Un lettore mi scrive. 

 

 

Egr. Dott. Paciolla,

mi permetto scriverle a seguito del pezzo del Dott. Gulisano pubblicato da “La Nuova Bussola Quotidiana” che giunge a rammentarmi il quasi completo accantonamento della prescrizione relativa a quell’accessorio che ci ha fatto assomigliare tutti quanti, per un tempo spropositatamente lungo, a dei medici chirurghi ambulanti.

Si trattasse del luogo di lavoro, dei locali pubblici, per alcuni perfino del tragitto in auto in solitudine o della passeggiata con il cane poco cambiava. E in ogni caso quasi me ne ero scordato, considerando che non metto piede in un’azienda da quel meraviglioso 15 ottobre 2021 a seguito del quale, pensavo io, almeno la curva dei contagi avrebbe dovuto subire un brusco rallentamento anziché la paradossale impennata protrattasi sino a fine gennaio. Di quali super poteri fossero dotati questi famigerati ed irriducibili “no-vax” ancor oggi me lo chiedo.

Ma tornando al nostro amato bavaglio, questo aspetto della psicosi indotta e fomentata ad arte dagli apparati di potere per il tramite di un mondo dell’informazione insolitamente compatto, non può che essere valutato contestualmente a tutta una serie di suggestioni attraverso le quali ci hanno voluto imprimere nel subconscio, attraverso una ripetizione ossessiva, il paradigma della definitiva incompatibilità tra salvezza sanitaria e libertà personali e sociali. Tanto che vien quasi da pensare che all’origine di questa “tragedia planetaria” a bassa letalità vi sia una progettualità che Leibniz aveva stranamente profetizzato.

A riprova che il maligno fa le pentole ma non i coperchi basterebbe tornare alle parole di tale Dott. Villani che, dall’alto della sua appartenenza a quella meravigliosa creatura conosciuta come CTS ebbe a riconoscere l’inutilità del suddetto bavaglio all’aperto, aggiungendo tuttavia che il suo perpetuarsi era da porre in relazione con il suo valore “simbolico”. Che certo non rappresenta, aggiungo io, una sorta di “responsabilità” bensì di silenziosa sudditanza. Come direbbe un noto youtuber italiano “L’avere capita o ve la devo spiegare?” È significativo come di tanto in tanto dagli uomini legati al potere a vario titolo e grado, giungano segnali rivelatori; un po’ come quel governatore regionale che mise in relazione la campagna vaccinale con il NWO. Che avesse bevuto? Io non credo proprio.

Qualcuno si è per caso chiesto come mai la prescrizione del bavaglio venga ad essere sospesa solo ora, dopo oltre tre anni abbondanti nei quali è stata fra l’altro condotta una campagna di cosiddetta immunizzazione feroce sulla base della quale è stata operata una inusitata compressione dei diritti naturali più basilari? Sono perciò forse io che metto in dubbio la capacità “immunizzante” del siero magico oppure quelle stesse persone che hanno prorogato all’infinito misure peraltro di dubbia efficacia e sensatezza? E soprattutto, quali riscontri scientifici stanno alla base della proroga di queste mascherine in ambienti quali RSA ed alcuni reparti ospedalieri? A tal proposito sarebbe assai interessante che il nostro ministro della salute potesse rispondere in maniera argomentata ai quesiti odierni posti dal prof Frajese dalle pagine de “La Verità”; forse è il mio animo “complottista” a suggerirmelo ma temo che in luogo di tale risposta vi sarà solo il silenzio.

Dulcis in fundo (si fa per dire) è poi la constatazione, come anche lo stesso Dott. Gulisano non manca di rilevare, come uno dei luoghi tuttora più suggestionabili dall’ansia sanitaria siano gli edifici del culto cattolico. Già in passato non ho mancato di far notare alcune condotte insulse incluse quelle manovre che dovrebbero consentire al fedele mascherinato di assumere l’ostia consacrata. Il ridicolo rasenta poi il grottesco quando l’ineffabile direttrice del coro della mia parrocchia, ancor oggi, indossa la protezione a momenti alterni, probabilmente a protezione da un patogeno “ondivago”, chissà. Come disse il Checco nazionale nel suo primo film, “dove finiremo?”. E lui parlava così nel 2009….
La ringrazio per l’attenzione.
 
Claudio – Saronno
 
 

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