simbolo immaginario massonico generato con IA di Gemini

 

 

di Sabino Paciolla

 

Nell’arco di poche settimane, tra la fine di giugno e i primi di settembre 2026, una serie di eventi ha reso visibile in Francia un fenomeno che di solito preferisce muoversi con discrezione: l’influenza della massoneria sulle istituzioni dello Stato e, sempre più spesso, anche sulla Chiesa cattolica. Cosa, quest’ultima, alquanto inquietante.

A parlare di questo argomento è un articolo apparso sul sito della Fraternità Sacerdotale San Pio X con il titolo: “Franc-maçonnerie en France : trente jours d’influence au grand jour”.

La legge sul “diritto all’aiuto a morire”

Il fatto più clamoroso, secondl l’articolo, è di natura legislativa. Il 18 agosto 2026 Emmanuel Macron ha promulgato la legge “relativa al diritto all’aiuto a morire”, pubblicata il giorno seguente sulla Gazzetta ufficiale. Dietro una formula attenuata si nasconde la legalizzazione del suicidio assistito e dell’eutanasia: un malato grave e incurabile potrà ora ricevere una sostanza letale per autosomministrarsela o, se fisicamente impossibilitato, farsela somministrare da un medico o da un infermiere.

Si tratta della conclusione di una battaglia storica delle obbedienze massoniche, avviata già nel 1978 dal senatore massone Henri Caillavet. Il Grande Oriente di Francia (GODF), interpellato dall’Assemblea nazionale nel 2024, era arrivato a chiedere che si affrontasse persino la questione dell’eutanasia per alcuni minori. Con l’approssimarsi del voto, la pressione si è fatta esplicita: il 25 giugno 2026 il GODF si augurava che l’esame del testo fosse “coronato da successo”, denunciando le “lobby religiose” e sostenendo che “rifiutare l’aiuto a morire significa anche rifiutarsi di riconoscere che la libertà si estende fino alla fine della vita”. Dopo l’approvazione definitiva del 15 luglio, la Grande Loggia femminile di Francia ha salutato pubblicamente questa “grande legge laica”.

Il quadro si chiarisce ulteriormente se si guarda a un episodio di un anno prima: nel maggio 2025 Macron era stato il primo presidente della Repubblica in carica a essere ricevuto ufficialmente dalla Grande Loggia di Francia. Nel tempio massonico aveva definito la massoneria “laboratorio della Repubblica”, elogiando l’operato dell’ex gran maestro Pierre Simon a favore di contraccezione e aborto, e descrivendo il legame tra Repubblica e logge come frutto di “secoli di lotta” e di una “connivenza che non ha nulla a che vedere con un complotto”. Quella visita precedeva di una settimana la presentazione del progetto di legge sull’eutanasia all’Assemblea nazionale: una coincidenza di calendario difficile da ignorare.

La politica bussa alla porta delle logge

Non solo Macron. Il 24 giugno 2026 anche Édouard Philippe, ex primo ministro e candidato dichiarato alle presidenziali del 2027, è stato ricevuto nella sede storica del Grande Oriente in rue Cadet, a Parigi, davanti al gran maestro Pierre Bertinotti e al Consiglio dell’Ordine. Presentando la sua visita come un atto di “fedeltà filiale” verso il padre, legato alla massoneria, Philippe ha pronunciato parole nette: “So cosa vi dobbiamo. Voi sapete ciò che la Repubblica vi deve; sapete anche ciò che voi dovete alla Repubblica. Ed è bene dirlo.” Interrogato sul finanziamento delle scuole private religiose, non si è però impegnato a sopprimerlo, difendendo la libertà di scelta delle famiglie. Resta il segnale politico: chi aspira a governare la Francia continua a ritenere necessario presentarsi davanti al Grande Oriente.

L’offensiva contro la scuola libera

Il 28 agosto, in occasione del 161° Convento del GODF a Bordeaux, Guillaume Trichard è tornato alla Grande Maestria. Ha subito impresso all’obbedienza un’agenda pubblica e militante: ogni loggia della rete (circa 1.400) è invitata a un’azione pubblica, compreso l'”intervento in ambito scolastico o universitario”, per “portare i propri valori nella Città”. In un’intervista al Figaro, Trichard ha annunciato un libro bianco sulla scuola repubblicana e ha dichiarato senza mezzi termini che “le scuole private non convenzionate non abbiano posto nella Repubblica” — pur trattandosi di istituti perfettamente legali e già sottoposti al controllo statale. Parallelamente, la Federazione nazionale del Libero Pensiero spinge per l’uscita, in sei anni, dal finanziamento pubblico della scuola privata convenzionata, chiedendo l’abrogazione della legge Debré del 1959. Le due iniziative sono giuridicamente distinte, ma convergono nel colpire, in particolare, l’istruzione cattolica.

Una corona sotto l’Arco di Trionfo

Il 30 agosto, due giorni dopo il Convento, Trichard ha guidato una delegazione del Grande Oriente sotto l’Arco di Trionfo, dove per la prima volta nella sua storia l’obbedienza ha deposto ufficialmente una corona a proprio nome, partecipando alla riaccensione della Fiamma sul Milite Ignoto, nel solenne cerimoniale militare della memoria nazionale. Lo stesso ambiente massonico ha descritto l’evento come l’ingresso del GODF “nella memoria nazionale”, sottolineando che non si trattava di “un semplice gesto protocollare”.

Onori ecclesiastici a massoni noti

Ancora più delicato è ciò che accade nelle chiese. Il 25 agosto l’arcivescovo di Digione, mons. Antoine Hérouard, ha presieduto i funerali di François Patriat, senatore e storico alleato di Macron, notoriamente massone, durante i quali lo stesso presidente ha tenuto dall’ambone un lungo elogio politico. Pochi giorni dopo, il 5 settembre, anche l’ex ministro Charles Josselin — anch’egli massone — ha ricevuto solenni esequie cattoliche in Bretagna. In entrambi i casi non vi è stata alcuna menzione pubblica di distacco dalla massoneria.

Il contrasto con l’Italia è netto: ad agosto il cardinale Baldassare Reina aveva fatto annullare i funerali cattolici del chitarrista Bruno Battisti D’Amario dopo la scoperta della sua appartenenza massonica, mentre il vescovo di Ventimiglia-San Remo aveva negato le esequie ecclesiastiche a un ex venerabile di loggia. La dottrina della Chiesa, pur senza più nominare esplicitamente i massoni come faceva il Codice del 1917, resta ferma: l’adesione alla massoneria è “inconciliabile con la dottrina della Chiesa” e pone il fedele in stato di peccato grave; il canone 1184 nega i funerali religiosi in caso di scandalo pubblico.

A complicare ulteriormente il quadro, il 7 agosto il cardinale François Bustillo, vescovo di Ajaccio, è stato ospite d’onore di un raduno di un centinaio di massoni corsi al Colle di Vergio, parlando di pace davanti all’assemblea senza pronunciare, a quanto risulta, alcun richiamo all’incompatibilità tra fede cattolica e principi massonici.

Un potere che non ha più bisogno di nascondersi

L’insieme di questi episodi non richiede l’ipotesi di un “governo occulto”: le logge dichiarano apertamente i propri obiettivi, partecipano ai lavori parlamentari, ricevono i leader politici e festeggiano pubblicamente le riforme a cui hanno contribuito. Una visibilità crescente che, secondo l’articolo, non significa rinuncia al segreto ma la sicurezza di essere ormai abbastanza influenti da poter sollevare parzialmente il velo — un fenomeno già descritto da Leone XIII nell’enciclica Humanum genus, che definiva le logge parte della “famiglia delle società clandestine” pur nella loro attività pubblica.

L’autore dell’articolo conclude con queste parole: 

Gli eventi degli ultimi trenta giorni non solo manifestano la sua crescente audacia nella Città, ma anche la passività di coloro che dovrebbero opporvisi. Nel 1908, ricevendo i pellegrini francesi giunti a Roma per la causa di santa Giovanna d’Arco, modello della lotta per la fede e la patria, san Pio X avvertiva: «Ai nostri giorni più che mai, la forza principale dei malvagi è la vigliaccheria e la debolezza dei buoni, e tutta la forza del regno di Satana risiede nella mollezza dei cristiani.»

 

 

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