di Alessia Battini

 

 

“Io sono un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista
sono il nuovo conformista.”

Giorgio Gaber, “Il conformista”

 

Ambientalista, antirazzista, femminista e cattocomunista: questi sono alcuni degli aggettivi che Gaber usa per descrivere il “nuovo conformista”. L’artista nei suoi testi ne aveva letteralmente una per tutti, ma come dargli torto?!

Le etichette da lui usate per descrivere i sostenitori del pensiero maggioritario nel nostro Paese alla fine degli anni “90 potrebbero valere anche oggi: la situazione, infatti, non è migliorata da quando fu scritto il brano, semmai è peggiorata.

Il movimento ambientalista, se prima combatteva contro i mulini a vento per evitare l’estinzione di specie animali e sollevava l’attenzione popolare al tema del disboscamento, oggi impone prese di posizione prive di ogni logica. Ci viene detto di non procreare, di passare all’utilizzo di fonti di energia rinnovabile insufficienti a far funzionare uno Stato industrializzato, di introdurre leggi che limitano la libertà del singolo cittadino, costretto ad acquistare una nuova automobile apparentemente meno inquinante (la produzione e lo smaltimento delle batterie delle auto elettriche sono processi che di ecologico hanno ben poco) e a ristrutturare la propria abitazione per diminuire i consumi. L’ultima follia è la previsione della chiusura degli allevamenti per passare a un’alimentazione a base di insetti: un progetto di scardinamento delle tradizioni culinarie nazionali e locali in nome di una società globale, o per lo meno Occidentale, appiattita ai comandi di sedicenti scienziati. A tutti questi sforzi da parte nostra, corrisponde la possibilità per i Paesi in via di sviluppo di perseverare nell’utilizzo del carbone per le attività industriali; la Cina, ormai diventata leader mondiale nel mercato delle esportazioni, rientra ancora in questa categoria. Forse, ad alcuni “ambientalisti” fa comodo che ci siano Stati dove si può continuare a produrre in grande quantità a costi ridotti, mentre l’Europa collassa sotto il peso di un ecologismo messo in discussione da un numero sempre maggiore di scienziati, ovviamente disprezzati e screditati.

Il movimento antirazzista, se prima promuoveva la parità tra persone di etnie differenti e l’integrazione degli immigrati regolari intenzionati a trovare un lavoro, oggi difende l’immigrazione clandestina e i trafficanti di esseri umani. Le morti avvenute in mare nell’ultimo periodo vengono fatte pesare sulla coscienza del Ministro degli Interni invece che sugli scafisti, che trasportano quantità esorbitanti di persone su barchette fatiscenti, sperando che arrivi una qualche imbarcazione di ONG che, dopo aver sfiorato le coste di Malta e aver navigato a poca distanza dalla Spagna, pretende comunque di approdare in Italia. Se, a suon di proteste dei buonisti che hanno invaso il nostro Parlamento, la nave attracca e i migranti sbarcano, gli stessi buonisti si disinteressano della fine che faranno queste persone. Nel migliore dei casi riescono a ottenere i documenti necessari per trovare un lavoro e integrarsi, ma purtroppo in gran parte finiscono nelle mani della criminalità organizzata, chiusi in baraccopoli e costretti a lavorare nei campi in cambio di un salario misero; alcuni riescono a risalire la Penisola per stabilirsi nelle città italiane, bivaccando, entrando in giri criminali per conto dei quali si ritrovano a spacciare sostanze stupefacenti, creando situazioni di violenza, degrado e insicurezza nei cittadini. Sembra quasi che questa situazione poco definita faccia comodo a entrambe le facce della politica italiana, che possono così continuare a fingere accanite discussioni, senza mai dover mettere sul tavolo possibili soluzioni concrete al problema. Sarà che, con la scusa di integrare il calo demografico nel nostro Paese (incentivato dall’assenza di normative a tutela della maternità), si voglia mettere in atto un progetto di sostituzione etnica e culturale (e magari anche religiosa)?

Il movimento femminista, se prima difendeva i diritti delle donne, con diversi scivoloni, tra cui il diritto d’aborto, le quote rosa e la dichiarazione di una surreale uguaglianza tra uomo e donna, ma ottenendo anche la conquista di aver permesso alle donne di potersi esprimere liberamente in tutti i contesti sociali, ad oggi difende i diritti degli uomini che si sentono donne. Persone di sesso maschile che pretendono di gareggiare insieme alle atlete femminili, con conseguenti disagi e situazioni di iniquità imbarazzante. Uomini che vogliono essere “madri” pur non avendo nessuna possibilità biologica di partorire un figlio e devono quindi fare riferimento ad una donna vera, che presti il suo utero in cambio di denaro, per portare avanti la gravidanza e dare alla luce un bambino che una madre non l’avrà mai. Questa donna però, le femministe non la difendono, non si battono per lei. Così come non si battono per le donne costrette a ricorrere all’aborto a causa di difficoltà economiche o problemi famigliari, o per le donne che arrivano in Italia tramite l’immigrazione clandestina e vengono costrette a prostituirsi per strada da organizzazioni criminali, com’è successo per decenni alle immigrate dall’est europeo senza che nessuna “non una di meno” si mostrasse scandalizzata. Forse sono troppo impegnate a discutere se, dopo le dichiarazioni del Premier Meloni, debbano ancora difendere a tutti i costi la 194, o iniziare inaspettatamente a lamentarsene perché “non sufficiente a garantire il diritto d’aborto”.

La categoria peggiore però, rimane l’ultima: i cattocomunisti. Questi, infatti, sono un lascito stanco dei democristiani, il partito moderato per eccellenza, abituato a non esporsi troppo e a scendere a compromessi per evitare di dare fastidio. A rientrarvi ormai sono un numero sempre maggiore di sedicenti cattolici e, purtroppo, anche alcuni appartenenti all’ordine sacro.

Ed è proprio questo il punto a cui volevo arrivare: che l’allora Premier Draghi abbia imposto l’assunzione di un siero, prodotto tramite la sperimentazione su cellule di feti abortiti, non mi sembra nulla di strano; mi turba invece pensare che a fare la stessa scelta è stato il Capo della Chiesa Cattolica: lo Stato del Vaticano ha imposto la vaccinazione contro la Covid a tutti i lavoratori dipendenti ancora prima dello Stato italiano.

Il fatto che chi governava durante la pandemia ci intimasse di stare serrati in casa, disinfettarsi le mani e indossare la mascherina per evitare il contagio era prevedibile. Non era così scontato, anzi era scioccante, il fatto che migliaia di sacerdoti avessero chiuso le chiese, unico luogo di effettiva Salvezza in un periodo così difficile e buio e, dopo averle riaperte, si erano permessi, durante la celebrazione dell’Eucarestia, di innalzare il Corpo di Cristo indossando i guanti e la mascherina, e di riporlo cautamente nelle mani (ovviamente disinfettate) dei fedeli per evitare il contagio.

Mentre usciamo faticosamente da questa situazione che non riesco nemmeno a definire, il Vaticano è impegnato a consigliarci di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili in tempo di Quaresima.

Infatti, così come durante la pandemia la Chiesa si è affidata alle posizioni della scienza, anche mentre si preoccupa della crisi climatica fa affidamento sull’uomo, che viene caldamente invitato, già nell’enciclica del 2015 di Papa Francesco “Laudato Si’”, a non inquinare, ad abbandonare lo stile di vita consumistico e a formare una governance globale che si occupi di salvare il Pianeta. Il tutto incorniciato da una preghiera al Dio cattolico e da un’altra all’ormai famoso “chiunque-tu-voglia”, divinità a cui sono rivolte le cosiddette preghiere inter-religiose, che ancora io vorrei tanto capire cosa significano.

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo.” diceva qualcuno che si definiva la Via, la Verità e la Vita. Un megalomane dei secoli passati? Sicuramente non un conformista, perché era talmente odiato da tutti i conformisti ossessionati dalle leggi di Abramo e Mosè, che addirittura chiesero che venisse crocefisso.

Manca poco alla Santa ricorrenza di quel particolare giorno, ma questo significa che è vicina anche la Pasqua, celebrazione della Risurrezione, della rinascita, e quanto ne abbiamo bisogno di rinascere! Rinascere con le nostre convinzioni ancora più forti, ancora più decisi, perché i conformisti sono sempre di più e sempre più agguerriti, pronti a tutto per affermare i loro diritti assurdi e imporre le loro opinioni surreali, e i cattocomunisti sono pronti a dargliela vinta su tutti i fronti: da chi si reca a messa la domenica reduce da anni di catechismo in cui non ha fatto altro che ascoltare quanto “Gesù volesse bene a tutti”, al sacerdote che durante l’omelia invita a non consumare troppa acqua quando laviamo i piatti, ai Vescovi che ricorrono ancora, nelle loro Diocesi, alle cautele anti-Covid, disponendo il gel disinfettante al posto dell’Acqua Santa all’ingresso delle chiese. Ma soprattutto il Romano Pontefice, che dovrebbe essere il più scandalizzato da quanto sta avvenendo intorno a lui. È difficile credere che un uomo così potente non sappia come stanno realmente le cose: conosce la verità ma, pare, non vi si conforma, a differenza dei conformisti, che si conformano alla menzogna senza rendersene conto. Essi si sentono portatori di pensieri progressisti, insegnati dagli stessi che li convincono di saperne più degli altri, e chi ricopre una certa posizione ha più potere di insegnare di qualsiasi politico, giornalista, scienziato o economista. Ha il potere non di cambiare le leggi, ma di ribaltare i dogmi, non di dichiarare opinioni, ma di affermare verità. È un potere che nasce dalla volontà divina, ma che diventa inevitabilmente umano, e per questo facile all’errore. Tutti noi abbiamo il dovere di accertarci che, nella Chiesa, il conformismo del mondo non superi mai la Verità, anche se è sempre più difficile svolgere questo compito da quando è paradossalmente diventato un’eresia. Dobbiamo però perseverare, con la fiducia nel Verbo che trionferà ancora questa domenica, nonostante i conformisti che volevano, e vogliono tutt’ora, impedirlo. Una è la Via, la Verità e la Vita, credere in questo non significa essere conformisti ma essere fedeli, e tutti gli ambientalisti, antirazzisti, femministi e cattocomunisti, se ne dovranno fare una ragione.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments