cittadina perché legata al razzismo e all’eugenetica.

Questo avviene sull’onda del movimento di revisionismo storico legato al fenomeno sociale “Black Lives Matter” che ha deciso di cancellare legami con il passato razzista e colonialista degli Stati Uniti ma più spesso ha cercato la cancellazione anche di radici semplicemente “bianche”, “europee” e “cristiane” ritenute espressione di un generale suprematismo bianco.

C’è da dire, rispetto ad altre figure storiche oggi “cancellate”, che separare Margaret Sanger e l’aborto dall’eugenetica e dal razzismo è un’operazione di ripulitura superficiale che non intacca il profondo legame tra questa ideologia e l’aborto come i dati dimostrano: su 19 milioni di bambini abortiti dalla Roe contro Wade (sentenza che nel 1973 ha liberalizzato l’aborto negli USA), più di un terzo sono della comunità afro-americana (a fronte di una popolazione nera che rappresenta circa il 12-13% della popolazione complessiva).

Vi raccontiamo di questa decisione nell’articolo del New York Times (di cui ovviamente non condividiamo l’entusiasmo che esprime i cosiddetti “diritti riproduttivi”) tradotto da Annarosa Rossetto.

 

Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood

Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood

 

Il gruppo rimuoverà il nome della pioniera dei diritti riproduttivi da una clinica di Manhattan e riconsidera il proprio punto di vista sul ruolo della fondatrice.

 

La Planned Parenthood di New York martedì scorso ha dichiarato che rimuoverà il nome di Margaret Sanger, fondatrice dell’organizzazione diffusa in tutta la nazione, dalla sua clinica di Manhattan a causa dei suoi “nocivi legami con il movimento eugenetico”.

La Sanger, infermiera della sanità pubblica che ha aperto la prima clinica per il controllo delle nascite negli Stati Uniti a Brooklyn nel 1916, è stata a lungo lodata come icona femminista e pioniera dei diritti riproduttivi.

Ma la sua eredità include anche il sostegno all’eugenetica, una convinzione ormai screditata nel miglioramento della razza umana attraverso la selezione riproduttiva, spesso rivolta a persone povere, disabili, immigrati e persone di colore.

“La rimozione del nome di Margaret Sanger dal nostro edificio è un passo sia necessario che tardivo per fare i conti con la nostra eredità e riconoscere il contributo della Planned Parenthood al danno  storico fatto alla procreazione all’interno delle comunità di colore”, ha affermato in una dichiarazione Karen Seltzer, presidente del consiglio di amministrazione della consociata di New York.

Il gruppo sta anche parlando con i responsabili della città per sostituire il nome della Sanger su un cartello stradale che è stato messo vicino ai suoi uffici in Bleecker Street da più di due decenni.

La Sanger è recentemente finita in un elenco sempre in aggiornamento di personaggi storici le cui eredità culturali sono state riviste in questo periodo sia per le diffuse proteste contro il razzismo del sistema sia a causa di una pandemia che ha messo in luce disuguaglianze razziali ed economiche nei servizi sanitari.

La Princeton University ha dichiarato il mese scorso che avrebbe rimosso il nome del presidente Woodrow Wilson dalla sua scuola di politica pubblica e da una residenza universitaria a causa delle sue opinioni segregazioniste. Solo quattro anni fa, i fiduciari di Princeton avevano votato contro una simile mossa.

La Planned Parenthood Federation of America, l’organizzazione nazionale, ha difeso la Sanger in passato, citando il suo lavoro con i leader neri negli anni ’30 e ’40. Recentemente, nel 2016, il gruppo ha pubblicato una scheda informativa in cui affermava che mentre condannava alcune delle sue convinzioni, la Sanger era stata per lo più ben intenzionata nel cercare di rendere il controllo delle nascite accessibile alle comunità di poveri e immigrati.

L’organizzazione nazionale dichiarava in un foglio informativo di non approvare la decisione della Sanger di parlare ai membri del Ku Klux Klan nel 1926 in un tour in cui cercava di diffondere il suo messaggio sul controllo delle nascite.

Ha inoltre condannato il suo sostegno alle politiche di sterilizzazione delle persone con disabilità che non potevano essere curate; al divieto nei confronti degli immigrati con disabilità; e per aver sostenuto la “collocazione dei cosiddetti analfabeti, poveri, disoccupati, criminali, prostitute e tossicomani in fattorie e spazi aperti per tutto il tempo necessario al rafforzamento e allo sviluppo della loro condotta morale”.

In una dichiarazione, l’organizzazione centrale ha affermato di sostenere la decisione del gruppo di New York di eliminare il nome della Sanger dalla clinica. Non vi è alcuna insegna sull’edificio, ma era comunemente identificato sia dai dipendenti che pubblicamente con il nome della Sanger. Ora sarà noto come Manhattan Health Center.

“Planned Parenthood, come molte altre organizzazioni che esistono da un secolo o più, sta facendo i conti con la nostra storia e sta lavorando per affrontare le disuguaglianze storiche per servire meglio i pazienti e la nostra mission”, ha detto Melanie Roussell Newman, portavoce del gruppo nella sua dichiarazione.

La Sanger ha ancora difensori che affermano che la decisione di ripudiarla è priva della sensibilità per il contesto storico.

Ellen Chesler, un membro anziano del Roosevelt Institute, un think tank, autrice di una biografia della Sanger e del movimento anticoncezionale, ha affermato che mentre il paese sta attraversando un vasto cambiamento sociale e riconsiderando personaggi di spicco del passato, le opinioni della Sanger sono state male interpretate.

All’epoca il movimento eugenetico aveva un ampio sostegno sia nei circoli conservatori che in quelli progressisti, ha detto la signora Chesler, e la Sanger era esattamente in quest’ultimo campo. Respingeva la convinzione di alcuni eugenisti secondo cui le famiglie bianche della classe media avrebbero dovuto avere più figli di altre, ha affermato la Chesler.

La Sanger, piuttosto, credeva che la qualità della vita di tutti i bambini potesse essere migliorata se i loro genitori avessero avuto famiglie più piccole, ha detto la Chesler, aggiungendo che la Sanger credeva che i neri e gli immigrati avessero il diritto a quel tipo di vita migliore.

“I suoi motivi erano l’opposto del razzismo”, ha detto la signora Chesler, citando le relazioni della Sanger con importanti leader neri come W.E.B. Du Bois, uno dei fondatori della N.A.A.C.P.

La Planned Parenthood di New York, che si è formata con la fusione a gennaio di cinque centri di area, è ora la più grande affiliata del gruppo nazionale e vuole dare un riconoscimento alle donne nere e alle altre che hanno sostenuto il movimento per la giustizia riproduttiva, ha affermato Merle McGee, responsabile della “Equality” e delle assunzioni del gruppo di New.

La decisione di eliminare il nome della Sanger dalla clinica crea un insolito allineamento tra il gruppo di New York e i conservatori anti-abortisti come il senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas, e Ben Carson, il segretario federale per l’edilizia, che hanno indicato l’appoggio all’eugenetica della Sanger per criticare la Planned Parenthood e la sua mission.

La signora McGee ha detto che il gruppo non può preoccuparsi di come personaggi conservatori potrebbero reagire a questa mossa, che ha descritto come una risposta alle preoccupazioni delle pazienti e delle persone di colore.

“Non la cancelleremo”, ha detto la signora McGee. “Se la cancelliamo, non possiamo fare i conti con lei.”

Lo sforzo della consociata di New York per rinnegare la Sanger arriva durante un periodo di tumulti interni, incluso la recente espulsione della direttrice esecutiva, Laura McQuade, in parte a causa delle lamentele per aver maltrattato i dipendenti neri.

La signora McGee ha detto che non c’è alcun legame tra l’uscita della McQuade e la decisione di rimuovere il nome della Sanger. La mossa, ha detto, è nata da uno sforzo intrapreso tre anni fa per affrontare il razzismo interno e migliorare le relazioni con gruppi guidati da donne nere che erano diffidenti nei confronti della Planned Parenthood a causa delle sue origini. Dei 22 membri del consiglio della consociata di New York, uno è nero, due sono asiatici e due ispanici.

“La più grande preoccupazione riguardo Margaret Sanger è il suo sostegno pubblico ad una concezione eugenetica della Medicina radicata nel razzismo, nel classismo e nell’esclusione dei disabili”, ha affermato la McGee.

La Sanger ha fondato il suo movimento a New York ed il suo nome è ricordato in diversi luoghi della città. La sua ex clinica, sulla West 16th Street, è stata nominata monumento storico nazionale nel 1993. Lo stesso anno, il Consiglio Comunale ha votato per nominare l’angolo di Mott e Bleecker Streets “piazza Margaret Sanger”. La  Planned Parenthood di  New York ha fatto pressioni per la designazione dopo il trasferimento  dei suoi uffici lì.

L’annuncio del gruppo martedì si è concentrato sull’attuale edificio e sull’intitolazione stradale.

Un rappresentante del gruppo, raccontando una storia spesso ripetuta ma non confermata, nel 1993 disse ai leader della città che era giusto onorare la Sanger nella zona, dato che aveva contribuito ad avviare il movimento anticoncezionale nelle vicinanze del Lower East Side.

Secondo la storia, la signora Sanger avrebbe curato una donna di nome “Sadie Sachs”, che aveva abortito. Sadie aveva chiesto a un medico come poteva evitare di avere un altro bambino e il medico le aveva raccomandato l’astinenza. Qualche mese dopo, la signora Sanger era stata chiamata nuovamente a curare Sadie dopo che aveva avuto un altro aborto ed essa era morta tra le braccia della Sanger.

La Sanger ha aperto numerose cliniche, inclusa una ad Harlem. Ha portato avanti la battaglia per i diritti riproduttivi, anche dopo essere stata arrestata e mandata in prigione per l’apertura della sua prima clinica, nella sezione Brownsville di Brooklyn.

 

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