Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler, pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

 

Papa Leone XIV e Card. Marx. (foto - Vatican Media) Padre Pagliarani (foto da FSSPX)
Papa Leone XIV e Card. Marx. (foto in basso da FSSPX) Padre Pagliarani (foto in basso da FSSPX)

 

Quest’estate Papa Leone dovrà affrontare due gravi sfide alla sua autorità: una proveniente dalla Fraternità San Pio X (SSPX), che ha annunciato l’intenzione di consacrare nuovi vescovi senza mandato papale; l’altra dalla Conferenza episcopale tedesca, che sta introducendo un rito per la benedizione delle unioni coniugali illecite. Sulla carta i due casi sono piuttosto diversi, poiché coinvolgono principi teologici e canonici distinti. Ma il trattamento riservato dal Vaticano ai due gruppi ribelli inviterà sicuramente a fare dei confronti, per due ragioni. In primo luogo perché le controversie stanno giungendo al culmine più o meno nello stesso momento. In secondo luogo (e cosa più importante, dal punto di vista della percezione pubblica) perché i due casi coinvolgono due forze centrifughe opposte all’interno della Chiesa: la gerarchia progressista tedesca e la tradizionalista SSPX.

Alla FSSPX è stato ordinato di non procedere con le ordinazioni in programma. (È vero, l’ordine non è venuto direttamente dal Papa, ma dal cardinale Fernandez. Tuttavia, Papa Leone potrebbe ovviamente revocarlo, e non l’ha fatto.) Eppure la FSSPX, che professa una fedeltà incrollabile all’autorità papale, intende ignorare quell’ordine, sostenendo che uno “stato di necessità” giustifica la loro sfida.

I vescovi tedeschi, d’altra parte, hanno ripetutamente assicurato al mondo che i loro piani sono pienamente in linea con gli insegnamenti perenni della Chiesa, come articolato più recentemente in Fiducia Supplicans. Ma questa settimana il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) – ancora il cardinale Fernandez – ha pubblicato il testo di una lettera di ammonimento scritta alla gerarchia tedesca due anni fa, avvertendoli che i rituali da loro proposti non erano in accordo con la Fiducia Supplicans.

Quindi, in entrambi i casi, sembriamo trovarci in un vicolo cieco. I leader della FSSPX riconosceranno l’autorità del Vaticano di giudicare se la Chiesa si trovi o meno in uno “stato di necessità”? I vescovi tedeschi riconosceranno che ciò che propongono non è autorizzato?

Questo stato di cose inquietante richiama alla mente la parabola dei due figli, raccontata da San Matteo (21, 28-31). Gesù disse:

Un uomo aveva due figli; andò dal primo e gli disse: «Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna». Egli rispose: «Non voglio», ma poi si pentì e andò. Andò dal secondo e gli disse la stessa cosa; egli rispose: «Vado, signore», ma non andò. Chi dei due ha fatto la volontà del padre?

Voci non confermate che circolano a Roma questa settimana suggeriscono che se la FSSPX procedesse con le ordinazioni episcopali non autorizzate, tutti i sacerdoti della FSSPX, così come i vescovi coinvolti nelle cerimonie illecite, potrebbero essere scomunicati per il delitto canonico di scisma – cioè, per aver istituito un corpo ecclesiastico separato dalla Chiesa cattolica. Tale accusa non può essere facilmente respinta; il gruppo tradizionalista insiste sul fatto che deve avere i propri vescovi per preservare l’integrità della fede – implicando così chiaramente che l’integrità della fede non è stata preservata altrove nella Chiesa universale. Padre Davide Pagliarani, superiore generale della FSSPX, aveva fatto l’affermazione sconcertante: «In una parrocchia ordinaria, i fedeli non trovano più i mezzi necessari per assicurarsi la salvezza eterna». L’implicazione inevitabile è che «una parrocchia ordinaria» non è associata alla vera Chiesa di Gesù Cristo – mentre la FSSPX lo è. Si tratta di un’affermazione che il Sommo Pontefice non può accettare.

Ma ora consideriamo la proposta all’esame dei vescovi tedeschi, volta ad approvare un manuale di «benedizioni per coppie che si amano». Come ha sottolineato il cardinale Fernandez, nella lettera resa pubblica questa settimana, il manuale offre benedizioni per una «unione», quando persino la Fiducia Supplicans, nonostante tutte le sue debolezze, avverte che un’unione illecita non deve essere benedetta. Pertanto il cardinale Fernandez lamenta che il manuale tedesco «sembra mirare a legittimare lo status di tali coppie», in un senso contrario a quanto affermato dalla Fiducia Supplicans.

I vescovi tedeschi hanno ostinatamente ignorato le obiezioni del Vaticano, affermando che le benedizioni proposte non equivarrebbero all’approvazione dei matrimoni omosessuali. Irme Stetter-Karp, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi – che siede al fianco dei leader della conferenza episcopale nella guida del “Cammino sinodale” tedesco – assicura al mondo: «Non c’è alcuna possibilità di confondere [la proposta di benedizione] con il sacramento del matrimonio».

Forse no; forse la benedizione della Chiesa non sarebbe vista come una celebrazione del matrimonio. Ma sarebbe vista come l’approvazione formale da parte della Chiesa di un’unione sessuale illecita e immorale. «La Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie – in questo caso, delle coppie omosessuali», ha affermato Papa Leone in una recente intervista. I vescovi tedeschi e i loro complici laici stanno agendo in modo disonesto, fingendo che la loro iniziativa non costituisca una minaccia all’integrità dell’insegnamento cattolico, quando in pratica il manuale di benedizioni proposto sfiderebbe direttamente gli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità.

Inoltre, pur professando la volontà di accogliere tutti i punti di vista, i prelati progressisti tedeschi mostrano la loro determinazione a imporre il loro approccio, a prescindere dalle obiezioni di coscienza. Il cardinale Reinhard Marx di Monaco, uno dei prelati più influenti della Chiesa, intende non solo adottare le nuove benedizioni formali, ma anche obbligare tutti i sacerdoti a impartirle o a indirizzare le coppie verso un altro sacerdote disposto a farlo.

Nessuna persona ragionevole dovrebbe dubitare che Papa Leone voglia che sia la FSSPX che la Conferenza Episcopale Tedesca annullino i loro attuali piani. Le prossime settimane mostreranno se uno dei due “figli” è disposto a fare la volontà del Santo Padre, e fino a che punto il Papa è disposto a tollerare gli atti dei figli ribelli.

Phil Lawler

 


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