Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler e pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Papa Francesco conferenza stampa in volo dal kazakistan 13-15 settembre 2022
Papa Francesco conferenza stampa in volo dal kazakistan 13-15 settembre 2022

 

Durante lo scorso fine settimana sono apparsi online due importanti articoli. Ognuno di essi riassume una delle principali difficoltà che Papa Francesco si trova ad affrontare. Nel loro insieme, questi due brevi saggi danno l’impressione che le contraddizioni di questo pontificato stiano raggiungendo una massa critica; la credibilità del Papa sta vacillando.

Dead Synodality(La sinodalità defunta, ndr), di padre Raymond de Souza, apparso su The Catholic Thing, è un ampio giro d’orizzonte, che tocca il Congresso sull’educazione religiosa di Los Angeles, la cerimonia sacrilega nella cattedrale di San Patrizio e inserisce questi episodi nella più ampia discussione sulla “sinodalità”. Nel corso dell’articolo, padre de Souza fa alcuni commenti pungenti su padre Martin, il cardinale McElroy e il cardinale Fernandez.

Ma il punto più alto dell’articolo potrebbe essere la constatazione che, nonostante tutti i discorsi sulla sinodalità e sulla consultazione, il Vaticano ha mostrato ben poco interesse nel consultare effettivamente i vescovi del mondo. Prendiamo ad esempio Fiducia Supplicans, un documento pubblicato senza alcun preavviso. La questione delle unioni omosessuali era stata discussa nella riunione del Sinodo dell’ottobre 2023, ma la direttiva apparsa improvvisamente a dicembre non aveva alcuna relazione con quella discussione. Padre de Souza prevede che: “Il processo sinodale superconsultivo non si riprenderà mai”.

Non che il processo sia stato effettivamente superconsultivo. Padre de Souza riferisce che: “L’anno scorso sono stati imbarazzati quando si è scoperto che si erano dimenticati di invitare i parroci all’assemblea di ottobre. Non saranno invitati nemmeno quest’anno…”.

Il processo non è stato nemmeno aperto e trasparente; le relazioni sulle discussioni del Sinodo sono state fortemente limitate, con gli organizzatori che hanno accuratamente distribuito le informazioni e controllato la diffusione. Padre de Souza conclude: “La sgangherata nave della sinodalità ha fatto acqua”.

La “battaglia a tutto campo” di Papa Francesco contro gli abusi clericali è stata un fallimento annuncia Christopher Altieri su Catholic World Report. Anche in questo caso la retorica papale contrasta nettamente con le politiche papali, e Altieri passa in rassegna la lunga lista di casi in cui il Pontefice ha protetto gli abusatori e ha mostrato freddezza nei confronti dei loro accusatori. (Ci sono link utili per chi non ricorda gli episodi).

Ma che ne è della percezione (perpetuata dai media tradizionali) che Papa Francesco sia stato un riformatore, dedito alla trasparenza e alla responsabilità? È un mito, dimostra Altieri. “Ha emanato riforme cartacee – tra cui un’importante normativa procedurale – e si è rifiutato di usarle se non con molta parsimonia, in modo selettivo e mai trasparente”.

Altieri trova una singola citazione del Pontefice che cristallizza il problema:

La “responsabilità” sotto Papa Francesco trova la sua espressione più eloquente nel suo commento all’Associated Press sulla sordida vicenda di padre Marko Rupnik: “Non ho niente a che fare con questo”.
Ma ovviamente gli interventi del Papa nel caso Rupnik hanno tutto a che fare con lo scandalo. Le riforme sono sulla carta – e su carta sottilissima. La corruzione è molto più profonda.

Phil Lawler

 


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