Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Joseph Mackinnon e pubblicato su conservativereview. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

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Foto: ANSA

 

Gli agonisti dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante, chiamati anche farmaci GnRHa, sono stati a lungo utilizzati per castrare chimicamente i criminali sessuali.

Negli ultimi anni, questi farmaci per i criminali sessuali sono stati ribattezzati come bloccanti della pubertà e offerti a bambini confusi, nonostante le numerose prove che tali trattamenti creano adulti asessuati, riducono la densità ossea delle vittime, ostacolano lo sviluppo cognitivo e producono una miriade di effetti emotivi negativi.

Mentre questi trattamenti di trasmogrificazione rimangono legali negli Stati blu americani, al di là dell’Atlantico la resistenza sta crescendo tra alcuni dei primi utilizzatori. Questo è certamente il caso del Regno Unito, dove la massima autorità sanitaria inglese ha posto un freno alla vittimizzazione dei bambini prigionieri dell’idea che il loro sesso e genere siano in qualche modo disallineati.

Il National Health Service England (il Servizio Sanitario Inglese, ndr) ha confermato martedì che ai minori non verranno più prescritti bloccanti della pubertà nelle cosiddette cliniche dell’identità di genere.

L’NHS England ha lavorato per anni a questa decisione, avendo commissionato una revisione da parte di esperti indipendenti dei servizi per l’identità di genere per i minori nel settembre 2020.

Il servizio sanitario ha ritenuto prudente portare avanti tale revisione alla luce del massiccio aumento di richieste di assistenza specialistica ai minori da parte del Servizio per lo sviluppo dell’identità di genere gestito dalla clinica Tavistock e dalla Portman NHS Foundation Trust, che è stata oggetto di scandalo e che presto verrà chiusa.

Mentre tra il 2011 e il 2012 sono stati registrati 250 richieste di assistenza specialistica alla clinica di genere del NHS, il numero è salito a oltre 5.000 tra il 2021 e il 2022.

All’inizio della revisione, l’NHS England ha anche notato che “un numero significativo” di bambini che richiedevano il blocco della pubertà erano mentalmente compromessi e presentavano “altre esigenze di salute mentale e comportamenti a rischio”, il che ha spinto a un’attenta considerazione e a ulteriori ricerche.

In un documento programmatico del 12 marzo si legge: “Gli ormoni per la soppressione della pubertà (PSH) non sono disponibili come opzione terapeutica di routine per il trattamento di bambini e ragazzi che presentano incongruenza di genere/disforia di genere”.

Il documento osserva che “il comportamento atipico legato al genere è comune tra i bambini piccoli e può far parte del normale sviluppo. … I bambini che soddisfano i criteri di incongruenza di genere/disforia di genere possono o meno continuare a sperimentare il conflitto tra il loro genere fisico e quello con cui si identificano nell’adolescenza e nell’età adulta”.

Oltre a riconoscere che il presunto problema che i bloccanti della pubertà dovrebbero risolvere è spesso solo una moda passeggera, l’NHS ha osservato che i bloccanti della pubertà non fanno ciò che gli attivisti LGBT sostengono.

La revisione commissionata dall’NHS ha riscontrato che in nove studi osservazionali “non c’è stata alcuna differenza statisticamente significativa nella disforia di genere, nella salute mentale, nell’immagine corporea e nel funzionamento psicosociale nei bambini e negli adolescenti trattati con GnRHA”.

Questo risultato è in linea con l’esplosivo studio finlandese pubblicato il mese scorso (qui articoli in italiano, ndr) sulla stimata rivista BMJ Mental Health, secondo cui gli interventi medici per il cambio di sesso “non hanno un impatto sul rischio di suicidio”.

Oltre a constatare che i bloccanti della pubertà effettivamente non aiutano, l’NHS ha osservato che in realtà possono causare danni considerevoli: “Il GnRHa può ridurre l’aumento previsto della densità ossea lombare o femorale durante la pubertà”.

“Abbiamo concluso che non ci sono prove sufficienti a sostegno della sicurezza o dell’efficacia clinica del PSH per rendere il trattamento disponibile di routine in questo momento”, ha concluso l’NHS England.

Questo annuncio è arrivato pochi giorni dopo che documenti interni trapelati dall’Associazione professionale mondiale per la salute transgender hanno mostrato che i sostenitori delle cosiddette cure per l’affermazione del genere ammettono privatamente che gli interventi medici per il cambio di sesso sono spesso non etici e non scientifici.

L’Independent ha riferito che l’NHS sta per lanciare due nuovi servizi, uno a Londra e l’altro a Liverpool. Piuttosto che sterilizzare i bambini, queste cliniche forniranno ai pazienti l’accesso a esperti di salute mentale e pediatrica, “con un conseguente approccio olistico alle cure”.

Il governo conservatore ha applaudito la decisione.

Il ministro della Salute e parlamentare Maria Caulfield ha dichiarato di aver accolto con favore “questo cambiamento innovativo, poiché la sicurezza e il benessere dei bambini sono fondamentali”.

La Caulfield ha dichiarato all’Independent: “Porre fine alla prescrizione di routine di bloccanti della pubertà aiuterà a garantire che le cure siano basate su prove, pareri clinici di esperti e siano nel migliore interesse del bambino”.

Joseph Mackinnon

 


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