A nove mesi dal Sinodo pan-amazzonico di Roma, secondo quanto riferito dai media brasiliani, lunedì (oggi, ndr) potrebbe essere annunciata la creazione di una conferenza episcopale amazzonica per promuovere la sinodalità tra le chiese della regione. Lo riporta il giornalista Edward Pentin nel suo articolo pubblicato sul National Catholic Register. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Papa Francesco e il Sinodo dell'Amazzonia (foto AFP)

Papa Francesco e il Sinodo dell’Amazzonia (foto AFP)

 

A nove mesi dal Sinodo pan-amazzonico di Roma, secondo quanto riferito dai media brasiliani, lunedì (oggi, ndr) potrebbe essere annunciata la creazione di una conferenza episcopale amazzonica per promuovere la sinodalità tra le chiese della regione.

Il sito web brasiliano Instituto Humanitas Unisinos il 23 giugno ha riferito che un annuncio è atteso per la festa dei Santi Pietro e Paolo, anche se ha sottolineato che la proposta ha incontrato “significative resistenze” da parte dei membri della Curia romana “recalcitranti a qualsiasi cambiamento”.

Il National Catholic Register ha chiesto alla Sala Stampa della Santa Sede se poteva confermare la notizia, ma non ha ricevuto risposta prima della pubblicazione di questo articolo.

I padri sinodali avevano proposto tale conferenza episcopale nell’articolo n.115 del loro documento finale sul Sinodo in Amazzonia dello scorso ottobre. Hanno proposto la possibilità di “un organismo episcopale” che non solo “promuova la sinodalità” tra le chiese della regione, ma anche “aiuti ad esprimere il volto amazzonico di questa Chiesa”.

Una conferenza episcopale per l’Amazzonia “continuerebbe il compito di trovare nuove strade per la missione evangelizzatrice, incorporando in particolare la proposta dell’ecologia integrale, rafforzando così la fisionomia della Chiesa in Amazzonia”, hanno suggerito.

I padri sinodali hanno detto che sarà un “organismo episcopale permanente e rappresentativo” collegato sia con la Rete ecclesiale pan-amazzonica (REPAM), che è stata in gran parte responsabile del Sinodo amazzonico dello scorso anno, sia con il Consiglio delle Conferenze episcopali dell’America Latina (Celam). Avrebbe anche “una propria struttura, in una semplice organizzazione”.

“Così costituito, può essere lo strumento efficace nel territorio della Chiesa latinoamericana e caraibica per accogliere molte delle proposte emerse in questo Sinodo”, hanno sostenuto i padri sinodali. “Sarebbe il nesso per lo sviluppo di reti e iniziative ecclesiali e socio-ambientali a livello continentale e internazionale”.

Il cardinale Pedro Barreto S.J., vice presidente del REPAM, ha detto in una recente intervista che una conferenza di questo tipo sarebbe stata “un’offerta al Papa e all’Amazzonia”.

Il Papa non ha fatto alcun riferimento esplicito a tale organismo ecclesiale nella sua esortazione apostolica post-sinodale sul Sinodo amazzonico, Querida Amazonia. Ma nel suo discorso di chiusura del Sinodo dello scorso ottobre, ha fatto riferimento all’esistenza di conferenze episcopali, conferenze semi-piscopali e conferenze regionali in altre parti del mondo, e si è chiesto perché il concetto di conferenze episcopali più piccole non potesse essere applicato in Amazzonia.

Ci si aspetta che le Chiese di nove Paesi partecipino a tale organismo, ma il cardinale Barreto ha detto che non ci saranno “nazionalismi, né divisioni per nazioni”, ma piuttosto un organismo che rappresenti la “Chiesa di una regione” e che “cerca la protezione di un bene molto importante”.

Ha anche detto che il nuovo organismo ha “il pieno sostegno degli indigeni, dei laici, dei religiosi e dei vescovi e quindi sarà molto forte”.

È un mezzo di evangelizzazione che utilizza un “metodo di decentramento che il Papa sta promuovendo”, ha aggiunto il cardinale. “Siamo sinceramente con lui in questo momento”.   

Il REPAM è stato effettivamente una sorta di precursore della Conferenza episcopale amazzonica, in rappresentanza delle nove Chiese nazionali della regione.

Co-fondato nel 2014 dal Celam, dalla Confederazione dei religiosi latinoamericani (CLAR), dalla Caritas e dalla Commissione episcopale per l’Amazzonia dei vescovi del Brasile (CNBB), insieme al Dicastero vaticano per la promozione dello sviluppo umano integrale, REPAM ha avuto lo scopo di portare all’attenzione del mondo la fragile situazione delle popolazioni indigene dell’Amazzonia e le minacce ambientali che incombono sulla regione.

Tuttavia, durante il Sinodo sono state sollevate accuse di politicizzazione del Sinodo e durante l’incontro sono stati sollevati interrogativi sulla documentazione che dimostra che le organizzazioni appartenenti al REPAM hanno ricevuto finanziamenti significativi dalla Fondazione Ford che è a favore dell’aborto.

Il presidente del REPAM è il cardinale brasiliano Claudio Hummes, che è stato il relatore generale del Sinodo dell’Amazzonia.

 

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