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Nigeria, massacro nel giorno di Pentecoste 2022

 

di Sabino Paciolla

 

Secondo l’International Christian Concern, come riportato da Hannah Hiester su Catholic Vote, almeno 50.000 cristiani sono stati uccisi in Nigeria negli ultimi vent’anni. Il Paese africano viene così nuovamente indicato come il più pericoloso al mondo per chi professa la fede cristiana.

 

La denuncia dell’International Christian Concern

Un recente comunicato dell’International Christian Concern (ICC) — organizzazione con sede a Washington D.C. che monitora la libertà religiosa — ha evidenziato come centinaia di migliaia di cristiani siano stati costretti alla fuga a causa della violenza in Nigeria.

Jeff King, presidente dell’ICC, ha descritto la portata della persecuzione come “quasi incomprensibile”, denunciando l’inazione del governo locale. “Ogni giorno, i militanti islamici derubano, aggrediscono, uccidono e violentano innumerevoli cristiani mentre il governo se ne sta con le mani in mano”, ha dichiarato, definendo la situazione “vicina a un genocidio”.

 

Boko Haram, ISWAP e i pastori Fulani

Secondo l’ICC, i principali responsabili delle violenze sono il gruppo jihadista Boko Haram e l’Islamic State West Africa Province (ISWAP), affiliato all’ISIS. A questi si aggiungono milizie locali e pastori Fulani, che attaccano comunità cristiane spesso per conflitti legati alle risorse idriche o alla terra.

Un residente di Barkin Ladi, nello Stato del Plateau, ha riferito: “Veniamo uccisi perché siamo cristiani. I Fulani non attaccano i contadini musulmani, ma solo i cristiani. Non abbiamo armi per difenderci”.

Tra gli episodi più recenti, si segnalano 22 cristiani uccisi all’inizio di febbraio e il rapimento di due sacerdoti il 22 febbraio.

 

Appello alla comunità internazionale

King ha esortato gli Stati Uniti e gli altri Paesi a intervenire: “La Nigeria è il luogo più pericoloso al mondo per essere cristiani. Gli Stati Uniti devono chiedere conto al governo nigeriano e nominare un inviato speciale per fermare il massacro”.

Un gruppo di difesa internazionale ha anche presentato una petizione al senatore Marco Rubio, chiedendo che gli Stati Uniti riconoscano formalmente la Nigeria come Paese sotto assedio da parte dei terroristi islamici.

 

Trump designa la Nigeria come “Paese di particolare preoccupazione”

L’ex presidente statunitense Donald Trump ha confermato che valuterà un’azione militare per proteggere i cristiani nigeriani, pochi giorni dopo aver annunciato che la Nigeria sarà designata come Country of Particular Concern (CPC) per le violazioni della libertà religiosa.

L’annuncio è stato riportato da The Pillar, secondo cui Trump ha affermato: “Stanno uccidendo i cristiani e li stanno uccidendo in gran numero. Non permetteremo che ciò accada.”

 

Divisioni tra i vescovi nigeriani

La decisione ha suscitato reazioni contrastanti tra i leader religiosi.
Il vescovo Wilfred Anagbe di Makurdi ha espresso sostegno, mentre il vescovo Matthew Hassan Kukah di Sokoto ha criticato la misura, temendo che aumenti le tensioni religiose nel Paese.

Secondo Open Doors, in Nigeria vengono uccisi più cristiani per la loro fede che in qualsiasi altra parte del mondo. Anche musulmani sciiti sono presi di mira dagli estremisti sunniti.

 

Le accuse della Commissione USA sulla libertà religiosa

La Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale (USCIRF), nel suo rapporto 2025, ha accusato la Nigeria di “violazioni sistematiche, continue e gravi della libertà religiosa”.
Il rapporto raccomanda la designazione CPC, che obbligherebbe gli Stati Uniti a negoziare un piano d’azione con il governo nigeriano.

Trump, in un post su Truth Social il 31 ottobre, ha citato i dati secondo cui 3.100 dei 4.476 cristiani uccisi nel mondo nel 2023-24 erano nigeriani, promettendo che gli USA “sono pronti a salvare la popolazione cristiana in tutto il mondo”.

 

La reazione del governo nigeriano

Il presidente Bola Tinubu ha respinto la designazione, sostenendo che la Nigeria non è “religiosamente intollerante”. Il Ministero degli Esteri ha ribadito l’impegno del governo “nella lotta contro l’estremismo violento” e nella difesa di tutti i cittadini “indipendentemente dalla religione”.

 

Il Vaticano e l’appello alla pace

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha invitato alla prudenza, osservando che la crisi in Nigeria “non è un conflitto religioso, ma sociale”.
Papa Leone XIV ha pregato a giugno per le vittime del massacro di Yelwata, nello Stato di Benue, dove “circa duecento persone sono state uccise con estrema crudeltà”.

Il Pontefice ha chiesto che “sicurezza, giustizia e pace prevalgano in Nigeria”, in particolare per le comunità cristiane rurali duramente colpite.

 


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