L'Anticristo - duomo di Orvieto

L’Anticristo – duomo di Orvieto

 

di Pierluigi Pavone

 

  1. Siederà nel Tempio di Dio e proclamerà se stesso dio (2Ts 2).

 

È oggetto di fede certa che all’interno dei tempi ultimi, cioè della sesta età della Storia, cioè del tempo della Chiesa, si manifesterà l’Anticristo.

Dice sant’Agostino, nel libro XX del De Civitate Dei: «Non v’è dubbio che ha espresso questi concetti sull’Anticristo [san Paolo ai Tessalonicesi] e che non si avrà il giorno del giudizio, considerato come giorno del Signore, se prima non verrà colui che egli chiama apostata fuggitivo, evidentemente, da Dio Signore. Se questo epiteto si può applicare rettamente a tutti gli empi, molto di più a lui».

L’Anticristo rivendicherà un ordine mondialista e religioso: mondialista quanto all’aspetto politico, similmente, ma con intenzioni capovolte, all’Impero Romano – Sacro proprio perché si opponeva all’Anticristo –; religioso, quanto alla fiducia nell’uomo divino.

Non è necessario essere iscritti ai più alti gradi della massoneria internazionale. Non è necessario organizzare in prima persona complotti o sovversioni internazionali. Non è necessario rivendicare religiosamente e coscientemente la dottrina gnostica.

È sufficiente essere indotti e massificati al pensiero unico della pace e della fratellanza; al pensiero unico dei potentati sovra-nazionali; farsi ridurre a pesci non pensanti da allevamento collettivo e intensivo; rivendicare per diritto la possibilità di uccidere gli innocenti, di uccidere se stessi; di plasmare la propria identità sessuale; partecipare a riti di massa, ideologici e pagani, in onore del pianeta; manifestare l’orgoglio di un ordine contro-natura; legittimare per via democratica qualsiasi legge, secondo un illimitato arbitrio di volontà di potere, al di là del bene e del male.

Il nucleo è che Dio venga sostituito con l’uomo. L’uomo nuovo dell’Anticristo non sarà ateo. L’Anticristo – dice san Paolo ai Tessalonicesi – siederà nel tempio di Dio e indicherà se stesso come dio. Proclamerà la divinità dell’uomo, la divinità dello spirito del mondo. La divinità dell’età dell’Uomo. La messianicità auto-redentiva dell’Umanità intera, unita nella pace e nell’unico Stato globale. Proclamerà la fine di ogni identità e ogni confine; la fine di ogni peccato e ogni colpa; la fine del Sacrificio e del Giudizio.

L’Anticristo imiterà in tutto e per tutto Cristo: l’iconografia classica lo dipinge con le stesse fattezze di Gesù a significare il tentativo di presentarsi di fronte al mondo come il vero, unico e definitivo messia. Vorrà – lui come emblema dell’Umanità – essere adorato come dio.

Satana, nel deserto e di fronte a Gesù, è disposto a rinunciare al culto che direttamente o indirettamente riceve nei secoli dalle false religioni e dalle nazioni non esorcizzate, cristianizzate e battezzate. È disposto a concedere tutta la gloria delle nazioni che lui possiede e dà a chi vuole, pur di essere adorato come dio. «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo» (Lc 4, 6-7).

Il suo odio verso Dio ha determinato la guerra nei cieli, contro Michele e i suoi angeli (Ap 12). Il suo odio verso Dio ha determinato la guerra contro Adamo, contro Israele perché da Israele doveva nascere il Cristo, contro Maria perché Immacolata concezione, contro la Chiesa perché sull’Altare si rinnova il Sacrificio della Croce.

Il suo odio è tanto violento e manifesto quanto astuto e subdolo. Perché la Chiesa, nei giorni della Passione, verrà profanata, vilipesa come fu per Cristo. Il Mondo griderà e si glorierà della sua crocifissione. Perché la Chiesa rappresenta l’ostacolo che si oppone all’Anticristo. Satana, consapevole di ciò, attaccherà la Chiesa, al cuore. All’Altare. Verrà meno il Sacrificio. Verrà meno il Potere Vicario. Perché dilaghi ovunque l’apostasia: «Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio» (2Ts 2, 3-4). L’apostasia è il grande peccato. E questo si consumerà non contro Dio, ma in nome di Dio, perché la perversione satanica unificherà le nazioni alla sua ribellione, in nome del bene e della pace, come sfregio a Dio. E la dottrina cattolica conserverà la sua parvenza esteriore, ma sarà illuminata e pervertita dall’interno dalla luce oscura dell’Anticristo. La dottrina gnostica penetrerà nelle fondamenta del Credo. E in nome di ideali mondani, verrà profanata e tradita tramite blasfemie subdole, sottili, ambigue e potentissime.

Nessuno potrà dirsi cattolico, se non colui che aderirà per ignoranza, per paura, per intenzione cosciente alla religione dell’uomo. Nessuno potrà dirsi credente, se non colui che aderirà alla religione mondiale sincretista. Nessuno potrà dirsi uomo, se non colui che considererà se stesso cittadino del mondo, plasmato dalla tecnologia. Nessuno potrà amare, se non colui che considererà amore ogni tipo di perversione istintuale, frutto di fluide identità sessuali. Nessuno potrà dirsi proprietario, se non colui che misurerà il possesso con una moneta-debito. Nessuno potrà partecipare al voto, se non colui che si riconoscerà figlio del Progresso e della Rivoluzione, in nome della età spirituale.

 

  1. Il regno del mondo

La modernità giunge a tutto questo, dopo un parto secolare, che ha permesso una specializzazione ultima, caratterizzata dalla complementarietà e affinità storica di almeno cinque punti essenziali.

1) la prospettiva internazionalista: fino all’Ottocento l’ordine politico era un ordine di Stati e tra Stati; spesso la guerra era una alternativa contenuta della diplomazia. Dopo le guerre del Novecento e la fine dei due blocchi, nel 1989, si è imposto un ordine globalista e la decostruzione di ogni identità e sovranità, a vantaggio di organizzazioni bancarie e cripto-politiche sovra-nazionali. La stessa famiglia come cellula prima della società è sotto attacco feroce, esplicito e ultra- aggressivo.

2) il controllo genetico cripto-raziale delle nascite e l’applicazione del “darwinismo sociale” su scala mondiale, per mezzo di pratiche eugenetiche ultra-specializzate.

3) L’ideologia religiosa ecologista, che è motivo di revisione teologica del Monoteismo biblico, a vantaggio del sincretismo assoluto dell’idea dell’uomo-divino.

4) L’auto-plasmazione dell’identità sessuale secondo i canoni Gender, come apice della pretesa umana di plasmare il proprio ordine nuovo, contro ogni legge, naturale, positiva, divina. La stessa pedofilia comincia ad essere sdoganata, secondo i canoni di una natura indeterminata. Questo, come apice dell’idea umanista e cabalista di fine 1400, secondo cui l’essenza dell’uomo è amorfa e in divenire illimitato.

5) L’economia di debito, basata sulla emissione, da parte delle Banche centrali, della moneta a debito degli Stati (che quindi perdono qualsiasi reale sovranità su ogni proprietà).

 

Contro questo regno del mondo e del principe di questo mondo, si erge il Regno di Maria, a cui dedichiamo la 5° meditazione sulla FINE DELLA STORIA, per la settimana di Natale, a cui seguirà l’ultima, per l’Epifania, sulla Passione o primavera della Chiesa e l’eredità di Gioacchino da Fiore.

 

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