Un articolo di Matthew Schmitz apparso qualche giorno fa su First Things, mette in guardia i Cattolici dal diventare persecutori dei loro fratelli. Perdendo di vista il cuore del messaggio cristiano, infatti, qualche zelante anima bella finisce per essere complice di chi attacca Cristiani che, difendendo le posizioni della Chiesa, dicono o fanno cose che il mondo reputa poco corrette.

Eccolo nella mia traduzione.

                                                Annarosa Rossetto

Foto: papa Francesco

Foto: papa Francesco

 

I Cristiani in America e in Europa sono perseguitati. Questa non è l’affermazione azzardata di allarmisti di destra, ma la sobria tesi del vescovo di Roma. Da dove San Pietro fu crocifisso, predicando nella festa di Santo Stefano nel 2016, Papa Francesco ha spiegato come i cristiani in Occidente stanno affrontando una forma di “persecuzione educata” che “È la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza”.

“Gesù ha fatto il nome del capo di questa persecuzione ‘educata’: il principe di questo mondo”, ha detto Francis. “E quando i potenti vogliono imporre comportamenti, leggi contro la dignità dei figli di Dio, li perseguitano e vanno contro Dio creatore. È la grande apostasia. ”

La persecuzione educata ha fatto notizia diverse volte negli ultimi mesi. Abbiamo visto il senatore Kamala Harris suggerire che i Cavalieri di Colombo dovrebbero essere esclusi dalla magistratura. Abbiamo visto attacchi online verso gli studenti di Covington. Abbiamo visto Brian McCall, un preside della Oklahoma University School of Law, estromesso per le sue opinioni “sessiste” e “omofobe”, che non erano certo diverse dalle idee cristiane tradizionali sul pudore e sulla natura del matrimonio. Anche i lettori britannici conosceranno questo fenomeno: un esempio recente è don Mark Morris, licenziato come cappellano universitario dopo aver tenuto una funzione religiosa in riparazione per la parata del Pride di Glasgow.

Uno degli aspetti più curiosi della persecuzione educata è il rifiuto di molti cristiani di riconoscerne la realtà. Se qualche cristiano in Occidente afferma che la Chiesa è di fronte alle persecuzioni, è sicuro che almeno uno dei suoi correligionari lo accuserà di esagerare. Qui sta la grande insidiosità della persecuzione educata. Piuttosto che essere condotta da prepotenti in peplo che impiegano mezzi brutali, è molto spesso imposta dai cristiani stessi, al fine di adulare e servire i loro superiori laici. Di volta in volta si precipitano a denunciare altri cristiani come “odiosi”, “insensibili” e “bigotti” – in una parola, maleducati.

L’anti-cattolicesimo esiste ora in gran parte come auto-disprezzo dei cattolici. Come gli Italiani e gli Irlandesi che si sono fatti strada nei country club e ora si risentono quando si parla di gangster come Tony Soprano o Whitey Bulger, i cattolici educati non amano ricordare che, nonostante tutto, professano ancora una fede fuori moda. Per questi spiriti con ambizioni di successo, professare l’insegnamento cristiano sulla sessualità è semplicemente un timido tentativo di mettere su un racket di estorsioni o di far fuori qualcuno. Non cercano solo di dissociarsi da tali Cattolici ma fanno quanto possono per azzittirli e annientarli.

Quando Dianne Feinstein disse ad Amy Coney Barrett “il dogma vive rumorosamente dentro di te, e questa è una cosa preoccupante”, Cathleen Kaveny  ha subito dichiarato al Washington Post “No, Dianne Feinstein non è una bigotta anti-cattolica”. Quando papa Francesco ha incontrato Kim Davis, una funzionaria che si era rifiutata di partecipare all’emissione di licenze per i matrimoni omosessuali, alcuni commentatori come padre James Martin si sono preoccupati che qualcuno “usasse questo incontro per sostenere la propria agenda” – non importava il fatto che la Davis fosse diventata famosa per aver difeso un punto di dottrina che condivide con i cattolici. Quando i sostenitori della Vita si riuniscono a centinaia di migliaia per la Marcia per la vita, ci sono sempre cattolici pronti a criticare la Marcia perché non enfatizza una gamma più ampia di problemi.

Questa dinamica è stata particolarmente evidente nel caso degli studenti cattolici di Covington. Quando gli studenti sono stati denunciati come misogini razzisti perché si erano uniti alla Marcia per la vita e indossavano cappelli pro-Trump, il vescovo di Lexington John Stowe  ha scritto un editoriale sostenendo che gli studenti avevano scelto di “allearsi acriticamente” con Trump. Probabilmente non aveva guardato il video completo, in cui si può vedere che gli studenti di Covington vengono presi in giro da membri dei Black Hebrew Israelites con battute su razzismo e omosessualità. I ragazzi di Covington non sono esattamente icone emblematiche della destra, ma certe fervide immaginazioni danno per scontato che tutti i sostenitori di Trump debbano esserlo.

Quando una qualche scuola di pensiero è in ascesa, le sue espressioni rozze e insultanti sono spesso tollerate. Questo è il motivo per cui Sarah Jeong, che aveva scritto cose come “Ragazzi, è insano quanta gioia io provi ad essere crudele con vecchi uomini bianchi”, potrebbe essere assunta dal New York Times. L’antirazzismo è un’ideologia in ascesa, quindi le persone che la difendono in termini aggressivi sono considerate troppo zelanti, forse, ma fondamentalmente dalla parte giusta. Quando una corrente di opinioni è sfavorita, solo le sue espressioni ponderate ed eleganti possono essere tollerate – potremmo dire, solo quelle espressioni che sono state spogliate di ogni chiarezza, forza e potenza. Prendi l’opposizione cristiana al matrimonio omosessuale e ai rapporti sessuali. Forse si è autorizzati a fare sottili dissertazioni impiegando una terminologia tomista sui fini appropriati del sesso. Ma certamente non si può discutere la questione nei termini approssimativi usati da Phil Robertson di Duck Dynasty.

In pratica, ciò significa che affermazioni cristiane possono essere sostenute solo da una classe selezionata di persone in grado di padroneggiare il linguaggio dei laureati in umanesimo progressista. Poiché i cristiani che si scontrano con le belle maniere dell’élite sono spesso poco avvezzi all’ultima versione della political correctness, alla fine finiscono per essere accusati di qualche offesa vera.

I cristiani dovrebbero pensarci due volte prima di impegnarsi in questa forma di auto-disciplina. Pur riconoscendo che la raffinatezza è preferibile alla maleducazione, e l’oratoria preferibile alla rozzezza, devono sostenere loro correligionari che, cercando sinceramente di difendere la fede, vengono attaccati per violazioni accidentali del politically correct. Fare qualcosa di meno significa diventare complici in una forma di persecuzione che è anche una specie di guerra di classe.

Ciò in cui i cristiani dovrebbero a vicenda esortarsi ad avanzare sono le virtù propriamente cristiane di fede, speranza e carità. Queste virtù, se espresse in momenti di perfetta pace, irradieranno anche rispetto, compassione e sensibilità. Quando il mondo odia la Chiesa – come, purtroppo, fa sempre – la fede, la speranza e l’amore a volte sembrano maleducate, insolenti o crudeli. Nessuno che ami la pace dovrebbe festeggiare per questo, ma nessuno con un po’ di realismo può negarlo.

I cristiani occidentali hanno poche ragioni per autocommiserarsi di fronte a questa persecuzione educata. Sapevamo che la Chiesa sarà sempre perseguitata – è quasi un marchio, questo, della Chiesa – e che il vero pericolo non è tanto la condanna che un cristiano potrebbe patire, quanto la tentazione di unirsi ai persecutori nel perseguitare quei cattolici che scelgono di soffrire per Cristo.

Come ci ricorda Papa Francesco, la persecuzione educata è reale. Ma nessuna delle sue minacce si avvicina lontanamente ai tormenti subiti dai nostri fratelli che muoiono come i cristiani sono sempre morti – a Roma, a Tyburn e sulle coste della Libia.

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