“Come insegnava Benedetto XVI un mondo senza Dio – una filosofia senza fede, possiamo dire – non è un mondo neutro, è un mondo senza Dio. Se la ragione si stacca dalla fede, diventa razionalismo, ossia la religione di se stessa o se stessa come religione. Diventa gnosi.”

 

Stefano Fontana
Stefano Fontana

 

 

di Stefano Fontana

 

Domani 10 ottobre [vedi qui https://www.vanthuanobservatory.org/wp-content/uploads/2021/09/VAN-THUAN-2021-filosofia-mini-prog-OK.pdf] e mercoledì 20 ottobre [vedi qui https://www.vanthuanobservatory.org/wp-content/uploads/2021/09/VAN-THUAN-2021-filo-gnoseologia-prog-OK.pdf] darò il via a due percorsi di formazione alla “Filosofia Cristiana”. L’espressione è talmente desueta da non essere neppure più compresa. L’ultimo a parlarne in Italia è stato il compianto mons. Antonio Livi, continuatore di Étienne Gilson, e quanto a me ho la sensazione di essere il solo a riprenderla sistematicamente. Il fatto è che non è stata solo trascurata, ma è stata ed è combattuta. Di conseguenze è stata anche messa da parte, ma non per dimenticanza bensì per odio nei suoi confronti.

Se c’è una filosofia cristiana, ossia un uso cristiano della ragione, allora c’è anche una società cristiana, una civiltà cristiana, una cultura cristiana e una politica cristiana. Tutte cose che la teologia e la Chiesa di oggi negano, perché hanno paura dell’integralismo e hanno ormai accettato la secolarizzazione moderna (e protestante). In questo modo però – la cosa è curiosa ma con tratti tragici – si alimenta l’integralismo contrario: il razionalismo dal punto di vista filosofico, il naturalismo dal punto di vista metafisico, il laicismo dal punto di vista culturale e politico. Come insegnava Benedetto XVI un mondo senza Dio – una filosofia senza fede, possiamo dire – non è un mondo neutro, è un mondo senza Dio. Se la ragione si stacca dalla fede, diventa razionalismo, ossia la religione di se stessa o se stessa come religione. Diventa gnosi. Non diceva forse Benedetto XVI che “L’emergere di una impostazione basata su una concezione della realtà rigorosamente razionale ha una sua propria assolutezza, l’assoluto della concezione razionale”?

Si dice: come non c’è una chimica cristiana ma la chimica e basta, così non può esserci una filosofia cristiana, c’è la filosofia e basta. Ma è proprio vero che può darsi una filosofia puramente naturale? De Corte diceva il contrario:         secondo lui la filosofia cristiana è “la metafisica naturale dello spirito umano”. La filosofia naturale non sarebbe quindi fuori della fede, ma sarebbe la filosofia nella fede. Il che significa che la ragione senza la fede non è nemmeno più ragione. La filosofia cristiana non è la ragione che diventa fede, è la ragione nella fede che proprio per questo è meglio ragione, ossia si salva dal pericolo mortale della gnosi. L’esito del distacco della filosofia dalla fede cattolica è, secondo Cornelio Fabro, tragico: “Se dovesse venir meno anche la filosofia cristiana, l’uomo si sentirà senza scampo i figlio della maledizione”.

La filosofia di Aristotele è considerata la filosofia naturale che si è svolta prima del cristianesimo e, quindi, che non ha bisogno della fede. Aristotele avrebbe dimostrato la inutilità della filosofia cristiana: la filosofia riesce ad essere pienamente se stessa lo stesso, come la chimica. Ma Gilson, da filosofo realista, ha dimostrato con tutto il lavoro della sua vita che così non è perché “la ragione sola non basta alla ragione” e “Aristotele esce dal medioevo diverso da come vi era entrato”. “Aristotele non insegna che esiste un Dio, che Dio è atto puro di essere, che ha creato il mondo dal nulla, che ha creato l’uomo dotandolo di intelletto, che l’anima dell’uomo è immortale … Tutte queste cose San Tommaso le dice, ma Aristotele le ignora”. Allora, la filosofia aristotelica, diventando la filosofia cristiana, è diventata più filosofia e non meno filosofia. Questa è la prova storica che la fede cattolica produce filosofia, non direttamente ma passando alla ragione idee filosofiche per via religiosa e sostenendola e guidandola nel suo lavoro, senza con ciò diminuire la sua autonomia di metodo e di oggetto.

Il punto fondamentale per la filosofia cristiana è proprio questo. Si comincia dalla fede e non dalla ragione e proprio questo permette alla ragione di essere fino in fondo se stessa. È proprio meditando sulla Parola di Dio che Tommaso d’Aquino ha portato la metafisica al di là dei limiti di Aristotele”; “Alla formulazione della sua dottrina, Tommaso non è pervenuto meditando su Aristotele, ma sulla Sacra Scrittura” (Gilson).

Ma questo è quanto la teologia cattolica di oggi paventa terrorizzata. Perché allora quello che vale per la ragione filosofia dovrebbe valere anche per il resto. Come dicevo all’inizio, la società, la civiltà, la cultura, la politica dovrebbero accettare la fede cattolica non per diventare altro da sé ma per essere fino in fondo se stesse. Oggi si ritiene che in questo modo la fede cattolica diventerebbe una ideologia, ma è vero esattamente il contrario: sono quelle realtà, sottratte alla fede, a diventare preda delle ideologie.

 

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