Eucarestia messa sacerdote

 

 

di Giuliano Di Renzo

 

Rispondo a un fedele sconcertato dal fatto che il celebrante nel mezzo del Canone della Santa Messa si è dato a un’estemporanea toilette con le sacre abluzioni antipandemiche.

Scambiare la stravaganza con l’originalità e affidare a queste l’annuncio della fede rende nulla la forza dirompente della Parola della Croce. Dio che ama sino alla fine la sua creatura, che per di più si è levata contro di Lui, è scandalo per i Giudei ed è stoltezza per i sapienti del mondo (1Cor 1,18).

La Resurrezione è nulla senza la Croce ed questa che che svetta sui nostri campanili, ci segna nei sacramenti e veglia sul nostro riposo nella morte diffondendo su questa la speranza con sua luce di redenzione e di resurrezione.

La comprensione per il peccatore non va confusa con l’acquiescenza al suo peccato. Non sarebbe affatto né comprensione né misericordia, ma inganno.

Va premesso che la transustanziazione non è un “fenomeno” perché non è mutazione fisica o chimica, ma metafisica.

Vengono “convertite” infatti dalla Parola creatrice di Dio, mediante il ministero del sacerdote che agisce in Persona Christi, le sostanze del pane del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue non invece gli accidenti, le apparenze del pane e del vino percepite dai sensi.

La Ss.ma Eucarestia è Mistero della Fede, Mysterium Fidei.

E’ il Mistero di Dio indipendente quindi dal sacerdote o dal fedele credenti o non credenti.

Personalmente il sacerdote potrebbe anche non credere più e tuttavia consacra ugualmente se intende fare ciò che fa la Chiesa e operare in Persona Christi.

Perciò il sacerdote, dopo aver assunto i Ss.mi Corpo e Sangue di Cristo, sulle dita poste sul calice e versa(va) dell’acqua. Che poi consuma(va) lui stesso insieme con ogni minimo frammento rimasto di quel Pane che era ancora l’intero Ss.mo Corpo del Signore.

Il “delitto” più proprio del sacerdote è stata la sua superficialità e nessuna considerazione manifeste della Ss.ma Eucarestia, più che l’interruzione del Sacro Sacrificio della Santo Messa, che dal punto di vista liturgico era già una grave irriverenza.

Pari considerazione del rischio dovrebbero farla anche i fedeli quando si presentano a ricevere l’Ostia santa sulla propria mano e portarla alla bocca.

Forse un’esame di coscienza anche in questo ambito sarebbe opportuno e potrebbe suggerire un perché il Signore ci prova e permette che le chiese siano diventate quasi inaccessibili e deserte a causa della pandemia.

Ma noi ci preoccupiamo solo di questa e del fatto che si possa andare come prima dove si vorrebbe e i nostri ragazzi di non potersi andare a sballare in discoteca.

La pandemia il Signore la permette per richiamarci alla realtà delle cose e della vita, alla serietà della fede e per umiliare la sfrontata alterigia degli uomini davanti a Lui e quella che altezzosamente essi chiamano LA scienza.

Come se la scienza fosse Minerva che esce dal cervello di Giove, divinità che in loro sostituisce la Sapienza Divina, il Verbo-Cristo, e mettono quale idolo nel tempio della propria coscienza così da adorare se stessi.

E invece la scienza non è che l’applicarsi della mente a interrogare le cose per conoscerle e apprenderne il comportamento, anche al fine di giovarcene nella vita quotidiana.

La conoscenza umana procede per gradi e a tentoni e la sua ricerca non è scevra di fallimenti e di errori.

Nulla della marcia trionfale come tende a farci credere con provincialismo antiscientifico l’illuminato positivismo illuministico antireligioso che pesantemente infetta società e coscienze generando in esse un laicistico bigotto oscurantismo peggiore di quello che vorrebbero rimproverare alla Chiesa cattolica e dicono di voler da esso liberare.

Il progresso, ecco il dio progresso, come divinizzazione, liberazione e superba, miserabile vuota autosufficienza dell’uomo.

LA scienza è un’astrazione dell’umana attività investigativa.

Per rimanere noi e completare la riflessione sulla Ss.ma Eucarestia va detto che ogni minimo frammento di pane e goccia di vino consacrati sono – non contengono, ma sono! – Cristo stesso. Infatti sappiamo dalla chimica che la molecola è il primo apparire della sostanza, nel caso della Ss.ma Eucarestia del pane e del vino consacrati.

E’ un principio, questo, che andrebbe tenuto presente anche nel considerare l’aborto.

La Chiesa si è prostrata sempre in adorazione profonda davanti alla Ss.ma Eucarestia, fatta trattare con somma venerazione dai suoi ministri e con estrema delicatezza data in nutrimento ai suoi fedeli. La Chiesa esiste per la Ss.ma Eucarestia, sua vita è il sacrifico eucaristico nel quale Cristo offre quotidianamente se stesso ovunque nel mondo e noi si dovrebbe partecipare ad esso e offrire con mani pure (cf Ml 1,11).

La mortale odierna radicale crisi del mondo e della Chiesa non hanno nulla da dirci della nostra posizione in fatto di fede nella Ss.ma Eucarestia e degli avvilenti rozzi comportamenti, alcune volte quasi da fiera verso di essa?

I cambiamenti postconciliari dovevano portare al rafforzamento della fede e rendere più santo il santuario di Dio.

Ha forse portato rinnovata maggior consapevolezza della Santità di Dio, accresciuto la riverenza e la fame di Cristo eucaristico nel popolo fedele?

Poca e insoddisfacente già l’assistenza alla Santa Messa, la quale dovrebbe essere partecipazione, poche le sante Comunioni, avendo pure il timore che non poche di queste possano essere sacrilegi che rendono il mondo non maggiormente santo ma maggiormente carico di peccati e ancor più lontano da Dio, degno di castighi maggiori.

Se la grazia scorre male o non scorre più le piante male alimentate o non alimentate per nulla vanno a morire.

La pandemia ha generalmente forse stimolato qualche opportuna salutare riflessione e fatto chiedere a Dio, non soltanto al vaccino, il soccorso all’impotenza e confusione umana l’illuminazione e la guarigione?

Il mondo continua a non credere pur affogando nel pantano che sta portando alla fine.

E’ inutile sperare che peccatori incalliti si ravvedano, o che prima o poi potranno e vorranno ravvedersi.

Facebook Comments